Pterygota alata

Famiglia : Malvaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nelle foreste aperte del Sud-Est asiatico, la Pterygota alata raggiunge, con tronchi di 1 m, i 35 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Bangladesh, Bhutan, Cina (Yunnan e Hainan), Filippine, India, Isole Andamane, Malaysia, Myanmar, Thailandia e Vietnam dove vive nelle foreste aperte fino ad altitudini collinari.

Il nome del genere deriva dalla combinazione dei sostantivi greci “πτερύγιον” (pterygion) = ala e “οὖς, ὠτός” (ous, otόs) = orecchio, il nome specifico dall’aggettivo latino “alatus, a, um” = alato, ambedue con riferimento ai semi provvisti di ala.

Nomi comuni: Buddha’s coconut tree, tropical chestnut (inglese); Buddha narikella, tula (bengalese); haron, letkok, sin-kadet, taung-letkok (birmano); chi ping po (cinese); pahari (hindi); po dêng (laotiano); kolugida, daddele (kannada); anathondi, kavalam, kudatthanni, poola (malayalam); kangsar (malese); anathondi, kodaittondi (tamil); huaka, mabin, tongching (thailandese); bandha narikella (urdu); cước mộc, chọc mọc, sảng cánh, trôm nước (vietnamita).

La Pterygota alata (Roxb.) R.Br. (1844) è un albero sempreverde o semideciduo molto ramificato, alto fino a 30-35 m, con tronco eretto, cilindrico, fino ad oltre 1 m di diametro, dalla corteccia grigiastra, provvisto alla base di radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti).

Le foglie, su un picciolo lungo 3-12 cm, sono semplici, alterne, raggruppate all’apice dei rami, ovato-cordate con apice ottuso o acuto e margine intero o leggermente ondulato, lunghe 10-30 cm e larghe 8-18 cm, glabre, piuttosto coriacee, di colore verde intenso.

Le infiorescenze sono pannocchie ascellari, sui rami di un anno privi di foglie, portanti fiori unisessuali, per aborto parziale degli organi dell’altro sesso, contemporaneamente presenti sulla stessa infiorescenza. I fiori, privi di petali, hanno calice campanulato, lungo 1,5-2 cm, diviso fin quasi alla base in 5 segmenti lineari-lanceolati con apice retroflesso, larghi circa 0,4 cm, carnosi, ricoperti da un tomento color ruggine esternamente, striati di rosso e giallo internamente, di odore ritenuto da alcuni piuttosto sgradevole. Fiori maschili con antere raggruppate all’apice dell’androginoforo, lungo circa 0,5 cm, fiori femminili con androginoforo estremamente corto, ovario supero globoso con staminoidi alla base, pubescente, 5 carpelle libere e stili corti, ricurvi, con stigma bilobato. I frutti sono costituiti da follicoli, su un lungo gambo, globosi, leggermente compressi lateralmente, legnosi e ricoperti da un tomento bruno, di 10-12 cm di lunghezza e circa 9 cm di diametro, contenenti numerosi semi appiattiti provvisti di una lunga e larga ala, complessivamente di 5-8 cm di lunghezza, di colore bruno.

Si propaga per seme, che ha una durata di germinabilità di qualche mese, in terriccio sabbioso drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, con tempi di germinazione di 1-3 mesi. Albero di indubbie caratteristiche ornamentali per il lussureggiante fogliame e i vistosi frutti grandi quasi come una noce di cocco (Cocos nucifera L., da cui uno dei nomi comuni più diffusi) utilizzabile come albero da ombra in parchi e giardini e come alberatura stradale nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo, dove temperature di poco inferiori a 0 °C sono eccezioni di breve durata.

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Foglie ricche di antiossidanti. I frutti sembrano noci di cocco e i semi, consumati arrosto dagli indigeni, vengono dispersi dal vento ed entrano nella dieta delle scimmie © Giuseppe Mazza

Richiede pieno sole e si adatta a diversi tipi di suolo, purché drenante. I semi sono consumati arrostiti da alcune popolazioni indigene e pare abbiano proprietà narcotiche, fanno anche parte della dieta di diverse specie di scimmie; l’olio ricavato dai semi è utilizzato per illuminazione e potrebbe essere vantaggiosamente impiegato come biocombustibile. Il legno, di colore biancastro, leggero e poco durevole, viene utilizzato per mobili, scatole, bastoni, giocattoli, oggetti artigianali e nella fabbricazione del compensato. I follicoli secchi sono variamente utilizzati a scopo decorativo e dalla corteccia vengono ricavate robuste fibre per cordami.

Studi di laboratorio hanno evidenziato negli estratti delle foglie la presenza di composti con elevata attività antiossidante suscettibili di ulteriori approfondimenti.

Sinonimi: Sterculia alata Roxb. (1820); Pterygota roxburghii Schott & Endl. (1832); Clompanus alata (Roxb.) Kuntze (1891).

 

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