Pycnonotus jocosus

Famiglia : Pycnonotidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Molto apprezzato per il ritornello melodioso il Pycnonotus jocosus sta diventando oggi una specie invasiva © Giuseppe Mazza

Chi ha avuto l’opportunità di soggiornare in India, nel sud della Cina o nella penisola Indocinese non gli sarà mancata l’occasione di sentire di primo mattino, al sorgere del sole, quando ancora a letto stesi nel dormiveglia a sonnecchiare nel clima umido di quelle regioni, il canto melodioso e flautato di un uccello che sull’albero più vicino alla finestra della vostra stanza, sembra vi voglia dare il buongiorno o meglio ancora, si voglia presentare.

“Pleased-to-meet-you, pleased-to-meet-you”, un suono ripetuto in continuazione con una sonorità esplosiva che venne interpretato anche con “kick-Pikatchù, kick-Pikatchù”, giusto in concomitanza dell’esordio sul mercato mondiale del videogioco giapponese Pokémon!

In realtà la melodiosità del canto di questo uccello è ben superiore a quella di tanti altri consimili pur considerati tra i più canori, in quanto emesso con tonalità più bassa e robusta degli altri, tale da rendere la sua voce piena e soave e senza quegli acuti striduli che a volte urtano la sensibilità del nostro orecchio musicale.

Se assommiamo a questa caratteristica anche la gioiosità del suo comportamento, l’allegria che sprigiona in ogni sua azione, la docilità senza limite verso l’essere umano e la facilità di allevamento, si riesce facilmente a capire il perché questo volatile sia l’uccello da gabbia più comune in quei paesi. Il bulbul dai baffi rossi o dalle orecchie rosse ( Pycnonotus jocosus - Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente all’ordine dei Passeriformes ed alla famiglia dei Pycnonotidae un vasto raggruppamento che annovera una trentina di generi fra i quali il Pycnonotus che conta a sua volta quasi 50 specie diverse. Inizialmente collocato fra le Averle ( Lanius sp.) è stato successivamente riclassificato nell’attuale famiglia dei Pycnonotidae.

Non c’è da meravigliarsi se Linneo già oltre due secoli e mezzo orsono, sulla descrizione fattagli per questo uccelletto, gli affibbiò come nome della specie jocosus, appunto dal latino “iocosus” = giocoso. Il carattere gioioso di questo volatile è così evidente che anche da una semplice descrizione verbale non sfuggirebbe neppure al profano, questo evidente carattere.

D’altra parte è sufficiente attraversare un mercato o le stradine di quartieri popolari di queste nazioni per notare come molte delle abitazioni abbiano sulla finestra o sui balconi od appesi proprio sopra le teste dei passanti, anguste gabbiette con esemplari di questa specie.

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Originario dell’India centro settentrionale fino alle falde Himalayane, della penisola indocinese, Malesia inclusa e della parte tropicale della Cina si è già naturalizzato in molte isole dell’Oceano Indiano, in Australia, nella penisola Arabica ed anche negli Stati Uniti d’America e nelle Hawaii a danno delle specie autoctone © Giuseppe Mazza

L’insieme di questi canti melodiosi sempre in competizione fra loro non può certo passare inosservato ! Tutti i bulbul hanno queste caratteristiche ma solo alcune specie sono scelte per questa funzione musicale.

L’etimologia del genere Pycnonotus trae origine dai termini greci “puknos” = folto, denso e “noton” groppone, per il piumaggio fitto e consistente sulla parte inferiore della schiena. Nel gergo ornitologico mondiale, gli appartenenti a questo genere vengono universalmente chiamati bulbul, mutuando un nome di origine arabo/persiana che ancor oggi indica, oltre ai veri bulbul, anche genericamente gli uccelli melodiosi di quell’area.

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Osservatore e opportunista, è sceso in città dalle foreste, occupando viali e giardini © Giuseppe Mazza

Infatti in inglese è chiamato Red-whiskered Bulbul, in tedesco Rotohrbülbül, in spagnolo Bulbul Orfeo, in francese Bulbul orphée, in olandese Roodoorbuulbuul ed in polacco uno strano bilbil zbroczony.

Zoogeografia

Questo bulbul è diffuso nell’India centro settentrionale fino alle falde Himalayane, in tutta la penisola indocinese, Malesia inclusa e nella parte tropicale della Cina.

La sua popolarità e la facilità di allevamento ha portato all’introduzione di questa specie in molti paesi limitrofi ma anche in continenti ben distanti, luoghi dove si è facilmente acclimatato, creando popolazioni ormai consolidate.

Ora è presente in molte isole dell’Oceano indiano, in Australia, nella penisola Arabica ed anche negli Sati Uniti d’America e nelle Hawaii.

La facilità dei bulbul di acclimatarsi ed invadere pesantemente l’area conquistata, danneggiando specie autoctone, sta allarmando sia l’Australia che la Nuova Zelanda tanto che quest’ultima è arrivata a fissare una elevatissima taglia sul Bulbul dal sedere rosso ( Pycnonotus cafer ) per evitare la diffusione di una specie che risulta alquanto dannosa se introdotta in un nuovo ecosistema.

Va ricordato che tra le 100 specie alloctone invasive più dannose per l’umanità, vi sono tre simpatici uccelletti: il sunnominato bulbul dal sedere rosso, lo Storno comune (Sturnus vulgaris) e lo Storno triste (Acridotheres tristis).

Il nostro bulbul è specie stanziale anche se si sono notati spostamenti a breve raggio, in particolare nel raggiungimento dei roosting notturni che radunano a volte migliaia di esemplari.

Ecologia-Habitat

Il bulbul dai baffi rossi ha una notevole capacità di adattamento e quindi occupa una rilevante varietà di habitat. Il suo ambiente storico è da sempre la foresta collinare tropicale, intervallata da valli coltivate, boschetti in aree densamente abitate, villaggi e cittadine rurali ma anche giardini e parchi in città densamente popolate, con bassi arbusti e contornati da alberi di una certa altezza.

Le fattorie, i frutteti e gli allevamenti animali sono luoghi fortemente sfruttati in considerazione della facilità di reperimento di cibo.

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Frugivoro, qui cerca gli avanzi dei tavolini in un parco pubblico ma durante la nidificazione, con due covate all’anno, caccia anche insetti per un maggior apporto proteico © Giuseppe Mazza

La sua affabilità e temerarietà nei confronti dell’essere umano, peraltro innata in molte specie di bulbul, è certamente uno stimolo a conquistare nuovi territori ed i risultati si stanno evidenziando con lenti ma progressivi allargamenti degli areali originali.

Morfofisiologia

I bulbul hanno misure alquanto simili nelle diverse specie, con dimensioni leggermente maggiori a quelle di un grosso passero domestico (Passer domesticus).

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Madre con un subadulto che non ha ancora il ciuffo e la caratteristica macchia rossa sulle guance © Giuseppe Mazza

Misura 20 cm in lunghezza, un peso di 30 g ed un’apertura alare di 28 cm ma dimostra una corporatura più snella e longilinea, esaltata anche da una maggiore vivacità.

Il piumaggio è prevalentemente bianco crema sul petto e sul ventre, attraversato da due ampie fasce nerastre che dalle spalle scendono sul collo senza congiungersi.

La copertura alare è compattamente marrone ocracea che diventa totalmente nera corvina sulla testa e sulla fronte, fino all’area oculare.

Sulla testa porta un simpatico ciuffo nerissimo e molto allungato che tiene perennemente in verticale e proteso in avanti come un cappuccio da monaco tibetano, esaltando quella simpatia di cui già gode ampiamente.

Una livrea che passerebbe inosservata se non accentuata da due note di colore che la trasformano da un piumaggio insignificante ad una di alto lignaggio.

Guance candide delimitate da due baffi neri finissimi e sormontate da una macchia rosso fuoco nell’area post orbitale e piume del sottocoda altrettanto rosso carminio che adornano lunghe timoniere segnate nella parte terminale da ampi vessilli bianchi.

Non c’è dimorfismo sessuale nella livrea degli adulti ed i giovani sono invece riconoscibili dalla iniziale mancanza della macchia rossa sulle guance.

Sono state determinate una decina di sottospecie, relegate anche in piccole aree all’interno del suo territorio, forse a dimostrazione della forte capacità di evoluzione e di adattamento ai diversi biotopi frequentati.

Pycnonotus jocosus jocosus di Hong Kong, Pycnonotus jocosus peguensis del Myanmar, Pycnonotus jocosus abuensis del Gujarat, Pycnonotus jocosus whistleri delle isole Andamane, Pycnonotus jocosus pattani della Thailandia e Pycnonotus jocosus fuscicaudatus, Pycnonotus jocosus pyrrhotis, Pycnonotus jocosus emeria, Pycnonotus jocosus monticola, tutte dell’area Gangetica dell’India.

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Esemplare leucista. Allevato come animale di compagnia in tutto il mondo può superare i 10 anni © Giuseppe Mazza

Etologia-biologia riproduttiva

La stagione di nidificazione di questo bulbul varia secondo le latitudini ed anche l’altitudine. In Bhutan inizia in tarda primavera mentre nella parte più meridionale della penisola indocinese può farlo comodamente anche durante i mesi invernali. Effettua d’abitudine due covate l’anno con il medesimo partner che cambia però abitualmente nella stagione successiva.

Il nido viene posto tra i rametti di un arbusto od anche su alberelli ad una modesta altezza ma nei centri abitati sceglie anche buchi nei muri o rampicanti abbarbicati ai fabbricati.

Viene costruita una coppa con piccoli rametti, erbe disseccate e radicette intrecciate ma inserendo anche moderne stravaganze del consumismo umano, quali pezzi di sacchetti plastica colorata, carta e pezzi di cartone o sfilacci di corde, imitando il comportamento del nostro merlo (Turdus merula).

Una strana convergenza evolutiva od un insolito adattamento alla vita moderna ? Depone poche uova, d’abitudine da due a quattro, di colore crema macchiettate di ocra sulla parte più ampia e covate probabilmente da entrambi i partner per circa 12 giorni.

I piccoli sono curati dai genitori per circa 3 settimane ma vengono seguiti anche per un ulteriore periodo finché non totalmente indipendenti.

L’alimentazione dei bulbul è simile in tutte le specie essendo uccelli principalmente frugivori e consumatori di prodotti vegetali ma non mancano di integrare la dieta, in particolare durante la nidificazione, con insetti nei vari stadi di trasformazione.

Il bulbul è un uccello molto sociale ed in particolare fuori dal periodo di nidificazione, formando bande chiassose che girovagano all’interno dei loro territori. Ama riunirsi la sera in grossi stormi per raggiungere i dormitori comuni. Tra i predatori annovera le locali specie di corvi ed alcune civette ma il prelievo risulta essere insignificante rapportato al successo riproduttivo di questo uccello. È specie alquanto comune e con un prospettiva di vita che può superare i 10 anni per cui non viene considerata specie a rischio.

Sinonimi

Lanius jocosus – Linnaeus, 1758.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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