Ravenea rivularis

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Quasi esinta in Madagascar, la Ravenea rivularis si è ben adattata ai giardini tropicali e subtropicali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Madagascar sudoccidentale dove ormai è presente in pochi esemplari nelle foreste ai margini di corsi d’acqua, tra 350 e 750 m di altitudine.

Il genere fu dedicato all’imprenditore e mecenate tedesco Louis Frederic Jacques Ravené (1823-1879), discendente di una famiglia di ugonotti rifugiatasi a Berlino nel 1685; il nome specifico deriva dal sostantivo latino “rivulus” = ruscello, con riferimento al fatto che cresce esclusivamente lungo le rive di corsi d’acqua.

Nomi comuni: majestic palm (inglese); bakaly, gora, malio (Madagascar).

La Ravenea rivularis Jum. & H.Perrier (1913) è una specie dioica inerme a fusto solitario, eretto, liscio, di colore grigio bruno chiaro, alto fino a circa 25 m, con un ingrossamento sopra la base, di 35-50 cm di diametro, e progressivamente assottigliato verso l’alto con un diametro sotto la chioma di circa 20 cm. Le foglie, su un picciolo lungo 10-20 cm, sono pennate, leggermente arcuate, lunghe 2-2,5 m, con pinnule lineari con apice appuntito disposte regolarmente su un piano, rigide o pendenti, che nella parte terminale ruotano attorno al rachide disponendosi verticalmente, lunghe nella parte mediana fino a 60 cm e larghe 3 cm, di colore verde chiaro lucido; la base fogliare, di colore bruno, con margini fibrosi, abbraccia solo parzialmente il fusto. Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), quelle maschili, su un peduncolo verde lungo circa 40 cm, sono erette con ramificazioni di secondo ordine, lunghe 50-80 cm, con fiori biancastri, quelle femminili, su un peduncolo lungo circa 50 cm, sono erette o ricurve, con ramificazioni di primo ordine, lunghe fino a 1,5 m, con fiori dello stesso colore. Frutti globosi, di 0,8-0,9 cm di lunghezza e 0,7-0,8 cm di diametro, di colore rosso a maturità, contenenti un solo seme globoso di circa 0,6 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua tiepida per due giorni, in terriccio aerato e drenante mantenuto umido alla temperatura 24-26 °C, con tempi di germinazione di 2-3 mesi; la prima fogliolina è bifida.

Specie che per le sue caratteristiche ornamentali, la velocità di crescita e discreta adattabilità a diverse condizioni di coltivazione è diventata in breve tempo molto popolare nelle regioni tropicali, subtropicali e marginalmente in quelle temperato-calde più miti; è piuttosto sensibile alle basse temperature, valori intorno a 0 °C danneggiano e fanno ingiallire il fogliame, l’apice vegetativo muore intorno a -2 °C. Richiede pieno sole, tranne nella fase giovanile in cui necessita di una parziale ombreggiatura, e suoli ricchi di sostanza organica, da acidi a leggermente alcalini, drenanti, mantenuti costantemente umidi, anche se riesce a sopportare da adulta brevi periodi di siccità, ma a discapito della velocità di crescita e con un aspetto meno lussureggiante; utili le concimazioni periodiche con prodotti bilanciati con microelementi.

Piante giovani vengono frequentemente commercializzate in vaso per la decorazione di interni, ma per la difficoltà di creare le condizioni di luce e umidità adatte, il loro aspetto diviene ben presto poco attraente e spesso non durano a lungo.

La specie, per la progressiva riduzione del suo habitat, è inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature) come “endangered” (ad alto rischio di estinzione in natura).

 

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