Rebutia heliosa

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Rebutia heliosa : dimensioni ridotte ed una profusione di fiori in primavera-estate © Mazza

La Rebutia heliosa Rausch (1970) è originaria della Bolivia dove cresce in aree semiaride a 2400-2500 m di altitudine, tra Tarija e Narvaez, su rocce prevalentemente sedimentarie e con un clima caratterizzato da inverni secchi, con temperature minime mediamente inferiori a +10°C, ed estati relativamente piovose.

Il genere è dedicato al coltivatore francese di Cactaceae Pierre Rebut (1830-1898); il nome specifico deriva dal greco ’helios’ = sole, con riferimento alla disposizione delle spine.

Succulenta di lenta crescita inizialmente solitaria e di forma globosa, con apice leggermente depresso, di 3 cm di altezza e 3,5 cm di diametro, che col tempo tende ad accestire, in particolare in coltivazione, e a divenire pressoché cilindrica specie negli esemplari più vecchi.

Presenta tubercoli di 1 mm di altezza disposti lungo 35-40 spirali con areole ovali provviste di lanugine marrone e 24-26 spine radiali bianche, lunghe 1 mm, disposte a pettine che quasi nascondono l’epidermide grigio verde; non sono presenti o evidenti spine centrali. I fiori, diurni e di lunga durata (circa dieci giorni) prodotti in profusione in primavera-estate, sono imbutiformi, di 5 cm di lunghezza e 4 cm di diametro, di colore arancio o rosso arancio e nascono alla base della pianta. I frutti sono globosi di colore rosso porpora e contengono semi lunghi 1 mm.

Si riproduce facilmente per divisione e per seme in terriccio sabbioso ad una temperatura di 22-24°C; i semenzali vanno trapiantati solo dopo che hanno formato un buon apparato radicale, orientativamente quando la pianta ha raggiunto un diametro intorno ai due centimetri. Le giovani piante fioriscono a partire dal 2°-3° anno di età.

E’ una delle specie più coltivate ed apprezzate dai collezionisti per le ridotte dimensioni, la particolarità delle spine e la copiosa, appariscente fioritura, da posizionare in pieno sole o comunque alla massima luminosità possibile.

Essendo particolarmente sensibile al marciume radicale per ristagno di umidità va coltivata su terricci particolarmente porosi e drenanti, che possono essere costituiti da comune terra da giardino concimata, sabbia grossolana e pietrisco frantumato privo di polvere in parti uguali. La sua collocazione in piena terra è limitata alle situazioni in cui è possibile ricreare le particolari condizioni ambientali di origine, ma solitamente è coltivata in vaso con le stesse modalità prima indicate.

In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno le innaffiature vanno sospese e benché in ambiente arido possa sopportare per breve periodo temperature fino a -10 °C, per evitare facili marciumi va tenuta asciutta ad una temperatura intorno a +3/+5 °C, questo periodo di riposo freddo e secco è indispensabile per la fioritura. E’ consigliabile usare vasi di terracotta e profondi per permettere alla radice napiforme di svilupparsi liberamente.

Per la delicatezza dell’apparato radicale viene spesso innestata, ad esempio su Hylocereus undatus o Stenocereus pruinosus.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Rebutia narvaecensis (Cárdenas) Donald (1973); Rebutia perplexa Donald (1979).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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