Restrepia antennifera

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Restrepia antennifera è un’epifita miniatura a crescita rapida © G. Mazza

La specie è originaria della Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela, dove vive sugli alberi delle foreste umide tra 1800 e 3000 m di altitudine.

Il genere è dedicato al naturalista e uomo politico colombiano José Manuel Restrepo Veléz (1781-1863); il nome specifico è la combinazione dei termini latini “antenna” = antenna e “fero” = portare, con riferimento ai petali ed al sepalo dorsale somiglianti ad antenne di insetti.

Nomi comuni: restrepia de antena (spagnolo).

La Restrepia antennifera Kunth (1816) è una specie cespitosa epifita con corto rizoma da cui si dipartono fusti eretti, lunghi circa 10 cm e coperti da brattee punteggiate di porpora, con una singola foglia all’apice, coriacea, ovato-ellittica, lunga circa 5 cm e larga 3 cm, di colore verde scuro tendente al violaceo se esposta a luce intensa.

Infiorescenze dal retro della base della foglia lunghe 3-8 cm, prodotte in successione, portanti un singolo fiore con sepalo dorsale biancastro con striature longitudinali porpora, lungo 2-3 cm e largo alla base 0,3 cm, assottigliato e terminante con un minuscolo ingrossamento simile ad una goccia, sepali laterali uniti fino quasi all’apice, lunghi 2,5 cm e larghi 0,6 cm, di colore da bianco a giallo bruno con striature longitudinali porpora, petali simili al sepalo dorsale, ma più stretti, filiformi, labello trilobato, lungo 1 cm e largo 0,3 cm, con lobo mediano pressoché rettangolare; i fiori hanno una durata di 5-12 giorni.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 cespi, e tramite le giovani piante che a volte produce alla base delle foglie (in gergo “keiki”, che in hawaiano significa “figli”), che possono essere rimossi quando hanno formato un buon apparato radicale; giovani piante possono essere ottenute anche da una porzione di fusto di 3-6 cm inserito in sfagno mantenuto umido fino alla base della foglia, da cui dopo qualche mese verrà prodotta una nuova pianta.

Orchidea in miniatura in cui la parte più appariscente del fiore sono i sepali fusi quasi interamente, è la più coltivata del genere anche per la facilità di riproduzione e la veloce crescita, forma in breve tempo cespi compatti fioriti per gran parte dell’anno.

Richiede una posizione semi ombreggiata, temperature fresche, 10-15 °C di notte, 18-26 °C di giorno, anche se può sopportare temperature estreme che si discostano di qualche grado per breve periodo, costante ed elevata umidità, 60-80%, ed una buona ventilazione. Le innaffiature devono essere distribuite con regolarità, non avendo un preciso periodo di riposo, solo un leggero diradamento in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente. Non sopporta accumulo di sali alle radici, per le innaffiature e nebulizzazioni va quindi utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata, e le concimazioni, con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, vanno effettuate a ¼ di dose, o meno, di quella consigliata sulla confezione, distribuite e alternate in modo da dilavare i sali residui.

Può essere montata su corteccia, zattera di sughero o di felce arborescente, con un po’ di sfagno alla base per mantenere l’umidità, o coltivata in vaso con un composto che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di fine pezzatura e di carbone, con eventuale aggiunta di sfagno e agriperlite.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Restrepia hemsleyana Schltr. (1918); Pleurothallis ospinae R.E.Schult. (1957).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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