Rhapis humilis

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria della Cina, la Rhapis humilis è una palma cespitosa molto decorativa che in natura raggiunge i 6 m d’altezza. Ben si adatta anche ad interni coltivata in vaso © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Guizhou e Guangxi) dove cresce nel sottobosco delle foreste secche sempreverdi solitamente su pendii calcarei fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome generico è il sostantivo greco “ῥαπίς” (rapis) = ago, bastoncino, con probabile riferimento ai fusti sottili; il nome specifico è l’aggettivo latino “humilis, e” = basso, con riferimento al supposto portamento della pianta, che in realtà è la più alta del genere.

Nomi comuni: dwarf bamboo palm, rattan palm, reed rhapis, slender lady palm (inglese); ai zong zhu, zong lü zhu (cinese); palmier bambou, rhapide nain (francese); shuro-ckiku (giapponese); dwergbamboepalm (olan- dese); palmeira rafia, palmeira rápis (portoghese); palmerita china (spagnolo); Niedrige Steckenpalme (tedesco).

La Rhapis humilis Blume (1839) è una specie dioica inerme, cespitosa, di lenta crescita, con fusti sottili eretti, che possono raggiungere 6 m di altezza con un diametro di 1,5-2,5 cm, ricoperti dalle guaine fogliari persistenti che formano un fitto intreccio di fibre di colore bruno scuro.

Le foglie, su un picciolo sottile lungo fino a 30 cm, sono palmate, da semicircolari a lunulate (a forma di mezza luna), larghe circa 60 cm, divise fino a circa 3 cm dal picciolo in 7-20 segmenti larghi 1-2 cm con apici più o meno appuntiti e leggermente pendenti, di colore verde scuro. Infiorescenze tra le foglie (interfogliari) lunghe circa 40 cm, ramificate, con ramificazioni lunghe fino a 15 cm, sia i fiori maschili che i femminili presentano sepali e petali uniti alla base a formare un calice ed una corolla tubolari trilobati. Frutti ovoidi di circa 0,7 cm di diametro.

Si riproduce per seme, raramente disponibile, ma solitamente e facilmente per divisione in primavera-inizio estate o tramite i polloni emessi alla base provvisti di radici. La Rhapis humilis, insieme alla Rhapis excelsa, per l’eleganza del fogliame, le dimensioni contenute e la facilità di coltivazione è tra le palme ornamentali più coltivate e da più lungo tempo, oltre tre secoli, prima in Giappone, poi in Europa, in particolare per la decorazione di interni.

Di notevole effetto paesaggistico, può essere coltivata come gruppo singolo, siepe o barriera nelle regioni subtropicali e temperate, in quelle tropicali assume un aspetto meno lussureggiante, è abbastanza resistente alle basse temperature, potendo sopportare valori di -6 °C per breve periodo, e non è particolarmente esigente riguardo al suolo purché ben drenato.

Predilige una esposizione semiombreggiata, ma sopporta sia il pieno sole che l’ombra, dimostrandosi tra le palme più tolleranti a condizioni molto diverse di luce. Per le sue caratteristiche si è dimostrata subito adatta alla coltivazione in vaso, utilizzando un terriccio drenante, preferibilmente ricco di sostanza organica, con innaffiature che dalla primavera all’autunno, quando è in vegetazione, devono essere regolari e abbondanti, ma senza ristagni, e facendo asciugare leggermente il terriccio prima di ridare acqua, più diradate in inverno, quando le temperature sono più basse, ma che comunque è preferibile non scendano sotto 10 °C.

Una concimazione all’anno, in primavera, è sufficiente, utilizzando un prodotto bilanciato a lento rilascio con microelementi, a metà dose di quella raccomandata sulla confezione. I rinvasi vanno effettuati quando le radici hanno riempito il vaso, utilizzandone uno di diametro leggermente superiore.

Sinonimi: Chamaerops excelsa var. humilior Thunb. (1784); Licuala waraguh Blume (1830); Licuala wixu Blume (1830); Rhapis javanica Blume (1839); Chamaerops sirotsik H.Wendl. (1854); Rhapis sirotsik H.Wendl. (1878).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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