Rhynchostele bictoniensis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico (Campeche, Chiapas, Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Nayarit, Oaxaca, Quintana Roo, Tabasco, Vera Cruz e Yucatán) e Panama dove cresce nelle foreste umide tra 1500 e 3200 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci ”ρύγχος” (rhynchos) = becco e “στήλη” (stele) = colonna, stele, con riferimento alla forma della colonna; il nome latino della specie “bictoniensis” = di Bicton, fu dato da James Bateman (1811-1897), che la descrisse col nome Cyrtochilum bictoniense , non solo in riferimento alla località inglese dove è fiorita per la prima volta in Europa, ma anche in omaggio ai proprietari, Lord e Lady Rolle of Bicton.

La Rhynchostele bictoniensis (Bateman) Soto Arenas & Salazar (1993) è una specie epifita o terrestre con corto rizoma da cui si originano pseudobulbi oblunghi, leggermente compressi lateralmente, lunghi 5-13 cm, provvisti alla base di 2-3 brattee fogliacee ed all’apice di una foglia lineare-lanceolata, lunga 20-35 cm e larga 2-3,5 cm, di colore verde chiaro e coriacea. Infiorescenze racemose dalla base degli pseudobulbi, erette, lunghe 30-80 cm, portanti numerosi fiori che si aprono in successione, di circa 4 cm di diametro, con sepali e petali di colore giallo verdastro irregolarmente maculato di rosso bruno e labello di colore da bianco a rosa porpora con alla base due lamelle carnose, erette, bianche o rosa. Sepalo dorsale lanceolato con apice appuntito, lungo circa 1,6 cm e largo 0,6 cm, sepali laterali lineari-lanceolati con apice appuntito, lunghi 1,8-2 cm e larghi 0,6 cm, petali lineari-lanceolati con apice appuntito, lunghi circa 1,6 cm e larghi 0,8 cm, labello ovato ristretto alla base con apice appuntito, lungo circa 2 cm e largo 1,6 cm, e colonna, lunga circa 0,7 cm, provvista ai lati di ali arrotondate.

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La Rhynchostele bictoniensis è una specie epifita o terreste del Centro America che ha dato origine a numerosi ibridi di facile coltura. Le infiorescenze racemose, che partono dalla base degli pseudobulbi, sono erette, lunghe anche 80 cm, con numerosi fiori di circa 4 cm di diametro che si aprono in successione © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con ciascuna sezione provvista almeno di 3-4 pseudobulbi.

Specie dalla decorativa fioritura, vigorosa e di facile coltivazione, essendo piuttosto tollerante nei riguardi delle alte temperature, adatta anche a principianti, e che ha dato origine a numerosi ibridi. Richiede una posizione leggermente ombreggiata, temperature intermedie, 18-28 °C, ed elevata umidità, 70-80%, in estate, temperature fresche, ideali 10-18 °C con elevata escursione termica giornaliera, ed umidità intorno a 50-60%, in inverno. Le innaffiature, con acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa, devono essere regolari durante il periodo vegetativo, evitando ristagni che possono facilmente provocare marciume radicale, pressoché sospese, ma senza fare raggrinzire eccessivamente gli pseudobulbi, in inverno, in modo da concedere un periodo di riposo fresco e asciutto. Concimazioni ogni due settimane durante la fase vegetativa utilizzando un prodotto idrosolubile bilanciato, con microelementi, a ¼ di dose di quella indicata sulla confezione. Viene solitamente coltivata in vasi, preferibilmente di coccio, o canestri con composto che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di fine/media pezzatura, carbone vegetale e sfagno, con aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio e l’aerazione delle radici, che devono potersi asciugare velocemente dopo ogni innaffiatura.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Cyrtochilum bictoniense Bateman (1838); Odontoglossum bictoniense (Bateman) Lindl. (1840); Zygopetalum africanum Hook. (1840); Odontoglossum bictoniense var. splendens Lem. (1865); Lemboglossum bictoniense (Bateman) Halb. ex Soto Arenas (1988); Amparoa bictoniensis (Bateman) Archila (2009).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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