Russula aurea

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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La Russula aurea ha una distribuzione molto ampia. Si riconosce facilmente ed è un ottimo commestibile © G. Mazza

Famiglia: Russulaceae Lotsy, 1907

Genere: Russula Persoon : Fries, 1821

Sottogenere: Russula emend. Sarnari

Sezione : Polychromae R. Maire, 1910 emend. Sarnari

Subsezione : Aurantinae Bon, 1986

Russula aurea Persoon, 1796

Il significato dell’epiteto aurea deriva dal latino “áureus” = d’oro, dorato, per il colore del carpoforo.

Specie molto ricercata, almeno in Italia, per cui anche i nomi comuni dialettali sono tanti, ne citiamo solo alcuni: “colombina dorata”, “bietta”, “capra dorata”, il più curioso è nel Lazio “Russula romanista”; in Francia “Russule dorée”; in Spagna: Castellano “rúsula de láminas doradas”, “rúsula dorada”, Catálano “puagra retgera”, “crualgra retgera”, Euskera “gibel kuleto”; in Inghilterra “gilded brittlegill”; in Germania “Gold-Täubling”.

Per la descrizione del genere si rimanda alla scheda Russula vesca.

Descrizione del Sottogenere, Sezione e Sottosezione

Al sottogenere Russula sono ascritte le specie più variabili per struttura, consistenza, acredine e colori del cappello, che vanno dal rosso al rosso-arancio, al violetto, talvolta anche in parte o tutto verde, giallo o bruno. Le spore hanno la tacca sopra ilare amiloide; nella pileipellis e caulopellis sono presenti i dermatocistidi, unicellulari o multo settati. Alla Sezione Polychromae fanno parte funghi con colori molto variabili, solo raramente tutti rossi, di taglia media o grande, consistenza ± dura; di sapore mite, solo raramente un po’ acre sulle lamelle. Dermatocistidi incrostati o privi d’incrostazioni, sempre presenti, nella pileipellis ad eccezione della Sottosezione Aurantinae. La Sottosezione Aurantinae comprende funghi a carne mite, con la pileipellis priva di dermatocistidi ma formata da soli peli, i dermatocistidi presenti solo nella caulipellis. Questa Sottosezione è monospecifica annoverando, per i suoi caratteri, la sola R. aurea.

Descrizione della specie

Cappello: 5 - 10 cm, da convesso ad appianato, depresso a maturità, carnoso; la cuticola è separabile per circa metà del raggio, liscia, opaca a tempo secco, lucida e quasi vischiosa a tempo umido; il colore è rosso-arancio, giallo-arancio, rosso-bruno con macchie gialle, o anche completamente giallo, a volte il disco si presenta più scuro, quasi bruno; il margine è liscio, sottile, appena striato a maturità completa.

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Cistidi, basidi e spore di Russula aurea © Pierluigi Angeli

Imenio: Lamelle adnate, fitte, fragili, con lamellule, forcazioni specialmente in prossimità del gambo, il colore è biancastro o crema con il filo giallo-limone; spore bianche in massa.

Gambo: 4-8 × 1,5-3 cm, cilindrico, allargato o svasato all’attaccatura del cappello, attenuato verso la base, pieno poi midolloso, rugoloso o anche liscio in alcuni esemplari, bianco con sfumature giallo-limone.

Carne: Inizialmente soda poi più molliccia a maturità, fragile, bianca, odore nullo, sapore mite.

Habitat: Cresce sia sotto latifoglie ( Quercus, Fagus e Castanea ), sia sotto conifere (Abies e Picea), in zone umide, dall’inizio estate all’autunno, isolato o gregario. È presente nella maggior parte dell’Europa, ma anche in America del Nord e in Asia.

Commestibilità: Ottimo commestibile.

Reazioni chimiche: Solfato ferroso: sulla carne reagisce lentamente al giallo-arancio debole; Tintura di guaiaco: sulla carne da una reazione rapida e intensa; Fenolo: sulla carne da una reazione bruno-cioccolato-rossiccio.

Microscopia: Spore arrotondate, crestate o quasi reticolate, poco amiloidi, 8-10 × 6-8 µm. Basidi clavati, tetrasporici, senza giunti a fibbia, 40-52 × 13,5-16 µm. Cistidi fusiformi, con apice appuntito o arrotondato, 65-76 × 11-13 µm. Pileipellis formata da peli senza dermatocistidi e ife primordiali incrostate.

Osservazioni : è senza dubbio la Russula che meglio si riconosce, per il suo colore rosso-arancio o giallo-arancio (qualche volta la possiamo trovare anche completamente gialla), per il filo delle lamelle giallo, per la sfumatura gialla sul gambo e per la fragilità della sua carne nel fungo maturo. Tuttavia quando si presenta priva dei suoi colori e tonalità tipici, come rosso o porpora e le lamelle ocra, è facile confonderla con Russula laeta, che però ha il cappello rosso, arancio o porpora, l’odore fruttato e il sapore delle lamelle un po’ astringente, la sporata più scura e la pileipellis con dermatocistidi; Russula rubroalba, che però ha il cappello di colore rosso ciliegia, le lamelle giallo tuorlo, la reazione lenta alla Tintura di guaiaco e la presenza di dermatocistidi; Russula pseudointegra, che però ha il cappello rosso vermiglio, ma può anche decolorare fino all’avorio crema, le lamelle gialle, l’odore di pelargonio, la reazione nulla alla Tintura di guaiaco.

Sinonimi: Agaricus auratus Withering, 1801; Agaricus aureus (Persoon) Persoon 1801; Russula aurata Fries 1838.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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