Russula cyanoxantha

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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La Russula cyanoxantha è un buon commestibile dal colore variabile © Giuseppe Mazza

Famiglia: Russulaceae Lotsy, 1907

Genere: Russula Persoon : Fries, 1821

Sottogenere: Heterophyllidia Romagnesi, 1987, emend. Sarnari

Sezione: Heterophyllae Fries, 1863

Subsezione: Cyanoxanthinae Singer, 1932

Russula cyanoxantha (Schaeffer) Fries, 1863

Il termine dell’epiteto “cyanoxantha” deriva dal greco “kyanós”=turchino e “xanthós”=giallo; turchino e giallo. Volgarmente nota come colombina maggiore, colombina (italiano); russule charbonnière (francese), carbonera, puagrallora, palomins, blavet, urretxa, urritx, netorra (spagnolo); Frauen-Täubling (tedesco) e Variable russula, Charcoal burner (inglese).

Descrizione del Sottogenere e della Subsezione

Al Sottogenere Heterophyllidia sono ascritte specie con cappello ± verde o violetto, talvolta pallido, raramente brunastro; gambo corto, attenuato in basso. Carne che ha un odore quasi nullo, sapore mite o leggermente piccante nelle lamelle degli esemplari immaturi. La Subsezione Cyanoxanthinae com- prende specie che hanno la carne di sapore mite, le lamelle di consistenza elastica, lardacea, talvolta rimangono unite tra loro sotto la pressione delle dita, non fragili; la reazione al FeSO4 negativa, poi lentamente grigio verdastro e la sporata bianca, biancastra. Questa Sottosezione comprende diverse entità, tra varietà e forme, che girano attorno a R. cyanoxantha.

Descrizione della specie

Cappello: 5-15 cm, inizialmente globoso, poi convesso, con il centro leggermente depresso, a forma di coppa nel fungo adulto, carnoso, piuttosto compatto; margine liscio, non scanalato, involuto per lungo tempo nel fungo giovane, diritto e infine revoluto nel fungo adulto. Cuticola lubrificata, brillante, untuosa a tempo umido, separabile fino a circa metà del raggio, asportandola lascia intravvedere la carne sottostante di colore lilacino, violetto; il colore molto variabile va dal violetto-lilacino al violetto-brunastro, al verde-nero, al verde-grigio-violetto, a volte macchiato a chiazze.

Imenio: lamelle fitte, basse, adnate, quasi decorrenti, grosse, tipicamente lardose al tatto, arcuate, forcate in modo incostante specie verso il margine, con numerose lamellule; bianche, biancastre, talvolta si macchiano di brunastro sul filo a maturità.

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Il cappello di 5-15 cm, talora a chiazze, può avere sfumature violette o verdastre © Giuseppe Mazza

Gambo: 7-10 × 1,5-3 cm, cilindroide, a volte ventricoso o ingrossato nella parte inferiore, talvolta attenuato verso il basso, rugoloso, carnoso, pieno, da sodo a spugnoso, farcito; tutto bianco, qualche volta macchiato di violetto specie verso la base, ingrigente per imbibizione, inizialmente pruinoso poi liscio.

Carne: soda, dura, compatta, bianca, sotto la cuticola violetto, lilacino, odore quasi nullo, comunque buono, quando invecchia diventa sgradevole, sapore mite.

Habitat: specie molto comune, cresce dall’inizio estate all’autunno sia sotto latifoglie sia sotto aghifoglie, dalla zona mediterranea all’Europa del Nord.

Commestibilità: ottimo commestibile, si potrebbe consumare anche crudo condito in insalata, preferendo, in questo caso, quelle che nascono sotto castagno e cerro.

Reazioni chimiche: al solfato di ferro (FeSO4): negativa ma tardivamente grigio-verde; alla tintura di guaiaco: reagisce positivamente in maniera rapida.

Microscopia: spore ellissoidali, talvolta reniformi, con verruche isolate, quelle più piccole sono allineate o talvolta sono unite da connessioni poco evidenti, verruche poco amiloidi, 7,7-8,8 × 6,05-6,6 µm. Basidi: clavati, tetrasporici, senza giunti a fibbia, 65,8-72,8 × 10-11,2 µm. Cistidi: fisiformi, cilindroidi, stretti, ± appendicolati, 27,5-67,1 × 4,4-6,6 µm.

Osservazioni: si tratta di una Russula che per le sue caratteristiche peculiari si riconosce facilmente. Il colore del cappello piuttosto variabile, dal colore che copre una gamma di tonalità che va dal violetto-lilacino al violetto scuro, anche con sfumature verdastre o grigio-verde, la consistenza lardacea, ceracea, delle lamelle che non si rompono alla pressione o allo sfregamento sotto le dita, dal colore lillacino o violetto della carne sotto la cuticola del cappello.

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Microscopia della Russula cyanoxantha. Da sinistra basidi e basidiloli, cistidi e spore © Pierluigi Angeli

Per effetto della grande variabilità di colore sono state descritte alcune varietà e forme:

- la varietà cutefracta, che ha il cappello screpolato-areolato, soprattutto verso il margine, il colore con tonalità più sul verdastro, con macchie ocra ruggine specialmente al centro.

- la varietà variata, che ha il cappello color verde, verde nerastro, ma anche con macchie larghe di violetto, il gambo bianco, rugoloso, sfumato di lilacino su un fianco, la carne biancastra con odore sgradevole e presto evanescente, sapore appena piccante poi acre e un po’ amaro.

- la varietà flavoviridis, che ha il cappello giallo citrino e le spore più piccole, secondo Romagnesi.

- la forma peltereaui, che ha il cappello fin dall’inizio verde oliva.

Sinonimi: Agaricus cyanoxanthus Schaeffer 1774 (basionimo); Russula aeruginascens Peck 1900; Russula cutefracta Cooke 1881; Russula cyanoxantha fo. cutefracta (Cooke) Sarnari 1993.

 

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