Russula virescens

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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Il nome Russula virescens viene dal latino virésco = io divento verde © Giuseppe Mazza

Famiglia: Russulaceae Lotsy, 1907

Genere: Russula Persoon : Fries, 1821

Sottogenere: Heterophyllidia Romagnesi 1987, emend. Sarnari

Sezione: Virescentinae (Singer) Sarnari, 1998

Russula virescens (Schaeffer) Fries, 1838

Il nome deriva dal latino “virésco” io divengo verde: verdastro, verdeggiare.

Conosciuta ovunque in Italia, tant’è vero che è definita in centinaia di nomi diversi, ne citiamo solo alcuni: “colombina verde”, “verdone”, “culumbina”, “colombina macchiata”, “russola verdeggiante” e tanti altri ancora. In Francia “palomet”, “russule verdoyante”; in Spagna “gorro verde”, “llora verda”, in Inghilterra green-cracking Russula, quilted green Russula, green brittlegill; e per finire in Germania Grüngefelderte Täubling.

Per la descrizione del Sottogenere Heterophyllidia si rimanda alla scheda della Russula cyanoxantha (Schaeffer) Fries.

Descrizione della Sezione

Seguendo la sistematica adottata da Sarnari, nella Sezione Virescentinae è rimasta una sola specie: R. virescens caratterizzata da colore del cappello verde, le spore senza tacca amiloide e i basidi lunghi e stretti.

Descrizione della specie

Cappello: 5-12 cm, carnoso, consistente, inizialmente globoso, emisferico, con la sommità appiattita e legger- mente ombelicato, poi convesso e infine espanso, poco depresso, talvolta crateriforme; margine prima involuto, appena un po’ flessuoso, poi ± diritto, liscio, senza scanalature ma spesso con incisioni profonde; la cuticola che si separa per circa la metà del raggio, asciutta, opaca, appena pruinosa al centro, screpolata, areolata, su tutta la superficie, specie verso il margine, le screpolature sono presenti anche negli esemplari molto giovani; il colore si presenta fin da giovane con tonalità verde o verde-chiaro, con macchie crema, verde-oliva, grigio-olivastro, giallo-verde, più scuro al centro, macchiato di giallo-ocra.

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Ottimo commestibile, anche crudo, è frequente d’estate nei boschi di latifoglie mediterranee © Giuseppe Mazza

Imenio: lamelle piuttosto fitte, arroton- date al gambo, quasi libere, fragili, arcuate nel fungo giovane, alcune forcate, intervenate, intercalate da un buon numero di lamellule di varia lunghezza; bianche, bianco-crema, con appena un riflesso rosa carnicino, infine crema, macchiate di bruno sul filo lamellare e nelle parti erose.

Gambo: 4-8 × 1,5-3 cm, cilindroide, attenuato in basso, ventricoso, robusto, pieno poi farcito e allora con corteccia rigida ma fragile, pruinoso, corrugato, bianco, con la punta della base macchiata di ocra, a maturità si macchia di bruno, specie nelle parti toccate.

Carne: piuttosto spessa, soda, compatta, fragile, poi molliccia, di notevole peso specifico, bianca, può assumere delle tonalità ocra. Odore leggermente grade- vole diventa sgradevole in vecchiaia, sapore mite in tutte le sue parti.

Habitat: tipica specie del caldo, cresce in estate sotto latifoglia, preferibilmente castagno e cerro, molto comune nelle zone mediterranee.

Commestibilità: ottima specie commestibile, si potrebbe consumare anche cruda, condita in insalata.

Reazioni chimiche: al solfato ferroso la carne diventa prima rossastra poi bruno-rossastra; alla tintura di guaiaco reagisce lentamente in modo positivo; all’Anilina, sulle lamelle, da una reazione negativa.

Microscopia: spore da arrotondate a subovoidi, verrucose, con grosse verruche quasi emisferiche, o solo punteggiate, talvolta ± isolate, a volte quasi reticolate, amiloidi, plaga liscia non amiloide, 7-9 × 6-7 µm. Basidi clavati, tetrasporici, senza giunti a fibbia, 43-56 × 7-9,5 µm. Cistidi cilindroidi, fusiformi, con la sommità papillata o capitulata, 57-75 × 8-9 µm. Cuticola che presenta peli piuttosto corti che nascono da cellule sferocitoidi.

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Cuticola, cistidi, basidi e spore di Russula virescens © Pierluigi Angeli

Osservazioni: Russula virescens è un fungo di facile determinazione, caratterizzata dalla superficie del cappello sempre asciutta, vellutata, le screpolature fitte al centro del cappello che si presentano più larghe e grossolane verso il margine; il colore sempre con tonalità da verde giada a verde mandorla; la fragilità della carne e il notevole peso specifico; il gambo robusto ma fragile, talvolta deforme, la sporata pallida. Si potrebbe confondere con la Russula anatina Romagnesi, che però è di taglia più piccola, il colore del cappello va da grigio cenere a grigio piombo, talvolta più chiaro o appena macchiato di verde chiaro con sfumature lilla; le screpolature del cappello disposte in modo discontinuo e solo verso il margine; le lamelle sublardacee, crema più scuro, a maturità macchiate di bruno.

La Russula cyanoxantha fo. cutefracta (Cooke) Sarnari, anch’essa si presenta, almeno negli stadi giovanili, dura e compatta, ha il cappello di colore grigio bruno olivastro con grandi macchie ocra ruggine al centro, le screpolature, presenti anche nel fungo giovane, localizzate vicino al margine e le lamelle tipicamente lardacee.

Sinonimi: Agaricus virescens Schaeffer 1774 (basionimo); Russula furcata var. aeruginosa Persoon 1796; Russula aeruginosa (Persoon) Krombholz 1845; Russula virescens var. albidocitrina Gillet 1876; Agaricus caseosus Wallroth 1833.

 

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