Salvia discolor

Famiglia : Lamiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nativa delle montagne peruviane, dove è impollinata dai colibrì, la Salvia discolor è una specie rara in natura e coltivazione che meriterebbe una maggiore diffusione nel mondo orticolo © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Perù dove vive confinata in una piccola vallata delle Ande percorsa dal fiume Guancabamba, intorno a 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è quello latino che deriverebbe secondo alcuni dal verbo “salvo” = salvare, guarire, secondo altri da “salveo” = star bene, ambedue connessi al sanscrito “sarvas” = salvare, con riferimento alle virtù medicinali; il nome specifico è l’aggettivo latino “discolor, oris” = di colore differente, con riferimento alla diversità di colore tra la pagina superiore e quella inferiore delle foglie.

Nomi comuni: Andean sage, Andean silver-leaf sage, black sage, Peruvian sage (inglese); sauge du Pérou, sauge andine, sauge cassis, sauge noire (francese); yatoma (Perù); Peruanischer Salbei (tedesco).

La Salvia discolor Kunth (1818) è un arbusto sarmentoso perenne, sempreverde, molto ramificato dalla base, alto 40-90 cm, con fusti tetragoni ricoperti da un tomento biancastro tranne nei rami giovani. Le foglie, su un picciolo lungo circa 1,6 cm ricoperto da un tomento bianco, sono semplici, opposte, ovato-lanceolate con apice appuntito e margine intero, di colore verde intenso e glabre superiormente, ricoperte da un tomento biancastro inferiormente, aromatiche, lunghe 4-8 cm e larghe 2-4 cm.

Infiorescenze terminali, lunghe 20-25 cm, con gruppi di fiori semipendenti, su un corto peduncolo, lunghi 2-3 cm, disposti sul rachide in verticilli piuttosto distanziati, che emanano un intenso aroma; il rachide è appiccicoso per la presenza di ghiandole su cui spesso rimangono attaccati piccoli insetti.

Calice campanulato bilabiato ricoperto da un tomento bianco verdastro, labro superiore ovato con apice appuntito, labro inferiore bidentato. Corolla di colore viola nerastro, labro superiore intero, labro inferiore trilobato con lobo mediano più lungo. I fiori, ricchi di nettare, attirano numerosi insetti e nel luogo di origine sono impollinati dai colibrì. E’ stata selezionata una varietà, Salvia discolor ‘Purple Bracts’, con calice soffuso di porpora e dalle dimensioni più contenute.

Si riproduce per seme, divisione in primavera, talea erbacea in primavera e semilegnosa in estate in terriccio drenante mantenuto umido; le talee radicano anche in acqua.

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Foglie appiccicose aromatiche ed insoliti fiori nettariferi blu nerastri © Giuseppe Mazza

Rara in natura e in coltivazione meriterebbe una maggiore diffusione per il fogliame particolarmente ornamentale e aromatico e le infiorescenze dai fiori dal colore inusuale.

Fioritura pressoché continua nelle zone a clima tropicale e subtropicale, e dalla primavera ai primi freddi in quelle temperato-calde, dove può resistere a temperature fino a circa -4 °C senza sensibili danni alla parte aerea, anche qualche grado in meno se mantenuta asciutta.

Forma aiuole e bordure, anche miste, di grande effetto, richiede pieno sole per buona parte della giornata o parziale ombreggiatura, in particolare nei climi più caldi e secchi, e suoli leggeri, profondi e ben drenati, da leggermente acidi a leggermente alcalini. Piante ben radicate possono resistere a lunghi periodi di siccità, ma crescono al meglio se irrigate con regolarità durante i mesi più caldi, ma senza ristagni che possono essere deleteri per l’apparato radicale.

Periodiche potature e concimazioni contribuiscono a mantenere un portamento compatto e una vegetazione rigogliosa. Coltivabile come annuale, dove il clima non consente la permanenza all’aperto con continuità, seminando in ambiente protetto in inverno e trasferendo all’esterno nella tarda primavera. Ottimo soggetto da coltivare in vaso, anche sospeso, sia per la decorazione di spazi aperti che di serre e giardini d’inverno nei climi meno favorevoli, dove è in grado di fiorire sporadicamente anche in inverno.

E’ soggetta all’attacco di numerosi parassiti, specie in ambienti chiusi, va pertanto frequentemente controllata per potere intervenire prontamente con prodotti specifici.

Sinonimi: Salvia bonplandiana F.Dietr. (1821); Salvia mexicana Hemsl. (1883); Salvia nigricans Hemsl. (1883).

 

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