Sanchezia speciosa

Famiglia : Acanthaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria della Colombia dove cresce nel sottobosco delle foreste pluviali a basse altitudini.

Il genere fu dedicato nel 1794 al botanico spagnolo José Sanchez; il nome specifico è l’aggettivo latino “speciosus, a, um” = bello.

Nomi comuni: colombian flag, fire fingers, large-bract sanchezia, shrubby whitevein (inglese); sanchézie (francese); sanquésia (portoghese – Brasile); cachimbo amarillo (spagnolo).

La Sanchezia speciosa Leonard (1926) è un arbusto semilegnoso ramificato sempreverde, eretto, alto fino a circa 2,5 m, con fusti quadrangolari di colore verde o porpora giallastro. Le foglie, su un picciolo lungo 0,5-2 cm alato alla base, sono semplici, opposte, oblungo-ellittiche bruscamente appuntite all’apice, di 10-25 cm di lunghezza e 4-8 cm di larghezza, coriacee, di colore verde intenso lucido con nervature di colore bianco o giallo pallido e margini crenato ondulati.

Le infiorescenze sono spighe terminali erette, lunghe 20-40 cm, con rachide quadrangolare giallo o rosa, con internodi lunghi 1-3 cm e brattee persistenti ovate di colore rosso arancio, lunghe fino a 4 cm, che sottendono 3 o più fiori ermafroditi unilaterali. I singoli fiori presentano un calice lungo circa 2,2 cm con 5 lobi lunghi 1,6 cm e larghi 0,5 cm, corolla tubolare di colore giallo o arancio, lunga 4-5 cm, con 5 lobi lunghi 0,4-0,6 cm contorti, 2 stami fertili villosi eccedenti la corolla per 1-1,5 cm, 2 staminoidi filiformi lunghi 2-2,5 cm, e stilo filiforme giallo lungo 5-6 cm con stigma rosso; i fiori sono impollinati dai colibrì. I frutti sono capsule oblunghe contenenti 6-8 semi circolari, compressi.

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Originaria della Colombia, la Sanchezia speciosa è un arbusto semilegnoso che raggiunge i 2,5 m d’altezza. Fogliame ornamentale ed insolite corolle © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme in terriccio organico sabbioso, mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, e facilmente per talea apicale in primavera, con calore di fondo, o semilegnosa in estate.

Specie apprezzata soprattutto per il fogliame particolarmente ornamentale, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, non sopportando temperature prossime a 0 °C se non eccezionali e per brevissimo periodo, con eventuale perdita della parte aerea. Richiede una esposizione in pieno sole o luce solare filtrata, in ombra le foglie tendono a diventare uniformemente verdi, e suoli ricchi di sostanza organica, acidi o neutri, drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi. Utilizzabile in parchi e giardini come esemplare isolato, copri suolo o per bordure, anche miste, con innaffiature regolari con acqua preferibilmente non calcarea e concimazioni con prodotti bilanciati in primavera-estate. Sopporta bene le potature per un portamento più compatto.

Si presta bene alla coltivazione in vaso, per potere essere riparata nei mesi più freddi dove il clima non consente la permanenza all’aperto, per la decorazione di serre, verande ed anche di interni, scegliendo una posizione particolarmente luminosa, come una finestra esposta a sud, utilizzando un terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea per un 30%. Le innaffiature devono essere regolari in estate, più diradate in inverno, lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, con temperature diurne di 20-24 °C e minime notturne non inferiori a 16 °C, ed elevata umidità atmosferica, 60-70%, per evitare la caduta prematura delle foglie. Per aumentare l’umidità porre il vaso su un vassoio con ciottoli o granuli di argilla espansa mantenuti costantemente bagnati e nebulizzare frequentemente con acqua a temperatura ambiente non calcarea, per evitare antiestetiche macchie sulle foglie. E’ facilmente soggetta ad attacchi di acari (ragnetto rosso) e cocciniglie, da trattare con prodotti specifici in caso di grave infestazione.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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