Sandoricum koetjape

Famiglia : Meliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Sandoricum koetjape è un albero, alto anche 30 m, dell’Asia tropicale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Asia tropicale (Indonesia, Malaysia, Filippine e Papua Nuova Guinea), dove cresce nelle foreste pluviali fino ad 800 m di altitudine.

Il nome del genere è d’incerta origine.

Il nome della specie deriva da uno dei nomi locali.

Nomi comuni: kechapi, lolly fruit, red santol, santol, sentol, wild mangosteen (inglese); faux mangoustan, sandorique, santol (francese); kecapi, ketjapi, sentul (indonesiano); kecapi, kechapi, kelampu (malay); santol (spagnolo); sandoribaum (tedesco).

Il Sandoricum koetjape (Burm.f.) Merr. (1912) è un albero semideciduo a crescita veloce dalla linfa lattiginosa, alto fino a 30 m e con tronco colonnare fino ad 1 m di diametro, dalla corteccia prevalentemente liscia di colore da grigiastro a bruno chiaro.

I rami giovani sono ricoperti da una densa peluria bruna.

Le foglie, su un picciolo lungo fino a 18 cm, sono trifogliate e disposte a spirale, lunghe 25-45 cm, con foglioline oblunghe dal margine intero o lievemente dentato, lunghe 6-25 cm e larghe 3-15 cm, di colore verde intenso.

I fiori bisessuali, riuniti in pannocchie ascellari lunghe 10-25 cm, hanno 5 petali separati, retroflessi, di colore giallo chiaro, di 0,6-1 cm di lunghezza, e 10 stami.

Il frutto è una capsula globoso-depressa di 5-7 cm di diametro, di colore giallo dorato o rosato, con la parte esterna della polpa spessa e consistente di sapore acidulo, quella interna succosa biancastra e translucida, dal sapore agrodolce o aspro, che circonda 3-5 semi lunghi circa 2 cm, non eduli, che possono provocare problemi, fino a perforazioni, all’intestino.

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I gustosi frutti sono eduli, ma i semi sono pericolosi © Giuseppe Mazza

Si riproduce facilmente per seme, da interrare entro pochi giorni, avendo una germinabilità di breve durata.

In questo caso, per assistere alla prima fioritura, occorrerà attendere 5-7 anni.

La riproduzione per margotta è più rapida, con inizio della fioritura dopo 3-4 anni.

Ma quando si vuole riprodurre una particolare varietà, si procede per innesto.

Specie essenzialmente da clima tropicale umido, anche se piante adulte possono sopportare periodi di secco.

Se ne può tentare la coltivazione in clima subtropicale, potendo sopportare, per brevissimo periodo, temperature appena sotto i 0 °C.

Non è particolarmente esigente riguardo al suolo, ma con preferenza per quelli ricchi di sostanza organica.

Oltre che per la produzione dei frutti, viene utilizzata come ornamentale, sia in parchi e giardini che nelle alberature stradali.

Il frutto, molto apprezzato in tutto il sudest asiatico.

Viene consumato fresco tal quale o con aggiunta di spezie, trasformato, dopo aver rimosso i semi, in canditi, marmellate e conserve o inscatolato.

Il legno è di discreta qualità ed utilizzato per infissi, imbarcazioni, mobili e oggettistica varia.

Parti della pianta sono utilizzate nella medicina tradizionale, studi di laboratorio hanno evidenziato proprietà antinfiammatorie ed antitumorali dei loro estratti.

Sinonimi: Melia koetjape Burm.f. (1768); Sandoricum indicum Cav. (1788); Azedarach edule Noronha (1790).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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