Sapajus apella

Famiglia : Cebidae

 

Testo © Dr. Silvia Foti

   

 

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L’areale del Cebo dai cornetti ( Sapajus apella ) si estende dalla Colombia e il Venezuela fino al Paraguay e all’Argentina settentrionale © Giuseppe Mazza

I Cebi dai cornetti ( Sapajus apella - Linnaeus, 1758 ) sono delle scimmie platirrine che appartengono alla famiglia Cebidae (sottofamiglia Cebinae). Può essere utile ricordare brevemente in cosa consistono le principali differenze tra scimmie platirrine e catarrine: le prime, ovvero le scimmie del Nuovo Mondo, si differenziano dalle seconde, le scimmie del Vecchio Mondo, per il naso piatto e largo, da cui deriva il nome (dal greco, platýs “ampio” e rhís, rhinós “naso”), le narici distanti che si aprono lateralmente e per la presenza di tre premolari in più. I cebi dai cornetti hanno fatto per lungo tempo parte del genere Cebus, (dal greco, "kêbos", scimmia, traslitterazione di una parola usata da Aristotele per alcune specie o gruppi di primati africani che avevano una lunga coda), insieme ad altre tre specie, Cebus capucinus (Linnaeus, 1758), Cebus albifrons (Humboldt, 1812) e Cebus olivaceus (Schomburgk, 1848).

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Una femmina. Sul capo si notano i caratteristici ciuffi di peli neri, simili a cornetti © G. Mazza

Attualmente, sulla base di uno studio morfologico di tutte le scimmie appartenenti alla sottofamiglia Cebinae, è stata proposta la sua divisione in due generi distinti: genere Sapajus Kerr, 1792, comprendente i cebi robusti - Sapajus apella (Linnaeus, 1758), Sapajus xanthosternos (Wied, 1826), Sapajus robustus (Kuhl, 1820), Sapajus macrocephalus (Spix, 1823), Sapajus libidinosus (Spix, 1823), Sapajus cay (Illiger, 1815), Sapajus flavius (Schreber, 1774), Sapajus nigritus (Goldfuss, 1809) - e genere Cebus, comprendente i cebi gracili - Cebus capucinus (Linnaeus, 1758), Cebus albifrons (Humboldt, 1812), Cebus olivaceus Schomburgk, 1848, e Cebus kaapori Queiroz, 1992.

Una caratteristica che distingue chiaramente i cebi in due gruppi, infatti, si basa, oltre che sulla presenza o meno di ciuffi di pelo sulla sommità del capo, i cosiddetti cornetti, sulla diversa conformazione fisica tra le specie.

I cebi dotati di cornetti ( genere Sapajus ) sono molto più robusti, avendo coda, arti, mascelle e cranio più massicci rispetto alle specie prive di cornetti ( genere Cebus ), che appaiono meno robuste e più slanciate, con gli arti più lunghi rispetto ai primi. Per questa ragione, essi vengono attualmente distinti in cebi robusti ( con i cornetti, Sapajus ) e cebi gracili ( privi di cornetti, Cebus ).

Per quanto riguarda l’etimologia del genere Sapajus, questa sembrerebbe derivare da una versione latinizzata del nome che gli indigeni brasiliani di lingua Tupi (molti dei quali vivevano presso la costa atlantica del Brasile) davano a questa scimmietta. Il nome della specie, infine, apella, potrebbe riferirsi in qualche modo al nome dell’assemblea popolare di Sparta (in greco antico Απέλλα), in relazione alle abitudini sociali di queste scimmie che di riuniscono in gruppi.

Zoogeografia

L’areale della specie si estende da Colombia e Venezuela fino a Paraguay e Argentina settentrionale.

Ecologia-Habitat

I cebi dai cornetti abitano le foreste tropicali e subtropicali umide, ma si possono incontrare anche in foreste a galleria e foreste secondarie e disturbate. In Argentina nord-orientale queste scimmie vivono nelle foreste montane ad un’altitudine che va dai 200 ai 1100 m. Sono quadrupedi arboricoli e generalmente prediligono il sottobosco e la "canopy" (la volta della foresta composta dalle chiome degli alberi) compresa tra i 10 ed i 15 metri di altezza, ma spesso scendono a terra per bere e mangiare o per attraversare aree con scarsa vegetazione.

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La coda prensile, lunga 40-50 cm, serve ad aggrapparsi ai rami e ad afferrare oggetti, ma, giovani a parte, non può sostenere il peso di questa platirrina © G. Mazza

Talvolta, quando hanno le zampe anteriori occupate, queste scimmie possono camminare bipedi per brevi tratti.

Hanno abitudini diurne, con un periodo di attività giornaliera che varia con le stagioni, e trascorrono gran parte della giornata cercando e consumando cibo.

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Un maschio alfa che comanda e sorveglia il gruppo. Le femmine non l’abbandonano mai, ma i maschi, raggiunta la maturità sessuale, si disperdono spesso nella natura per unirsi ad altre comunità © Mazza

I cebi dai cornetti sono onnivori e una grande parte della loro dieta si basa sul consumo di frutta, ma mangiano anche fiori, germogli, radici, artropodi, anfibi, piccoli rettili, uova, nidiacei e piccoli mammiferi.

Per procurarsi il cibo molto spesso i cebi mettono in atto delle azioni che richiedono molta energia fisica, come battere noci dure, scortecciare alberi, spezzare rami o mordere frutti coriacei.

Questa caratteristica ha valso loro il nome di foraggiatori “distruttivi”; tuttavia essi vengono anche definiti come foraggiatori “estrattivi” in quanto riescono a sfruttare risorse non accessibili a gran parte delle altre specie di scimmie, nutrendosi di cibi racchiusi in gusci duri o protetti da spine. Tutte queste attività richiedono complesse attività manipolative, abilità e precisione nei movimenti.

Tali capacità mostrate dai cebi nella ricerca e nell’ottenimento del cibo la si deve in gran parte alle dimensioni del loro cervello, più grande di quanto atteso sulla base del peso corporeo, fattore che potrebbe spiegare la costruzione di “mappe mentali” per cercare efficientemente le risorse alimentari ottimizzando energia e tempo.

Morfofisiologia

I cebi hanno dimensioni che vanno dai 30 ai 50 cm, esclusa la coda.

Presentano dimorfismo sessuale nelle dimensioni e nella morfologia dei denti canini: i maschi adulti pesano in media 3,7 kg e sono lunghi in media 44 cm esclusa la coda, mentre le femmine adulte pesano 2,5 kg e sono lunghe circa 39 cm.

La coda ha una lunghezza che varia dai 40 ai 50 cm e mostra vari gradi di semiprensilità: possono usarla per tenere un oggetto, per aggrapparsi e per sostenere il peso del corpo (totalmente, nel caso dei piccoli, o parzialmente, nel caso degli adulti). Tuttavia, rispetto alla coda prensile di altre scimmie platirrine, quella dei cebi è più corta, non altrettanto flessibile e completamente ricoperta di pelo. Presentano una colorazione che va dal marrone chiaro al giallo senape e al nero.

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Un giovane maschio mentre passeggia con la caratteristica coda arrotolata. All’interno di un gruppo il sistema gerarchico maschile è basato sull’età. Oltre al maschio alfa vivono diversi giovani e sub-adulti, verso i quali il dominante si dimostra generalmente tollerante, specie in cattività, consentendo loro l’accesso al cibo © Giuseppe Mazza

Le spalle e il ventre sono più chiari rispetto al resto del corpo, mentre la sommità del capo si caratterizza per una macchia di pelo nero, a dare la sensazione di un berretto, dal quale si dipartono due lunghe basette nere ad incorniciare la faccia. In ultimo, sempre sul capo, sopra ciascun orecchio, si sviluppa un ciuffo di pelo nero a formare i cosiddetti cornetti. Mani, piedi e coda, che viene tenuta normalmente arrotolata a spirale, sono sempre di colore scuro, o nero o marrone.

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Vocalizzi di una femmina. Sono loro a corteggiare il maschio che spesso in una prima fase le rifiuta © Giuseppe Mazza

Etologia - Biologia riproduttiva

I cebi dai cornetti vivono in gruppi di dimensioni variabili, da pochi individui fino ai 15-20, a seconda delle caratteristiche dell’ambiente.

Ogni gruppo è composto da uno o più maschi adulti, da diverse femmine adulte con i loro piccoli e da individui giovani.

Le femmine appartenenti ad un gruppo generalmente non lo abbandonano mai: vi trascorrono tutta la vita, circondate dai propri parenti.

I maschi, invece, raggiunta la maturità sessuale tendono ad abbandonare il gruppo d’origine e si disperdono nell’ambiente in cerca di nuovi gruppi in cui inserirsi.

All’interno di ogni gruppo si può individuare sempre un maschio ed una femmina dominanti, con il maschio che occupa la posizione più alta in gerarchia, seguito dalla femmina.

Il maschio dominante è ovviamente il leader dell’intero gruppo: decide gli spostamenti di tutti gli individui alla ricerca di cibo, a cui ha accesso sempre per primo, l’inizio e la fine del tempo di riposo o la scelta del sito in cui trascorrere la notte.

Non in ultimo è il maschio preferito dalle femmine, dalle quali viene corteggiato e con il quale avviene la maggior parte degli accoppiamenti.

Il sistema gerarchico maschile è basato sull’età: sono frequenti i gruppi con un unico maschio adulto e diversi maschi subordinati, spesso più giovani e fisicamente più piccoli del maschio alfa. Il dominante, tuttavia, soprattutto in cattività, si mostra generalmente tollerante nei confronti degli altri componenti maschi del gruppo (solitamente è il padre di molti dei piccoli e perciò tende a tollerare e proteggere i giovani consentendo loro l’accesso al cibo).

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Femmina in atteggiamento di minaccia. Il dimorfismo sessuale si manifesta anzitutto nella morfologia e nelle maggiori dimensioni dei canini nei maschi, per non parlare dei loro 3,7 kg di peso contro i 2,7 delle compagne © Giuseppe Mazza

I comportamenti affiliativi come il gioco e il "grooming" (ovvero la pulizia del pelo altrui), messi in atto soprattutto durante i momenti di riposo, costituiscono la maggioranza delle interazioni sociali.

La femmina di cebo dai cornetti si dimostra sessualmente “intraprendente”, come accade in molte altre specie di primati in cui è la femmina a “fare la prima mossa” nei confronti del maschio, e manifesta il suo stato riproduttivo attraverso una serie di comportamenti decisamente “particolari”, che possono essere suddivisi in tre fasi.

Nella prima fase la femmina corteggia insistentemente ed in modo esplicito il maschio, seguendolo e sollecitandolo di continuo, rivolgendogli sorrisi esagerati, toccandolo velocemente e poi scappando via. Per contro il maschio sembra rispondere evitando o addirittura aggredendo la femmina in estro.

Nella seconda fase, il maschio cede alle avances, tollerando maggiormente la vicinanza fisica della femmina, fino ad arrivare ad un corteggiamento reciproco.

Nella terza e ultima fase il maschio abbandona qualsiasi resistenza e avviene finalmente il vero e proprio accoppiamento, accompagnato da particolari vocalizzazioni da parte di entrambi i partner.

Il periodo riproduttivo delle femmine adulte di Sapajus apella, sia in natura che in cattività, può essere osservato durante tutto l’anno. Tuttavia si riscontra una certa stagionalità nelle nascite, che sembrano avvenire per lo più durante la primavera e l’estate, periodo dell’anno in cui vi è una maggiore disponibilità di cibo per l’abbondante presenza di frutti.

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Un giovane guarda e impara. Come gli scimpanzé i cebi dai cornetti sono infatti molto intelligenti © Giuseppe Mazza

Il periodo di gestazione è di circa 155 giorni, al termine del quale avviene la nascita di un singolo cucciolo, evento che accade solitamente durante la notte. I parti gemellari sono rari. Il raggiungimento della maturità sessuale avviene nelle femmine intorno ai 4-6 anni di età, nei maschi a circa 7 anni.

Uso di strumenti

Nonostante siano molto distanti dall’uomo da un punto di vista evolutivo, i cebi presentano numerose similitudini comportamentali con gli ominidi (ad esempio la dieta onnivora, l’uso di strumenti e l’elevato indice di encefalizzazione) e questo li rende un interessante modello per lo studio dell’evoluzione di abilità considerate tipicamente umane.

I cebi dai cornetti sono, infatti, degli eccellenti utilizzatori di strumenti: mostrano una tendenza alla manipolazione che compete, per molti versi, con quella degli scimpanzé.

Grazie alla presenza di arti lunghi, di un ottimo controllo posturale e di una forza sufficiente per imprimere una pressione adeguata sugli oggetti, i cebi si dimostrano in grado di manipolarli accuratamente e di posizionarli con precisione in base all’uso che ne fanno. Dell’uso di strumenti da parte dei cebi se ne trova traccia, addirittura, in alcuni scritti di Erasmus Darwin, il nonno del più famoso Charles, che riportò la notizia di un cebo osservato in cattività, il quale, essendo sprovvisto di denti si era specializzato nell’aprire le noci usando una pietra.

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Usano sassi come martelli e bastoncini per estrarre artropodi, miele, cera o acqua da buchi e fessure di rocce o tronchi © Giuseppe Mazza

Tornando ai giorni nostri, alcuni recenti studi hanno dimostrato che i cebi si rivelano abilissimi nell’usare dei bastoncini come una sonda, per estrarre artropodi, miele, cera o acqua da buchi o fessure nelle rocce o nei tronchi.

E’ emerso, inoltre, che sono in grado di usare strumenti anche molto più “impegnativi”: studi condotti in Brasile, nella regione del Piauí, hanno dimostrato che i cebi sono in grado di selezionare accuratamente dei sassi per usarli come martelli, battendoli con forza su delle “incudini”, delle grosse pietre, per aprire frutti duri e noci.

Curiosità

Un comportamento assai particolare mostrato dai cebi dai cornetti consiste nell’urinarsi sulle mani e strofinarle poi sui palmi dei piedi e sulla punta della coda (urine washing).

Non è ancora ben chiaro quale possa essere il significato specifico di tale attività, ma potrebbe essere un modo attraverso il quale i maschi comunicano la loro maturità sessuale alle femmine del gruppo oppure un comportamento che viene manifestato in risposta ad eventi o situazioni particolarmente stressanti.

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Per la sua ingegnosità, prolificità e adattabilità ai mutamenti ambientali, il Sapajus apella è la scimmia più comune in Amazzonia e a differenza della maggior parte dei primati non corre oggi alcun rischio d’estinzione © Giuseppe Mazza

Grazie alla grande adattabilità mostrata dalla specie a livello di habitat e al suo elevato potenziale riproduttivo, la caccia e la distruzione dell’habitat non hanno devastato le popolazioni di cebo dai cornetti come, invece, è stato registrato per altre specie di primati.

Questo fa sì che attualmente Sapajus apella sia la scimmia più comune- mente avvistata in Amazzonia.

Sinonimi

Sapajus apella (Linnaeus, 1758); Cebus apella (Linnaeus, 1758); Cebus capillatus Gray, 1865; Cebus crassiceps Pucheran, 1857; Cebus cristatus G. Cuvier, 1829; Cebus cirrifer E. Geoffroy Saint-Hilaire, 1812; Cebus frontatus Kuhl, 1820; Cebus lunatus Kuhl, 1820; Cebus leucogenys Gray, 1866; Cebus monachus F. Cuvier, 1820; Cebus subcristatus Gray, 1865; Cebus niger E. Geoffroy Saint-Hilaire, 1812; Simia variegata Humboldt, 1812; Cebus apella macro- cephalus Spix, 1823; Cebus apella magnus Pusch, 1941; Cebus apella tocantinus Lönnberg, 1939.

 

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