Saraca indica

Famiglia : Leguminosae

Testo © Pietro Puccio

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La Saraca indica è un albero sacro per indù e buddisti. Virtù medicinali © G. Mazza

La specie è originaria dell’India, Indonesia (Giava e Sumatra), Laos, Malaysia, Thailandia e Vietnam, dove cresce nelle foreste fino a circa 900 m di altitudine.

L’origine del nome generico è incerta, molto probabilmente deriva da un nome locale; il nome specifico è l’aggettivo latino “indicus, a, um” = dell’India, con riferimento al supposto luogo di origine.

Nomi comuni: ashoka, asoka, asoka-tree, sorrowless tree of India (inglese); asok, ashoka, asupala, ashogam (India); vàng anh lá nhỏ (Vietnam).

La Saraca indica L. (1767) è un arbusto o piccolo albero sempreverde alto fino a circa 10 m dalla corteccia di colore da grigio a bruno scuro, rami piuttosto ricadenti e foglie alterne paripennate, lunghe 30-60 cm, costituite da 3-7 coppie di foglioline lanceolate opposte, lunghe 8-15 cm, sub coriacee, di colore verde intenso; le giovani foglie sono inizialmente di colore da grigiastro a rosso porpora, raggruppate e pendenti.

Infiorescenze numerose, sessili, su fusto e rami (caulifloria), in pannocchie corimbose con fiori privi di petali costituiti dal calice, posto alla fine di un lungo tubo floreale, formato apparen- temente da 4 sepali petaloidei, essendo i due posteriori fusi insieme, ovato-lanceolati, di colore inizialmente giallo poi arancio infine rosso, e 7-8 lunghi stami riuniti alla base in un tubo; i fiori sono delicatamente profumati dal tramonto all’alba.

I frutti sono legumi legnosi di colore porpora, lunghi 15-20 cm, contenenti 4-8 semi oblungo-ellissoidi piuttosto compressi. Si riproduce per seme, che germina in 4-8 settimane in terriccio sabbioso, o con aggiunta di perlite, mantenuto umido, alla temperatura di 26-28 °C, e per talea. Specie di lenta crescita di grandissimo valore ornamentale e paesaggistico, a ragione ampiamente diffusa in parchi e giardini e come alberatura stradale ai tropici, e in modo particolare in India e Thailandia. Coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale, può sopportare rari, e per brevissimo periodo, abbassamenti di temperatura intorno a 0 °C.

Richiede pieno sole o leggera ombreggiatura e suoli da leggermente acidi a neutri ricchi di sostanza organica, ben drenati e mantenuti umidi, piante adulte possono sopportare brevi periodo di secco. Può essere coltivata in vaso per la decorazione di serre luminose e giardini d’inverno con minime invernali non inferiori a 14 °C. La pianta riveste un importante ruolo nella medicina tradizionale orientale, per la presenza nelle varie parti della pianta di glicosidi, saponine, tannini, flavonoidi e steroli.

Albero sacro agli indù e buddisti, i suoi fiori vengono comunemente usati nella decorazione dei templi e nelle cerimonie religiose. Il legno è utilizzato nelle costruzioni, i frutti come foraggio e dai fiori si ricava un colorante.

Sinonimi: Saraca arborescens Burm. (1768); Jonesia asoca sensu auct.; Jonesia minor Zoll. et Moritzi (1846); Saraca asoca sensu auct.; Saraca minor (Zoll. et Moritzi) Miq. (1855); Saraca zollingeriana Miq. (1855); Saraca bijuga Prain ex King (1897); Saraca kunstleri Prain ex King (1897); Saraca harmandiana Pierre (1899); Saraca pierreana Craib (1928).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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