Sarcophrynium brachystachyum

Famiglia : Marantaceae

Testo © Pietro Puccio

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Di casa nell’Africa Centro-Occidentale, il Sarcophrynium brachystachyum è una specie erbacea perenne rizomatosa che può raggiungere, lungo i corsi d’acqua, i 2 m d’altezza. Infiorescenze
in racemi compatti e frutti rossi di 1-1,5 cm con 3 semi immersi in una polpa gelatinosa dolce
© Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Benin, Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Liberia, Nigeria, Repubblica Centro Africana, Senegal, Sierra Leone, Togo e Zaire dove cresce nel sottobosco delle foreste umide spesso lungo i corsi d’acqua.

Il nome del genere è la combinazione del sostantivo greco “σάρξ, -κός” (sarx) = polpa e del nome del genere Phrynium, da cui sono state separate le specie con frutto carnoso; il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo greco “βραχύς” (brachys) = corto e del sostantivo “στάχυς” (stachys) = spiga, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: yoruba soft cane (inglese); akpong, kaiya (Camerun); awurum-nua (Ghana); fita (Nigeria); gbodogi (yoruba).

Il Sarcophrynium brachystachyum (Benth.) K.Schum. (1902) è una specie erbacea perenne rizomatosa, eretta, con foglie basali semplici, su un picciolo lungo fino a 1,5 m, da ellittiche a oblungo-lanceolate con apice appuntito e margine intero, di 20-50 cm di lunghezza e 10-25 cm di larghezza.

Infiorescenze laterali costituite da uno o più racemi compatti, lunghi 5-7 cm, sessili o su un peduncolo lungo fino a 6 cm, provvisti di brattee imbricate persistenti, lunghe 1-2 cm e larghe 1 cm, che sottendono 4-5 cime che terminano con una coppia di fiori.

I fiori, ermafroditi, presentano sepali ovati con apice appuntito, lunghi 3 mm, corolla imbutiforme di colore bianco rosato o giallastro, con tubo lungo 2,5 mm e 3 lobi lunghi 9 mm, stame e staminoidi disposti in due verticilli, quello esterno costituito da 2 staminoidi petaloidi obovati lunghi 8 mm, quello interno dallo stame, lungo 6 mm, e due staminoidi; i fiori rimangono aperti per poche ore al mattino.

Il frutto è una capsula subglobosa di colore rosso arancio, di 1-1,5 cm di diametro, contenente 3 semi angolati, lunghi circa 1 cm, immersi in una polpa gelatinosa dolce.

Si riproduce per seme, in terriccio organico drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, e per divisione. Specie dal fogliame ornamentale, ma poco nota al di fuori delle zone di origine, può essere coltivata nelle zone tropicali e subtropicali umide, in posizione leggermente ombreggiata, su suoli ricchi di sostanza organica con ampia disponibilità di acqua.

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I minuscoli effimeri fiori si aprono per poche ore al mattino. Semi e rizomi sono localmente usati dalla medicina popolare per i disturbi polmonari © Giuseppe Mazza

Localmente le foglie sono usate per copertura di abitazioni rurali e per avvolgere e cuocere i cibi; le fibre ricavate dai piccioli vengono impiegate per fabbricare corde, stuoie, canestri, oggetti di uso comune e trappole per i pesci. In alcune delle zone di origine i semi e i rizomi sono utilizzati nella medicina popolare per curare disturbi polmonari.

Sinonimi: Maranta brachystachys Benth. (1849); Phrynium brachystachyum (Benth.) Körn. (1862); Thalia brachystachys (Benth.) K.Koch (1867); Phyllodes brachystachys (Benth.) Kuntze (1891); Phrynium villosum K.Schum. (1892); Phrynium molle A.Chev. (1917); Sarcophrynium strictifolium Schnell (1953); Donax brachystachya (Benth.) Roberty (1954); Sarcophrynium brachystachyum var. puberulifolium Koechlin (1964).

 

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