Scadoxus multiflorus subsp. katharinae

Famiglia : Amaryllidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Lo Scadoxus multiflorus ha un’infiorescenza spettacolare di 15-20 cm con oltre 100 corolle © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Sudafrica e Swaziland, dove cresce nelle foreste sempreverdi in zone caratterizzate da clima stagionale con estati piovose ed inverni piuttosto asciutti.

L’etimologia del genere, non specificata dall’autore, potrebbe derivare dalla combinazione dei termini greci “skia” = ombra e “doxa” = glorioso, trattandosi di piante che crescono in luoghi ombreggiati; il nome specifico è la combinazione dei termini latini “multus” = molto e “flos, -oris” = fiore, con ovvio riferimento, mentre la sottospecie è dedicata alla raccoglitrice e pittrice botanica inglese Katharine Saunders (1824-1901).

Nomi comuni: ball of fire, blood flower, blood lily, Catherine wheel, Katherine wheel, fireball lily, football lily, poison root, powder puff lily (inglese); bloedblom, gifwortel (afrikaans); coroa-imperial, diadema-real, estrela-de-natal, lírio-bola-de-fogo, lírio-sangu-salmão (portoghese); alfiletero, bola de fuego (spagnolo); idunjana, ubukhoswane (zulu).

Lo Scadoxus multiflorus subsp. katharinae (Baker) Friis & Nordal (1976) è una specie erbacea rizomatosa perenne, semisempreverde o decidua nei climi più freddi, alta fino a circa 60 cm con foglie disposte a spirale, semplici, da ellittiche a lanceolate, lunghe 20-35 cm e larghe 10-15 cm, di colore verde chiaro con nervatura centrale prominente e margini ondulati, presenta piccioli tubolari sovrapposti che formano uno pseudo fusto cilindrico.

Nella tarda estate emerge dal centro delle basi fogliari della precedente stagione, quindi lateralmente alle nuove foglie, uno scapo floreale lungo 0,6-1 m che termina con una infiorescenza sferica ad ombrella, di 15-20 cm di diametro, portante oltre 100 fiori con 6 tepali di colore rosso arancio e 6 stami prominenti rossi con antere gialle; l’infiorescenza ha una durata di circa 2 settimane.

I frutti sono bacche di colore verde, poi rosso a maturità, contenenti uno o più semi carnosi. Si riproduce per seme, che va messo a dimora appena maturo, con tempi di germinazione di 2-6 settimane e prima fioritura a partire dal quarto anno di età, e per divisione, ma è preferibile lasciare indisturbata la pianta quanto più a lungo possibile per non compromettere la fioritura.

Questa sottospecie è la più ornamentale e apprezzata del genere, di grande effetto utilizzata in massa come sottobosco, anche quando non in fioritura, per il fogliame verde brillante. Coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale con estati piovose ed inverni asciutti e marginalmente in quelle temperato calde dove temperature appena inferiori a 0 °C sono eccezioni di breve durata. Richiede una posizione da semi-ombreggiata a ombreggiata e suoli ricchi di sostanza organica, sabbiosi, ben drenati non sopportando ristagni idrici; nelle zone con estati asciutte necessita di abbondanti innaffiature durante il periodo vegetativo, ma lasciando asciugare quasi completamente il substrato prima di ridare acqua.

Può coltivarsi con successo anche in vaso, che deve essere capiente per permetterle di espandersi senza bisogno di frequenti rinvasi, utilizzando un terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite, con temperature invernali, dove il clima non consente la permanenza all’aperto, non inferiori a 10 °C.

Tutte le parti della pianta sono velenose e localmente utilizzate nella medicina tradizionale.

Sinonimi: Haemanthus katharinae Baker (1877); Haemanthus multiflorus subsp. katharinae (Baker) I.Bj¢rnstad & Friis (1974).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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