Scorpaena elongata

Famiglia : Scorpaenidae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

 

 

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Lo Scorfano rosa ( Scorpaena elongata ) è relativamente allungato, senza spine velenose © Giuseppe Mazza

Lo Scorfano rosa ( Scorpaena elongata - Cadenat, 1943 ) appar- tiene alla classe Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine degli Scorpaeniformes ed alla famiglia degli Scorpaenidae.

Il nome del genere è quello che gli antichi romani davano a questi pesci, con riferimento alle spine, che evocano le punture degli scorpioni.

Il nome della specie viene dal verbo latino “elongo” = allungare, perché, comparato agli altri, lo scorfano rosa ha un corpo relativamente più lungo.

Si tratta di un animale che avevamo sotto il naso, ma che è stato scoperto solo nel 1943. Veniva infatti confuso con lo Scorfano rosso ( Scorpaena scrofa ) finché l’ittiologo francese Jean Cadenat catturò 5 esemplari, che descrisse, a Capo Bianco in Mauritania. Venne allora considerato rarissimo, ma oggi si è scoperto che è al contrario e un pesce relativamente comune, se lo si cerca nel posto giusto.

Zoogeografia

Lo scorfano rosa è presente in tutto il Mediterraneo, eccetto il Mar Nero. Passato lo Stretto di Gibilterra, lo troviamo a nord fino al Golfo di Biscaglia ed a sud fino alla Namibia, Canarie incluse.

Ecologia-Habitat

Naviga fra i 75 m e gli 800 m di profondità. Nel Mediterraneo e nell’Atlantico settentrionale quasi sempre sotto i 200 m, mentre lungo le calde coste africane sale spesso intorno ai 100 m.

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Vive a 75-800 m di profondità e fu descritto solo nel 1943 dall’ittiologo francese Jean Cadenat © Giuseppe Mazza

Ama le vaste distese fangose, popolate dai fantasiosi antozoi delle acque profonde, dove scorge facilmente le prede, per poi acquattarsi accanto a qualche formazione rocciosa e digerire pigramente, al sicuro, i lauti pasti.

Morfofisiologia

Anche se può raggiungere i 50 cm, gli esemplari pescati si aggirano general- mente sui 30-35 cm.

Si differenzia dalla Scorpaena scrofa, cui assomiglia, per la tinta rosea, l’occhio più grande e la mancanza di lacinie sotto la mandibola. Per contro sono molto vistose quelle delle guance, che partendo della parte inferiore del preopercolo superano talora la mascella.

Anche in questa specie la testa è ricca di spine, ma decisamente più allungata di quella dello scorfano rosso e con un profilo più rettilineo. Preopercolo ed opercolo sono lunghi ed armati.

Come nello scorfano rosso la bocca è colma di fasce di denti villiformi, presenti anche sul vomere ed i palatini. La pinna dorsale ha 12 raggi spinosi, senza ghiandole velenifere, e 9-10 molli; l’anale 3 spinosi e 5 inermi. Le pinne pettorali sono ampie mentre le ventrali sono corte, saldate all’addome. La caudale è arrotondata.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Lo scorfano rosa si nutre di pesci, specialmente giovani merluzzi, molluschi e crostacei, con grandi stragi fra i branchi dei gamberetti natanti. Si riproduce fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Le forme larvali sono pelagiche.

Anche se si hanno pochi dati, si tratta di una specie a rischio per il basso tasso riproduttivo. In condizioni ottimali occorrono infatti ben 14 anni per raddoppiare la popolazione. L’indice di vulnerabilità della specie segna attualmente 63 su una scala di 100.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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