Scorpaena notata

Famiglia : Scorpaenidae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

 

 

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Lo Scorfanotto ( Scorpaena notata ) è caratterizzato da macchie mimetiche, anche sulle pinne © Giuseppe Mazza

Lo Scorfanotto ( Scorpaena notata - Rafinesque, 1810 ) appartiene alla classe Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine Scorpaeniformes ed alla famiglia degli Scorpaenidae.

Il nome del genere è quello che gli antichi romani davano a questi pesci, con riferimento alle spine, che evocano le punture degli scorpioni.

Il nome della specie viene dal latino “notatus” = contrassegnato, marcato, con riferimento alle macchie mimetiche presenti sulle pinne.

Zoogeografia

Lo scorfanotto è presente in tutto il Mediterraneo, escluso il Mar Nero.

Passato lo Stretto di Gibilterra, prosegue verso Nord, lungo le coste atlantiche, fino al Golfo di Biscaglia e verso Sud colonizza quelle africane fino al Senegal, incluse le Azzorre, Madera, Canarie e Capo Verde.

Ecologia-Habitat

E’ una specie bentonica che può arrivare a 700 m di profondità, anche se in genere vive intorno ai 200 m ed è stata trovata a circa 10 m.

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Il colore è molto variabile, per lo più bruno-castano e rosa-arancio © Giuseppe Mazza

Come tutti gli scorfani è un pesce che ama vivere isolato, possibilmente al riparo di una roccia, dove si sente perfettamente al sicuro date le sue eccezionali doti mimetiche.

Morfofisiologia

Può raggiungere i 24 cm, ma supera raramente i 18 cm e gli esemplari più pescati misurano 12-15 cm. Per le dimensioni ed il corpo tozzo, anche se in proporzione più alto, ricorda lo Scorfano nero ( Scorpaena porcus ), un altro maestro di mimetismo, mentre il colore s’avvicina di più a quello dello Scorfano rosso ( Scorpaena scrofa ).

Le lacinie sono scarse, perché l’effetto mimetico si basa principalmente sul disegno maculato che interessa sia il corpo che le pinne. Premesso che i giovani sono in genere più scuri, si và dal bruno-castano al rosa-arancio, al violaceo e persino, visto dall’alto, al verdastro.

La caratteristica specifica, come accennato nell’eti- mologia, sono le macchie scure sulle pinne, in particolare la caudale, l’anale e la dorsale, che mostra in genere una grande chiazza negli ultimi raggi spinosi.

La testa è corta, corazzata da innumerevoli spine, con occhi grandi per veder bene anche nel buio ed un’ampia bocca con la mandibola, leggermente più lunga, recante 4-5 fasce di denti villiformi. La mascella vanta una fascia di più, ed anche vomere e palatini portano denti analoghi.

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Bravo chi riesce a scorgerlo nel suo ambiente ! I raggi spinosi della dorsale sono velenosi © Giuseppe Mazza

La pinna dorsale, unica, mostra 12 raggi spinosi collegati a ghiandole velenifere e 9-10 raggi molli; l’anale conta 3 raggi spinosi e 5 molli; le ventrali uno spinoso e 5 inermi.

Le pettorali sono ampie ed allungate, fino quasi all’altezza del primo raggio dell’anale.

La pinna caudale è arrotondata.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Lo scorfanotto è un vorace carnivoro che caccia di notte. Piccoli pesci, crostacei ed altri invertebrati fanno regolarmente parte della sua dieta.

Si riproduce durante l’estate con uova galleggianti, riunite, come di consueto, in masserelle gelatinose.

Anche se come gli altri scorfani entra nella zuppa di pesce, si pesca solo per caso, e non è certo una specie in pericolo, tanto più che la popolazione può raddoppiare in 1,4-4,4 anni. L’indice di vulnerabilità della specie segna attualmente 27 su una scala di 100.

Sinonimi

Scorpaena ustulata - Lowe, 1841; Scorpaena teneriffea - Jordan & Gunn, 1898; Scorpaena scrofa afimbria - Slastenenko, 1935; Scorpaena afimbria - Slastenenko, 1935.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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