Scutellaria costaricana

Famiglia : Lamiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le infiorescenze della Scutellaria costaricana recano corolle di 6 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Costa Rica, Nicaragua e Panama, dove cresce nelle foreste umide fino a circa 1200 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dal latino “scutella” = scodella, tazza, con riferimento alla forma del calice; il nome specifico latino “costaricana” = del Costa Rica, costaricana, fa riferimento ad uno dei luoghi di origine.

Nomi comuni: bladdersage, helmet flower, scarlet skullcap, costa rican skullcap (inglese); escutelária (portoghese).

La Scutellaria costaricana H.Wendl. (1863) è una specie erbacea sempreverde, alta fino a oltre 1 m, con fusti eretti di colore porpora scuro a sezione pressoché quadrangolare e foglie di colore verde scuro, su un picciolo lungo 2-4 cm, opposte, ovate, profondamente venate, lunghe 8-15 cm e larghe 3-6 cm, con margine serrato-dentato ed apice appuntito.

Infiorescenze terminali racemose, lunghe 5-8 cm, portanti fiori dal calice campanulato bilabiato e corolla tubolare, di colore rosso scarlatto con fauce gialla, pubescente e leggermente ricurva in avanti, lunga circa 6 cm, bilabiata, con labbro inferiore convesso e trilobato, e 4 stami. Si riproduce per seme, ma raramente fruttifica fuori dalle aree di origine, e per talea erbacea, in primavera, in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C.

La specie più diffusa in coltivazione del genere Scutellaria per il fogliame ornamentale e la vistosa fioritura di lunga durata, sia come pianta da giardino, nelle zone a clima tropicale e subtropicale, che da vaso, dove non è possibile la coltivazione all’aperto durante tutto l’arco dell’anno, per la decorazione di patii e terrazze in estate e verande e serre in inverno.

In giardino, utilizzata in gruppo o per bordure, richiede una esposizione in pieno sole, ad eccezione delle ore centrali della giornata, o leggera ombreggiatura, ed un terreno drenante, ricco di sostanza organica, acido o neutro, mantenuto umido. Sopporta le potature, da effettuare alla fine dell’inverno, che ne favoriscono l’accestimento. In vaso va coltivata in posizione quanto più luminosa possibile in terriccio organico acido o neutro con aggiunta di sabbia silicea grossolana o agriperlite per migliorare il drenaggio, con temperature minime invernali preferibilmente superiori a 15 °C.

Le innaffiature devono essere regolari in estate, diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato, evitando ristagni idrici che possono provocare marciumi; richiede una elevata umidità ambientale, utili le nebulizzazioni con acqua non calcarea, per evitare antiestetiche macchie sulle foglie, se l’ambiente è caldo e secco. E’ piuttosto soggetta ad attacchi di acari ed afidi, da trattare eventualmente con prodotti specifici.

Sono state selezionate numerose varietà di diversi colori, giallo, rosa, bianco, arancio, in varie tonalità.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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