Semnopithecus entellus

Famiglia : Cercopithecidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Il Semnopithecus entellus è nato per vivere sugli alberi, e appare goffo al suolo © Giuseppe Mazza

Gli entelli, scimmie non antropomorfe del Vecchio Mondo, afferenti all’ordine dei Primati ( Primates ), sottordine degli Aplorrini ( Haplorrhini ), i parenti più evoluti degli Strepsirrini ( Strepsirrhini ), che significa dal naso ricurvo, infraordine Scimmiformi ( Simiiformes ), parvordine Catarrini ( Catarrhini ), superfamiglia Cercopitechi ( Cercopithecoidea ) famiglia Cercopitecidi ( Cercopithecidae ), sottofamiglia Colobini ( Colobinae ), presentano il genere Presbytis a cui afferisce la specie qui discussa, il Presbytis entellus - Dufresne, 1797.

Per altri autori il genere Presbytis oggi dovrebbe essere sostituito con il genere Semnopithecus a cui afferirebbe la specie Semnopithecus entellus.

Gli entelli, vengono chiamati anche “langur”.

Come già discusso in altre schede sui primati, la loro tassonomia è in continua elaborazione e rimaneggiamento, per cui anche questa specie è soggetta a continui cambiamenti di denominazione scientifica.

Il Presbytis entellus è chiamato l’entello delle pianure settentrionali o anche la “scimmia sacra indiana”, perché nella mitologia Indù è ritenuto l’incarnazione del dio Hanuman, il re delle scimmie, donde anche il nome corrente di hanuman.

Zoogeografia

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E’ una scimmia pacifica e tollerante, ma per difendersi sa mostrare i denti © Giuseppe Mazza

Gli entelli sono distribuiti in tutta l’India, dall’Himalaya e il Nepal, dove arrivano fino a 4.000 m di altezza, all’isola di Ceylon, e sono stanziali nelle pianure a sud del Gange ed a nord dei fiumi Krishna e Godavari. Sono presenti anche in Pakistan.

Ecologia-Habitat

Sono scimmie dalle abitudini arboricole. Si muovono con grande agilità tra i rami, mentre a terra deambulano goffamente. Oltre che nelle foreste tropicali e subtropicali, si trovano anche nel bush e nella boscaglia delle stesse fasce geografiche.

Hanno un regime alimentare vegetariano, nutrendosi di frutta, bacche, rizomi, gemme, ma anche di razzie nei campi coltivati e nei frutteti, dove possono impunemente produrre gravi danni, grazie al loro statuto d’animali sacri.

In ogni caso, per l’insediamento di questi primati, è molto importante la vicinanza dell’acqua.

Morfofisiologia

L’entello o langur o hanuman ( Presbytis entellus o Semnopithecus entellus ) ha un corpo affusolato di medie dimensioni, che raggiunge i 40-80 cm, con una coda ancora più lunga.

Tra le caratteristiche anatomiche più interes- santi, occorre sottolineare la presenza di uno stomaco ampio e lobulato, in stretto rapporto con l’alimentazione di tipo vegetariano.

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La coda è smisurata, e le madri educano il figlio per 15 mesi © Giuseppe Mazza

Lo scheletro è leggero, e consente a questa scimmia movimenti agili ed eleganti.

Le callosità ischiatiche, non sono molto sviluppate.

Il capo è arrotondato con una visiera sopraorbitale.

Gli arti anteriori, più corti dei posteriori, possiedono un residuo di pollice, ridotto a un tubercolo senza unghia. Per contro, il pollice degli arti posteriori è normalmente sviluppato, ed ha funzione prensile.

Il colore del pelo varia secondo l’ area geografica d’appartenenza.

In genere la tinta base del tronco è grigiastra con riflessi argentei, mentre la testa è bianca.

Le mani, i piedi e la faccia sono glabri, ricoperti da una pelle nero-violaceo e rugosa.

Il pelo non è molto lungo, anche se morbido e folto; attorno alla faccia, diventa più lungo e forma un criniera.

Pesano circa 10-15 kg, sebbene i biologi, negli anni ’50 del secolo scorso, abbiano trovato un esemplare in Nepal che raggiungeva il peso record di 26,3 kg !

Non c’è dimorfismo tra maschio e femmina.

Etologia-Biologia Riproduttiva

I langur o entelli vivono in gruppi sociali ben organizzati, composti da una decina di elementi, dove l’ambiente ecologico è favorevole; ma tali gruppi possono arrivare a più di cento unità, nelle aree in cui l’acqua scarseggia.

Tali agglomerati di scimmie hanno una struttura rigida. Al centro si trovano i maschi capi, con le femmine e i piccoli in allevamento, mentre i subadulti vivono alla periferia.

Esistono però anche gruppi formati da soli maschi, o addirittura individui isolati, che di notte si aggregano ad un gruppo su un albero dormitorio.

Durante la ricerca del cibo e dell’ acqua, può accadere che due gruppi s’incontrino sul medesimo albero o presso la stessa sorgente. In questo caso si mescolano pacificamente senza fenomeni d’aggres- sività.

Spesso, all’ interno del loro gruppo, accolgono pacificamente anche individui solitari d’altre specie, in particolare i macachi.

Secondo alcuni biologi primatologi, la loro scarsa aggressività avrebbe una spiegazione: sono infatti elettivamente a vita arboricola, e non hanno quindi necessità di militarizzarsi.

Anche in questa specie, nei momenti di riposo, si osserva il fenomeno del “grooming”, come processo di socializzazione.

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Tutte le femmine si occupano dei piccoli. Se uno resta orfano viene subito adottato © G. Mazza

In linea teorica, il Semnopithecus entellus potrebbe accoppiarsi tutto l’anno, ma specie per le popolazioni che vivono in luoghi con inverni freddi, esiste un periodo preferenziale. In Himalaya, Nepal e Pakistan, per esempio, i piccoli nascono generalmente a primavera inoltrata.

Il periodo di gestazione è di 196 giorni circa, e nasce un piccolo per volta. L’ allattamento materno dura un anno.

La presenza di piccoli nel gruppo, stimola l’istinto materno nelle altre femmine, che si mostrano molto premurose nel somministrare cure alloparentali anche nei confronti dei figli altrui.

Questa particolare affettuosità, che permette anche l’adozione degli orfani, è indotta dal colore e dai richiami dei piccoli. Infatti, quando il piccolo langur cresce, e il suo colore diventa più chiaro, le altre femmine lo aiutano ancora, ma non lo prendono più in braccio, come invece continua a fare la madre biologica.

Il rapporto con la madre è importantissimo per lo sviluppo psicologico e l’educazione del giovane entello, che vivrà al suo fianco per circa 15 mesi, imparando così, un po’ alla volta, tutte le nozioni indispensabili alla vita adulta.

Raggiunta la completa autonomia, il giovane si associa coi coetanei del medesimo sesso; se è femmina vivrà al centro del gruppo, se è maschio tenderà invece a spostarsi verso la periferia, ove troverà più spazio per i suoi giochi.

La IUCN considera per fortuna questa specie a rischio minimo d’estinzione.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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