Sempervivum wulfenii

Famiglia : Crassulaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Sempervivum wulfenii cresce fin verso i 2800 m, e stupisce per gli insoliti fiori gialli © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Austria, Bosnia, Croazia, Italia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Svizzera dove cresce sulle Alpi Orientali e Dinariche, tra 1500 e 2800 m di altitudine, su rocce e suoli pietrosi silicei in situazioni particolarmente aride per l’intensa insolazione cui sono sottoposte in estate.

Il nome generico è la combinazione dei termini latini “semper” = sempre e “vivum” = vivo con riferimento alla capacità di sopravvivenza in ambienti climaticamente ostili; la specie è dedicata al botanico austriaco Franz Xaver von Wulfen (1728 – 1805).

Nomi comuni: yellow houseleek (inglese); joubarde de Gaudin, joubarbe de Wulfen (francese); semprevivo di Wulfen, semprevivo giallo (italiano); siempreviva amarilla (spagnolo); gelbe hauswurz, Wulfens hauswurz (tedesco).

Il Sempervivum wulfenii Hoppe ex Mert. & W.D.J.Koch (1831) è una specie succulenta perenne, stolonifera, monocarpica (fiorisce una sola volta e poi muore), con foglie succulente persistenti, alterne, riunite in una rosetta basale di 3-6 cm di diametro.

Le foglie sono sessili (prive di picciolo), lunghe 2-3 cm, obovate con margini ciliati e apice appuntito, di colore verde glauco sfumato di rosso alla base e leggermente all’apice.

Le infiorescenze compaiono in estate in compatte cime terminali, su uno scapo alto 10-25 cm, e portano numerosi fiori di 2-3 cm di diametro con 12-18 petali lineari e appuntiti, lunghi circa 1 cm, di colore giallo limone con una macchia rossastra alla base, esternamente ricoperti da fitti peli ghiandolari. Lo scapo floreale è provvisto di foglie lanceolate di colore verde chiaro, a volte sfumato di rosso, lunghe circa 3,5 cm.

I frutti sono follicoli contenenti numerosi minuscoli semi. Dopo la fruttificazione, come già accennato, la rosetta muore, sostituita da quelle vicine. Si riproduce solitamente e facilmente per divisione e per seme in primavera, da distribuire in superficie su un substrato costituito da terriccio e sabbia grossolana o pietrisco silicei, in parti uguali, da porre in pieno sole o alla massima luminosità possibile.

Specie calcifuga non particolarmente diffusa, sia allo stato naturale che in coltivazione, è adatta a giardini rocciosi, alpini e per bordure in pieno sole, su substrati molto drenanti, ma anche alla coltivazione in vaso, alla massima luminosità possibile e con substrati con aggiunta di sabbia o pietrisco siliceo fino al 50%.

Resiste sia alle basse temperature, fino a -20 °C e oltre, che a quelle elevate e a lunghi periodi di siccità. In coltivazione necessita di maggiore umidità alla ripresa vegetativa, in primavera, e fino a metà estate, quindi innaffiature regolari, ma facendo sempre asciugare il substrato per qualche giorno prima di ridare acqua, poi le innaffiature vanno diradate fino a quasi sospenderle in inverno.

Localmente è inserita tra le specie protette.

Sinonimi: Sempervivum globiferum Wulfen (1778).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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