Shorea roxburghii

Famiglia : Dipterocarpaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 343.8 Kb
Diffusa nella fascia tropicale asiatica dall’India al Vietnam, la Shorea roxburghii sfiora non di rado i 40 m d’altezza con radici tabulari ed un tronco che può raggiungere 1 m di diametro. Sfruttata senza scrupoli per il legno, vittima della deforestazione, è oggi nella lista rossa delle specie in pericolo. Virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cambogia, India (Andhra Pradesh, Karnataka, Kerala e Tamil Nadu), Laos, Malaysia Peninsulare, Myanmar, Thailandia e Vietnam dove vive nelle foreste secche sempreverdi o decidue, rappresentando a volte la specie dominante, spesso su suoli sabbiosi, fino a circa 1000 m di altitudine

Il genere è dedicato a Sir John Shore Teignmouth (1751-1834), che fu Governatore Generale dell’India, la specie al botanico inglese William Roxburgh (1751-1815), direttore del Calcutta Botanic Garden.

Nomi comuni: talora lac tree, (inglese); popé:l (Cambogia); aragina mara, jaala, jaalada, jalakanda, jalari, jalla, kunjiti, sal, talura (India); khanho:m (Laos); meranti temak (Malaysia); kayom, phayom, su krom (Thailandia); sến, sến bôn, sến đỏ, sến mủ, sến nghệ (Vietnam).

La Shorea roxburghii G.Don (1831) è un albero deciduo o semideciduo, alto fino a circa 40 m, con tronco eretto, cilindrico, fino ad 1 m di diametro, provvisto a volte alla base di radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti), e corteccia, da grigio-bruno a bruno-rossastra, profondamente fessurata longitudinalmente e dalle cui ferite essuda una resina di colore bruno. Le foglie, su un picciolo lungo 1-3 cm, sono semplici, alterne, oblungo-ellittiche con apice ottuso e margine intero, lunghe 7-16 cm e larghe 3-8 cm, coriacee; le foglie giovani sono di colore porpora. Infiorescenze, su un peduncolo lungo 8-10 cm, ascellari e terminali a pannocchia, pendenti, portanti numerosi fiori ermafroditi, di circa 2 cm di diametro, di colore bianco o rosa pallido, gradevolmente profumati. Calice con 5 lobi ovati con apice appuntito di diverse dimensioni, persistenti, i tre più grandi crescono al maturare del frutto formando tre ali oblunghe diseguali di 4-8 cm di lunghezza, corolla con 5 petali oblunghi, di circa 1,5 cm di lunghezza, ritorti, villosi, 15 stami e stilo, lungo circa 4 mm, con stigma trilobato. I frutti, racchiusi nel calice alato, sono capsule ovoidi, lunghe circa 1,2-2 cm, contenenti un solo seme obovoide lungo 0,7-1 cm.

Si propaga per seme, che deve essere messo a dimora nel più breve tempo possibile, avendo una bassa durata di germinabilità, in terriccio organico, con aggiunta di sabbia silicea grossolana per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 25-28 °C; si riproduce anche per talea e micropropagazione.

Albero di una certa importanza economica per il legno di buona qualità, coltivabile nelle zone a clima tropicale e marginalmente subtropicale, non sopportando temperature di poco inferiori a 10 °C, richiede pieno sole e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, anche se preferisce quelli fertili, drenanti, da acidi a neutri. Viene utilizzato nella riforestazione di aree degradate, essendo resistente a periodi di secco ed al fuoco, e come ornamentale per l’abbondante e profumata fioritura. Il legno, noto commercialmente come “white meranti”, di colore bianco crema che tende col tempo al bruno giallastro, duro, mediamente pesante e relativamente facile da lavorare, ma poco resistente agli agenti atmosferici, è utilizzato nella costruzione di parti interne di abitazioni e imbarcazioni, di mobili, attrezzi, articoli artigianali, nella impiallacciatura (tecnica che consiste nel rivestire un legno di poco pregio con sottili fogli di legno pregiato) e produzione del compensato, è inoltre ottimo da ardere. Dai fiori si ricava un olio essenziale e la resina è utilizzata come incenso; la corteccia viene localmente masticata insieme alle noci di betel (Areca catechu L., 1753). L’albero riveste inoltre una notevole importanza negli usi e costumi delle popolazioni locali, sacro per i buddisti, i suoi fiori sono impiegati nelle cerimonie religiose.

Fiori e corteccia sono utilizzati nella medicina tradizionale per varie patologie, studi di laboratorio hanno evidenziato negli estratti della corteccia la presenza di composti con elevato potere antiossidante di possibile interesse per la farmacopea ufficiale.

Per la riduzione dell’habitat e l’eccessivo sfruttamento l’albero è inserito nella lista rossa della IUCN (International Union for Conservation of Nature) come “Endangered” (specie ad alto rischio d’estinzione nel prossimo futuro).

Sinonimi: Hopea floribunda Wall. (1829); Shorea laccifera B.Heyne ex Wall. (1829); Shorea talura Roxb. (1832); Saul iallarea Roxb. ex Wight & Arn. (1834); Vatica laccifera Wight & Arn. (1834); Shorea laurifolia Wall. ex Steud. (1841); Shorea floribunda Kurz (1873); Shorea harmandii Pierre (1886); Shorea attopoensis Pierre (1890); Shorea cochinchinensis Pierre (1890); Anthoshorea harmandii (Laness.) Pierre (1891); Shorea saigonensis Pierre (1892); Shorea cochinchinensis var. saigonensis (Pierre) P.Guérin (1910).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle DIPTEROCARPACEAE cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

/s-305-1_shorea_roxburghi
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants