Sobralia macrophylla

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Sobralia macrophylla viene dall’America tropicale dove cresce nelle foreste umide presso i corsi d’acqua. Terrestre o epifita è cespitosa con un unico fiore di 10-12 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Bolivia, Brasile (Acre, Alagoas, Amazonas, Amapá, Bahia, Ceará, Fernando de Noronha, Maranhão, Pará, Paraiba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte, Roraima, Rondônia, Sergipe e Tocantins), Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guyana, Guyana Francese, Nicaragua, Panama, Perù, Suriname e Venezuela dove cresce nelle foreste umide prevalentemente in prossimità di corsi d’acqua e sulle rocce ai margini di cascate, a basse e medie altitudini.

Il genere è dedicato al medico e botanico spagnolo Francisco Sobral; il nome specifico è la combinazione dell’aggettivo greco “μακρός” (macrόs) = grande, lungo e del sostantivo “φύλλον” (phyllon) = foglia, con ovvio riferimento.

La Sobralia macrophylla Rchb.f. (1852) è una specie terrestre o epifita, cespitosa, con fusti eretti sottili, fino a 60-80 cm di altezza e 0,5-0,8 cm di diametro, provvisti nella parte superiore di foglie alterne ovato-ellittiche con apice appuntito, piane o leggermente concave, plicate, venate, sottili, di 12-18 cm di lunghezza e 4-8 cm di larghezza, di dimensioni decrescenti verso l’apice, di colore verde chiaro, lucide superiormente. Infiorescenza terminale portante un singolo fiore, di circa 10-12 cm di diametro, con sepali e petali ellittico-lanceolati, lunghi 6-8 cm e larghi circa 1,3 cm, di colore da bianco crema a giallo pallido, labello obovato, lungo circa 7 cm e largo 3,5 cm, avvolgente alla base la colonna, con margine ondulato e frangiato, dello stesso colore di sepali e petali con macchia gialla alla base. I fiori durano solo un giorno e sono leggermente profumati.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione alla ripresa vegetativa. Nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido può essere coltivata all’aperto come terrestre in posizione molto luminosa, anche luce solare diretta al mattino, su suolo drenante ricco di sostanza organica mantenuto pressoché costantemente umido. Altrove va coltivata in vaso utilizzando un substrato organico, come la fibra di cocco, con temperature medio-alte in estate, 25-32 °C, leggermente più fresche in inverno, innaffiature regolari e abbondanti in estate, ma senza ristagni, leggermente più diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il terriccio, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Concimazioni settimanali in estate, utilizzando preferibilmente un prodotto idrosolubile, con microelementi, a metà dose di quella segnata sulla confezione, ridurre ad una frequenza mensile in inverno. I rinvasi vanno effettuati quando strettamente necessario alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Sobralia chlorantha Hook. (1852); Cattleya chlorantha (Hook.) Beer (1854); Cyathoglottis macrantha Lem. (1854).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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