Spathodea campanulata

Famiglia : Bignoniaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Spathodea campanulata proviene dall’Africa tropicale © Giuseppe Mazza

La Spathodea campanulata P. Beauv. (1805) è originaria dell’Africa tropicale (Angola, Benin, Burundi, Camerun, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Guinea, Guinea Equatoriale, Liberia, Nigeria, Ruanda, Sierra Leone, Togo e Zaire).

Il nome del genere è la combinazione del termine greco “spathe” = spada, col suffisso "-oeides" dal greco "êidos" = idea, forma, quindi simile ad una spada, con riferimento alla forma del calice; il nome specifico latino “campanulata” = a forma di campana, fa riferimento alla forma della corolla.

Nomi comuni: “albero dei tulipani” (italiano); “african-tuliptree”, “flame-of-the-forest”, “fireball”, “fountain tree” (inglese); “tulipier du Gabon”, “baton du sorcier”, “pissat de singe”, “pisse l’eau”, “pisse-pisse” (francese); "afrikanischer tulpenbaum”, “tulpenbaum” (tedesco); “bisnagueira”, “espatódea”, “tulipeira-da-África” (por- toghese); “tulipán africano”, “tulipero del Gabon”, “árbol de la fontana”, “llama-del-bosque”, “llama nandi” , “ copas de agua” (spagnolo).

Albero sempreverde di rapida crescita che raggiunge solitamente una altezza di 20 m, anche se nei luoghi di origine esistono esemplari di circa 30 m; le foglie sono imparipennate, lunghe fino a 60 cm, con 7-17 foglioline ovate od ellittiche lunghe fino a 15 cm e larghe 7 cm, di colore verde scuro e coperte da una peluria color ruggine.

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La Spathodea campanulata è detta anche Albero dei tulipani © Giuseppe Mazza

Le infiorescenze terminali, erette, portano fiori campanulati dai margini increspati di colore rosso-arancio vivo con striature giallo oro nella gola, di 12 cm circa di lunghezza e diametro intorno a 10 cm; esiste anche una varietà a fiore giallo.

I frutti sono capsule legnose di colore bruno, lunghe fino a 25 cm e larghe 6 cm, contenenti molti piccoli semi alati. Si riproduce da seme, talea e margotta.

Specie di grandissimo valore ornamentale, tanto da essere considerato uno degli alberi più belli, è ormai largamente presente in tutti i paesi tropicali e subtropicali, spesso naturalizzandosi tanto da essere inserita tra le specie più invasive.

Può essere coltivata anche nelle zone a clima temperato caldo in posizione particolarmente riparata, non sopportando temperature intorno a 0°C, la parte aerea infatti muore a temperature intorno -1/-2°C, anche se spesso rivegeta dalla base.

I boccioli contengono del liquido che può schizzare fuori se pressati, da ciò alcuni dei nomi comuni. Corteccia e foglie sono utilizzate nella medicina tradizionale in alcuni dei paesi di origine per le loro proprietà antibatteriche.

Sinonimi: Bignonia tulipifera Thonn. (1829); Spathodea danckelmaniana Büttner (1890); Spathodea nilotica Seem. (1865); Spathodea tulipifera (Thonn.) G. Don (1838).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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Spathodea campanulata P. Beauv. (1805)
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