Spondias dulcis

Famiglia : Anacardiaceae

Testo © Pietro Puccio

Coltivata da tempi remoti non si conosce l’esatto luogo di origine, si suppone l’Asia tropicale o l’Oceania.

Il nome del genere è quello greco, “σπονδιάς” (spondias), della prugna, per la somiglianza dei frutti con quelli della Prunus domestica; il nome specifico è l’aggettivo latino “dulcis, e” = dolce, grato, con ovvio riferimento ai frutti.

JPEG - 278.3 Kb
La Spondias dulcis è un albero deciduo, per breve periodo, molto ramificato, alto 10-30 m, che pare originario dell’Asia tropicale o l’Oceania © Giuseppe Mazza

Nomi comuni: ambarella, golden apple, great hog plum, hog plum, jew plum, otaheite apple, polynesian plum, tahitian quince, yellow plum (inglese); pomme de Cythère, pommier de Cythère, prune de Cythère (francese); kedondong, kedondong manis (indonesiano); kook hvaan (laotiano); cajá anão, caja-manga, cajarana, taperita do sertao (portoghese-Brasile); ambarella, ciruela dulce, hobo de racimos, jobo de la India, juplón, manzana de oro, spondias dorata (spagnolo); hevi (tagalog); makok, makok farang (thailandese); cóc (vietnamita).

La Spondias dulcis Parkinson (1773) è un albero deciduo, per breve periodo, molto ramificato, alto 10-30 m, con tronco eretto, cilindrico, di 20-50 cm di diametro, dalla corteccia liscia o leggermente fessurata di colore grigiastro o marrone chiaro e dalle cui ferite essuda una resina molto viscosa; spesso sono presenti alla base radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti che contribuiscono al sostegno dei grandi alberi).

JPEG - 92 Kb
I minuscoli fiori possono essere unisessuali o ermafroditi con 5 petali ovati di colore bianco, lunghi 2-3 mm © Giuseppe Mazza

Le foglie, raggruppate all’estremità dei rami su un picciolo lungo 6-15 cm, sono alterne, imparipennate, lunghe 20-60 cm, composte da 9-25 foglioline oblungo-ovate con apice appuntito e margine intero o lievemente dentato, lunghe 6-11 cm e larghe 2,5- 4,5 cm, di colore verde intenso.

Le infiorescenze, che appaiono prima delle foglie agli apici dei rami, sono pannocchia pendenti, lunghe fino a 50 cm, portanti numerosi minuscoli fiori sia unisessuali che ermafroditi con 5 petali ovati di colore bianco, lunghi 2-3 mm, retroflessi, 10 stami e ovario con 5 stili.

I frutti sono drupe globose, ovoidi o oblunghe, di 4-10 cm di lunghezza e 3-8 cm di diametro, di colore inizialmente verde, poi giallo arancio a maturità, con polpa fibrosa di colore giallo, dal sapore da acidulo a dolce, che presenta un elevato contenuto di vitamina C; l’endocarpo, legnoso, di 1,5-2,5 cm di diametro, presenta numerose fibre o spine dritte o ricurve e contiene fino a 5 semi oblunghi appiattiti, di 1,5-2 cm di lunghezza, di colore giallo chiaro. Sono state selezionate alcune varietà a portamento nano.

Si riproduce per seme, che non ha una lunga durata di germinabilità, in terriccio drenante ricco di sostanza organica mantenuto umido alla temperatura di 25-28 °C, con tempi di germinazione piuttosto variabili, a partire da un mese, e prima fioritura dal terzo-quarto anno di età; si propaga anche per talea sia legnosa che di punta, margotta e innesto. Specie di veloce crescita adatta ai climi tropicali e subtropicali umidi, non resistendo a prolungati periodi con minime inferiori a 10 °C, con piovosità distribuita nell’arco dell’anno per crescere al meglio; nei climi con lunghi periodi di secco va regolarmente irrigata, almeno nei primi anni di impianto. Richiede una esposizione in pieno sole, per una abbondante fruttificazione, tranne nei primi 2-3 anni di età quando necessita di una parziale ombreggiatura, e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, neutro o alcalino, purché ben drenante; per la fragilità dei rami va posizionata in luogo riparato dai forti venti. Nei climi sfavorevoli può essere coltivata in capaci contenitori, dove anche piante giovani riescono a fruttificare, per essere riparata nei mesi più freddi in ambiente protetto, alla massima luminosità possibile e con valori minimi di temperatura preferibilmente superiori a 15 °C. Va utilizzato un terriccio drenante ricco di sostanza organica regolarmente innaffiato, ma senza ristagni, e concimato, durante il periodo vegetativo, con un prodotto bilanciato con microelementi.

JPEG - 285.5 Kb
Come recita il nome scientifico, i frutti commestibili, ricchi di vitamina C, sembrano prugne. Con foglie e corteccia trovano impiego nella medicina tradizionale © G. Mazza

I frutti acerbi, particolarmente aspri e dalla polpa croccante, sono utilizzati in insalate, per confetture e per aromatizzare diverse pietanze, quelli maturi, morbidi e dal sapore dolce o leggermente acidulo, vengono consumati crudi o utilizzati per preparare marmellate, gelati e bevande, anche alcoliche; in alcune località le foglie giovani sono consumate crude o cotte come verdura. Frutti, foglie e corteccia sono utilizzati nella medicina tradizionale per diverse patologie.

Sinonimi: Spondias cytherea Sonn. (1782); Poupartia dulcis (Parkinson) Blume (1827); Cytheraea dulcis (Parkinson) Wight & Arn. (1834); Evia acida Blume (1850); Evia dulcis (Parkinson) Comm. ex Blume (1850); Chrysomelon pomiferum G.Forst. ex A.Gray (1854); Evia dulcis (Parkinson) Kosterm. (1991).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle ANACARDIACEAE cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

/s-302-3_spondias_dulcis
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants