Gerani stellati : creati in Australia da un appassionato nel 1950

Foglie a cinque lobi e sontuose infiorescenze, talora garbatamente scapigliate. Furono creati intorno al 1950 da un appassionato australiano. Oggi contano 120 varietà. Colori accesi e sfumature pastello.

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Per legare il proprio nome alla storia dei fiori, non occorre essere laureati in botanica, o spargere miliardi a piene mani come i moderni ibridatori di rose. Basta la passione, e un po’ di fortuna.

E’ il caso di Ted Both, un signore di Sydney con l’hobby dei gerani, che con una serie d’incroci fortunati ha dato origine agli "Stellars" o "Gerani stellati", un gruppo sempre più diffuso nei garden, con foglie a forma di stella, enfatizzate quasi sempre al centro da una zonatura marcata.

Stando a un articolo del 1966 apparso sul Journal of the Australian Geranium Society, tutto cominciò per caso intorno al 1950 con una varietà d’origine ignota detta "Chinese Cactus" o "Sunstar", dalla foglia divisa in cinque lobi appuntiti con una leggera ombreggiatura al centro, e fiori semplici color salmone.

Ted Both la incrociò a vari "Geranio zonali" ( Pelargonium x hortorum ), ottenendo una vasta gamma di colori e di forme; e dato che a suo avviso ricordavano il Pelargonium staphysagroides, un geranio raffigurato nel libro GERANIACEE di Sweet, rivelatisi poi estinto o inesistente, li battezzò "Staphs".

Alla sua morte prematura, aveva dato il nome solo a due varietà, Red Demon e Red Meteor; le altre, contrassegnate ancora da un numero, vennero diffuse postume dai familiari, e il gruppo si affermò rapidamente in Australia col nome di "Both’s Staphs".

Nel 1960, con l’introduzione di queste piante negli Stati Uniti, nasce l’appellativo di "Stellars", e a partire dal 1966, anche in Europa si contano appassionati e ibridatori. Oggi siamo a 120 varietà circa, e c’è solo l’imbarazzo della scelta.

I fiori, medi o grandi, coi petali superiori profondamente incisi e appuntiti a mo’ di forca, e gli inferiori frastagliati a forma di cuneo, appaiono riuniti in ricche infiorescenze, con anche oltre 20 corolle.

Sono spesso "doppi", ed offrono tutte le possibili gamme di colore, dal bianco puro di Arctic Star, al rosso fiamma di Columbia e Evening Star.

Numerose le forme rosate, con sfumature intense come Cathay, Satellite e Red Devil, o molto chiare come Pagoda o Easter Morning, con corolle non meno stellate delle foglie; e a ricordo del "Chinese Cactus", non mancano i toni caldi, verso l’arancio, come Apricot, Golden Staph, con foglie dorate a zonatura bruna, e Golden Ears, uno "Stellars nano a foglia dorata", creato in Canadà nel 1982 da I. Gillam, con una spettacolare zonatura rosso-mattone che si estende fin quasi al bordo.

Per gli amanti dei "nani" c’è anche Bird Dancer, nato in USA ad opera di M. Bird, dai caratteristici petali smilzi a forma di ragno; e colpisce il look arricciato di Supernova, con corolle doppie che rendono a prima vista l’infiorescenza simile a un garofano.

In Gemini , una varietà tedesca creata da Fischer nel 1982, i fiori sono di un bel rosso brillante col centro bianco, mentre la zonatura è appena accennata; e si è stupiti dai toni cangianti, di Shalimar e di Pink Startel, con petali rosso-magenta in boccio, che sfumano poi lentamente al bianco-rosato.

LA COLTIVAZIONE

Come per i gerani in genere, la coltura di queste piante richiede un terreno leggermente acido ( pH compreso fra 6-7 ), ricco di sabbia e torba, reso sostanzioso dall’apporto regolare di fertilizzanti liquidi specifici; un’esposizione soleggiata, senza far cuocere le radici al sole in vasetti mal isolati; e un ottimo drenaggio, con annaffiature adeguate : più abbondanti quando fa caldo, c’è vento, o le piante vengono tenute in piccoli vasi, ridottissime d’inverno, quando le piante vanno a riposo.

Gli Stellar sono un po’ più sensibili ai marciumi dei gerani normali, ma in compenso si accontentano di meno luce per fiorire.

Dove fa freddo o piove devono passare l’inverno al riparo di una pensilina, o in casa, in una veranda non riscaldata, un atrio, o un solaio luminoso, con temperature minime di 7-10 °C.

Si operano di solito due potature : una primaverile, appena passato il rischio delle gelate, ed una estiva, che permette di ricavare al tempo stesso vigorose talee.

Nei nostri climi il periodo migliore per quest’ultime va da maggio ad agosto. E’ infatti importante che le giovani piante sviluppino bene le radici, e ripartano con qualche foglia prima dei rigori invernali. Si scelgono dei rami di 7-10 cm, con almeno tre nodi, tagliando, come sempre, poco sotto l’ultimo nodo. Tolte le foglie basali, vanno poi messi all’ombra in un composto di sabbia ( 75% ) e torba. Annaffiati quotidianamente, senza eccessi, attecchiscono di solito senza problemi in 2-6 settimane.

SI RIPRODUCONO ANCHE PER SEME

Ma il grande successo degli Stellar è dovuto al fatto che sono fertili e si riproducono anche facilmente dai semi.

Ripetutamente annaffiati, per togliere gli inibitori germinativi, schiudono, dopo qualche giorno, in un composto di 1/3 di torba, 1/3 di perlite sottile, e 1/3 di sabbia. A circa un mese, si rinvasano le piantine in contenitori da 8 cm, e in meno d’un anno sono già in fiore.

Potrete anche divertirvi a creare nuove varietà, strappando con una pinzetta le antere della pianta scelta per padre, e strofinandole sullo stimma della pianta madre, quando è fertile, coi lobi ben aperti. Occorre poi coprire il fiore con un sacchetto di carta chiuso in basso, per evitare impollinazioni accidentali.

Nelle varietà a fiori doppi, le antere sono spesso scarse, e per produrle occorre "far soffrire" le piante in vasetti mal concimati, costringendole a rimpiazzare alcuni petali con stami fecondi.

I figli dei vostri "matrimoni" combinati a tavolino, potranno poi essere moltiplicati all’infinito per talea; e se vi soddisfano, con forme e colori mai visti, dopo averne saggiato le loro virtù orticole, potrete anche "battezzarli" in maniera ufficiale, e aggiungere il vostro nome alla storia infinita dei gerani, inviando la necessaria documentazione, per l’iscrizione nel Registro Internazionale, all’ Australian Geranium Society.

© Giuseppe Mazza

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