Stigmaphyllon sinuatum

Famiglia : Malpighiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Lo Stigmaphyllon sinuatum è un rampicante legnoso delle foreste pluviali dell’America centrale. Poco noto altrove. © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Guyana Francese, Perù, Suriname e Venezuela dove cresce arrampicandosi sugli alberi delle foreste pluviali, spesso lungo i corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione dei sostantivi greci “στίγμα” (stigma) = stigma e “φύλλον” (phyllon), con riferimento alle appendici degli stigmi simili a foglie; il nome specifico è l’aggettivo latino “sinuatus,a,um” = sinuato, sinuoso, con riferimento alle foglie ondulate.

Lo Stigmaphyllon sinuatum (DC.) A.Juss. (1840) è un rampicante legnoso piuttosto variabile, per forma delle foglie e colore dei fiori, che può raggiungere 30 m di lunghezza. Le foglie, su un picciolo lungo 1,3-10 cm provvisto di due ghiandole circolari all’apice, sono opposte o disposte in verticilli di 3, da ovate a cordate a ellittiche, raramente a 3-5 lobi, ottuse, mucronate, di 6-20 cm di lunghezza e 4-20 cm di larghezza, di colore verde scuro superiormente, verde pallido inferiormente. Infiorescenze ascellari, su un peduncolo lungo 0,3-1 cm, portanti numerosi (15-35) fiori ermafroditi riuniti in ombrelle con calice a 5 sepali, di 1,5-2,5 cm di lunghezza e larghezza, 5 petali unguicolati (petali con la base lungamente ristretta simile ad uno stelo) di colore giallo intenso o variamente soffusi di rosso, orbicolari con margine ondulato e dentato-ciliato, di 1,2-1,6 cm di lunghezza, 10 stami diseguali e tre stili che terminano in uno stigma provvisto di una fogliolina verde. Il frutto è uno schizocarpo che si suddivide in tre samare (frutti secchi indeiscenti provvisti di ala membranacea che ne favorisce la dispersione tramite il vento) con ala dorsale, di 3,5-5,5 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di larghezza, di colore bruno rossastro.

Si riproduce per seme, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea grossolana o agriperlite per un 30% mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C.

Specie vigorosa pressoché sconosciuta al di fuori delle zone di origine, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido dove può farsi arrampicare su robuste inferriate o pergole, o come in natura, sugli alberi. Richiede una esposizione in pieno sole o una leggera ombreggiatura e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché ben drenato, mantenuto pressoché costantemente umido.

Localmente i fusti flessibili e robusti vengono utilizzati come legacci.

Sinonimi: Banisteria heterophylla Willd. (1799); Banisteria sinuata DC. (1824); Banisteria splendens DC. (1824); Stigmaphyllon fulgens A.Juss. (1840); Stigmaphyllon martianum A. Juss. (1840); Stigmaphyllon richardianum A. Juss. (1840); Stigmaphyllon heterophyllum Hook. (1843); Stigmaphyllon hypoleucum Miq. (1844); Stigmaphyllon purpureum Benth. (1848); Stigmaphyllon brachiatum Planch. & Triana (1862); Stigmaphyllon monancistrum Nied. (1899); Stigmaphyllon splendens (DC.) Cuatrec. (1958).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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