Strobilanthes dyeriana

Famiglia : Acanthaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Strobilanthes dyeriana è una splendida acantacea delle umide foreste del Myanmar © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Myanmar dove vive nel sottobosco delle foreste umide.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “στρόβιλος” (strobilos) = pigna, cono e “ἄνθος” = fiore, con riferimento alla forma dell’infiorescenza; la specie è dedicata al botanico inglese William Turner Thistleton-Dyer (1843–1928).

Nomi comuni: Burma conehead, Persian shield, royal purple plant (inglese); escudo persa, escudo pérsico (spagnolo).

La Strobilanthes dyeriana Mast. (1893) è una specie erbacea, tendente a diventare semilegnosa con l’età, cespugliosa, sempreverde, alta 0,3-1 m, con foglie opposte semplici, ruvide, ovato-lanceolate dai margini leggermente dentati ed apice appuntito, lunghe 10-16 cm e larghe 5-7 cm, di colore verde scuro, in particolare lungo le nervature, con sfumature iridescenti grigio metallico e porpora superiormente, di colore porpora uniforme inferiormente. Infiorescenze erette a spiga, lunghe circa 15 cm, con fiori imbutiformi, lunghi circa 3 cm, di colore viola pallido, sottesi da brattee verdi. I frutti sono capsule oblunghe contenenti 4 semi.

Si riproduce per seme, in terriccio particolarmente drenante e leggero mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, ma solitamente e facilmente per divisione e per talea apicale, in primavera-estate, data la facilità di radicazione, anche semplicemente in sabbia silicea, agriperlite o acqua, in ambiente con elevata temperatura e umidità.

Specie dal fogliame particolarmente ornamentale, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido come esemplare isolato, per bordure, anche miste, e come copri suolo, in posizione semiombreggiata o ombreggiata per esaltarne il colore, anche se sopporta il sole diretto delle prime ore del mattino, e al riparo dal vento. Richiede un terriccio leggero e aerato, ricco di sostanza organica, mantenuto costantemente umido, ma senza ristagni, da leggermente acido a neutro; non sopporta temperature intorno a 0 °C, se non eccezionali e per brevissimo periodo, in tal caso può perdere tutta la parte aerea, ma può ricrescere dalla base in primavera se ben pacciamata. Utili periodiche leggere potature per un portamento più compatto e l’eliminazione delle infiorescenze al loro apparire a tutto vantaggio del fogliame.

Nelle zone meno favorite dal clima può essere coltivata come annuale, utilizzando giovani piante ottenute da talea in estate e riparate in inverno in ambiente protetto, per poi essere messe a dimora all’aperto in primavera. Coltivabile anche in vaso, con le modalità sopra menzionate, in serre e giardini d’inverno o per la decorazione di interni luminosi, con temperature minime invernali non inferiori a 15 °C ed elevata umidità ambientale, superiore al 50%, difficile quest’ultima da ottenere e mantenere in appartamento. Per aumentare l’umidità si può ricorrere a frequenti nebulizzazioni o usare l’accortezza di posizionare il vaso su un sottovaso di grande diametro riempito di pietrisco, o altro materiale inerte, e parzialmente d’acqua, il cui livello non deve raggiungere il fondo del vaso, in modo da creare un microambiente umido attorno alla pianta. Innaffiature e nebulizzazioni devono essere effettuate con acqua non calcarea, priva di cloro e a temperatura ambiente, utilizzando quando possibile acqua piovana. Utili dalla primavera all’autunno concimazioni mensili con prodotti bilanciati idrosolubili per piante acidofile, a metà dose di quella raccomandata sulla confezione.

Il contatto con la pianta può causare reazioni allergiche in individui particolarmente sensibili.

Sinonimi: Perilepta dyeriana (Mast.) Bremek. (1944).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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