Suillus granulatus

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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Il cappello del Suillus granulatus può raggiungere i 15 cm, la cuticola è vischiosa © Giuseppe Mazza

Famiglia: Suillaceae (Singer) Besl & Bresinsky (1997)

Sezione : Granulati Singer (1938) ex Lannoy et Estadès (2001)

Genere: Suillus Gray (1821)

Suillus granulatus (Linnaeus) Roussel, (1806)

Il nome deriva dal latino “granulatus” = granuloso, con dei granuli; per via del gambo decorato da granulosità.

Descrizione del genere

Al genere Suillus sono ascritte specie, con imenio a tubuli e pori, che presentano un cappello vischioso, con cuticola liscia, ma in alcuni casi anche pubescente, completamente asportabile, o asportabile a lembi, dalla carne sottostante.

Il gambo, per lo più ornato da granulazioni dovute all’essicamento di goccioline essudate; inoltre, alcune specie hanno un anello persistente (residuo del velo generale).

Tutte le specie di questo genere sono simbionti esclusive di aghifoglie, alcune specie hanno rapporti di micorriza solo con un unico tipo di pianta superiore.

Descrizione della specie

Cappello: 5-15 cm, inizialmente emisferico, poi piano convesso, infine quasi piano, margine prima involuto, poi disteso, talvolta irregolarmente lobato o sinuoso; cuticola liscia, glabra, vischiosa, brillante con tempo umido, completamente asportabile; il colore è molto variabile, va dal giallo-ocraceo al marrone-bruno, talvolta anche molto pallido.

Imenio: tubuli adnati, sottili, mediamente lunghi; il colore va dal giallo chiaro al giallo verdognolo in maturità. Pori angolosi, prima piccoli poi più grandi, da giallo chiaro a giallo zolfo, poi giallo verdastro, i carpofori nel primo stadio di vita secernono delle goccioline opalescenti che seccando formano delle granulosità bruno-rossastre.

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Sono commestibili solo gli esemplari giovani, previa asportazione della cuticola © Giuseppe Mazza

Gambo: 4 -11 cm, cilindroide, diritto, pieno poi cavo, per lungo tempo giallo pallido, poi ± ocraceo; nella parte alta, poco sotto l’imenio, nel fungo giovane, sono presenti delle essuda- zioni in goccioline, simili a quelle dell’imeno- foro, che con il tempo asciugano e lasciano delle granulazioni bruno-ruggine, senza anello e senza reticolo.

Carne: spessa, compatta, poi molle e spugnosa nel cappello, s’imbibisce facilmente col tempo umido, fibrosa nel gambo; biancastra, giallina in prossimità dell’imenio, immutabile; odore leggero, gradevole, sapore mite.

Habitat: cresce in estate e autunno prevalen- temente legato a Pinus a due aghi, ma anche sotto P. strobus e P. cembra, molto comune e abbondante.

Commestibilità: commestibile, si devono consumare solo giovani esemplari previa l’as- portazione della cuticola.

Spore: lisce, ellissoidali, fusiformi, 8-11,5 ×3,1-4,5 µm, brune in massa.

Basidi: clavati, tetrasporici, senza giunti a fibbia, 18,5-30 × 5,5-6,5 µm.

Cistidi: fusiformi, lageniformi, clavati, fasci- colati, con pigmento brunastro, 35-65 × 8,5-11,5 µm.

Pileipellis: è formata da ife cilindriche, gelifi- cate formante un tricoderma, per poi diventare una cutis d’ife ± intrecciate.

Osservazioni: si tratta di una specie indubbiamente molto diffusa e raccolta, conosciuta con il nome volgare di: “pinarolo” in Italia, “bolet granulé” in Francia, “boleto granulado” in Spagna.

È un fungo di facile riconoscimento se si presta attenzione ad alcuni caratteri peculiari: le granulazioni, piuttosto fitte, presenti sul gambo, i pori che secernano goccioline opalescenti nei funghi giovani, la superficie del cappello priva di fibrille e il micelio basale bianco.

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Cuticola giallo ocra o marrone-bruno, liscia, vischiosa e completamente asportabile © Giuseppe Mazza

Si può confondere con: Suillus collinitus (Fries) Kuntze, che però ha il cappello di colore più scuro bruno carico, presenta, sulla cuticola del cappello, delle fibrille radiali scure e il micelio basale rosa; Suillus bellinii (Inzenga) Watling, che però ha una cuticola più chiara quasi biancastra, specie nei funghi giovani, i tubuli leggermente decorrenti sul gambo; Suillus mediterraneensis (Jacquetant & Blum) Redeuilh, che però ha la cuticola con fini fibrille innate e il colore, che a maturità, è bruno-ocraceo-olivastro, la carne più marcata- mente giallastra e l’habitat prevalentemente sotto Pinus halepensis.

Basionimo: Boletus granulatus Linnaeus (1753).

Sinonimi: Agaricus granulatus (Linnaeus) Lamarck (1783); Rostkovites granulatus (Linnaeus) P. Karsten (1881); Ixocomus granulatus (Linnaeus) Quélet (1888).

 

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