Syzygium lineatum

Famiglia : Myrtaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nelle foreste, spesso paludose, del Sud-Est asiatico, il Syzygium lineatum raggiunge i 30 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Cambogia, Cina (Guangxi), Filippine, Giava, Laos, Malaysia, Myanmar, Piccole Isole della Sonda, Singapore, Sumatra, Thailandia e Vietnam dove vive nelle foreste umide, spesso in aree paludose e in prossimità di corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “σύν” (syn) = insieme e “ζύγον” (zygon) = giogo, con riferimento ai petali uniti in alcune specie; il nome della specie è l’aggettivo latino “lineatus, a, um” = provvisto di linee, con riferimento alle numerose venature secondarie della foglia.

Nomi comuni: common kelat (inglese); galam, obah (Borneo); pring, pring chan, pring phnom (Cambogia); lagi-lagi, lubeg (Filippine); gelam, ki sireum, nagasari (Giava); kayu udang (Indonesia); kayu kelat, kelat puteh, sekujah (Malaysia); daeng song plucak, khi tai, phung kha (Thailandia); trâm ba vỏ, trâm hang, trâm khế (Vietnam).

Il Syzygium lineatum (DC.) Merr. & L.M.Perry (1938) è un arbusto o albero sempreverde alto fino a 30 m nei vecchi esemplari in natura, ma che solitamente si mantiene molto più basso, con chioma densa e tronco eretto, fino a 50 cm di diametro, dalla corteccia grigiastra, che tende a sfaldarsi con l’età, ricca in tannini; in zone paludose o frequentemente sommerse a volte produce alla base radici a trampolo (fulcranti) per il sostegno del fusto. Le foglie, su un picciolo lungo circa 1 cm, sono opposte, semplici, lunghe 6-12 cm e larghe 2,5-4,5 cm, con apice da acuminato a caudato e margine intero, piuttosto coriacee, con numerose venature secondarie, parallele e distanziate di 1-2 mm, più visibili nella pagina inferiore.

Le infiorescenze sono cime terminali o ascellari erette, lunghe 4-12 cm, portanti numerosi fiori bisessuali bianchi o bianco-rosati, odorosi, ricchi di nettare, con ipanzio (involucro che in alcune specie circonda l’ovario infero o semi-infero) obconico, lungo circa 6 mm, calice con 4 lobi semicircolari, lunghi 2 mm e larghi 3 mm, persistenti in frutto, 4 petali ovati precocemente caduchi, lunghi e larghi 3-4 mm, numerosi stami bianchi lunghi 0,6-1 cm e stilo lungo circa 1 cm. I frutti sono bacche da globose a ellissoidi, di 1-1,4 cm di lunghezza e 1 cm di diametro, inizialmente di colore verde, poi bianco e infine rossastro a maturità, carnose, eduli, contenenti un solo seme.

Si riproduce per seme, che deve essere messo a dimora appena possibile avendo una breve durata di germinabilità, e per talea e margotta.

Specie diffusa in natura e frequentemente coltivata nelle aree di origine, in parchi e giardini e nelle alberature stradali, per la densa chioma e la copiosa profumata fioritura da dicembre a giugno, e, in misura minore, per i frutti. Richiede pieno sole e si adatta a diversi tipi di suolo, anche povero, da sabbioso a pesante, e sopporta i ristagni idrici e gli aerosol marini.

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Coltivata ai tropici per la densa chioma che ombreggia strade e giardini, ha infiorescenze profumate, ricche di nettare, piccoli frutti eduli, buon legno e virtù medicinali © Giuseppe Mazza

I frutti, dal sapore acidulo, sono localmente consumati crudi o utilizzati per succhi, confetture e bevande alcoliche. Il legno, di colore bianco giallastro, resistente e di lunga durata, è utilizzato nella costruzione delle abitazioni, per oggetti di uso comune e come combustibile. Studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza nelle foglie e nei frutti di flavonoidi, tannini e saponine, composti che hanno un ruolo importante in campo farmacologico, suscettibili di ulteriore approfondimento.

Sinonimi: Myrtus lineata Blume (1826); Jambosa lineata DC. (1828); Syzygium longiflorum C.Presl (1845); Clavimyrtus latifolia Blume (1850); Clavimyrtus lineata (DC.) Blume (1850); Clavimyrtus symphytocarpa Blume (1850); Jambosa latifolia (Blume) Miq. (1855); Jambosa rubricaule Miq. (1855); Jambosa symphytocarpa (Blume) Korth. ex Miq. (1855); Syzygium zippelianum Miq. (1855); Jambosa teysmannii Miq. (1861); Eugenia lineata (DC.) Duthie (1878); Eugenia rubricaulis (Miq.) Duthie (1878); Eugenia longiflora (C.Presl) Fern.-Vill. (1880); Eugenia teysmannii (Miq.) Koord. & Valeton (1900); Eugenia zippeliana (Miq.) Koord. & Valeton (1900); Eugenia marivelesensis Merr. (1906); Eugenia miquelii Elmer (1912); Eugenia longicalyx Ridl. (1930); Syzygium longicalyx (Ridl.) Masam. (1942); Syzygium teysmannii (Miq.) Masam. (1942).

 

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