Syzygium paniculatum

Famiglia : Myrtaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Syzygium paniculatum viene dall’Australia. Frutti commestibili e decorativi © Mazza

La specie è originaria dell’Australia (New South Wales), dove cresce su suoli prevalentemente sabbiosi, in limitato numero di esemplari, nelle foreste pluviali costiere subtropicali.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “sys” = insieme e “zygon” = giogo, con riferimento ai petali uniti in alcune specie; il nome specifico latino “paniculatum” = a pannocchia, fa riferimento al tipo di infiorescenza.

Nomi comuni: australian brush-cherry, brush cherry, australian water-pear, magenta cherry, magenta lilly pilly, scrub cherry (inglese); jambinho, jambinho-roxo, jambinho-rosa, jambo-da-Austrália (portoghese); cereza magenta (spagnolo); kirschmyrte (tedesco).

Il Syzygium paniculatum Gaertn. (1788) è un albero sempreverde alto fino a circa 15 m, anche se in coltivazione non supera solitamente 8-10 m, con portamento eretto e una fitta chioma.

Le foglie sono semplici, opposte, da ellittiche a obovate con apice appuntito, lunghe 3-10 cm e larghe 1,5-3 cm, di colore verde scuro lucido superiormente, più chiaro inferiormente; le foglie giovani sono di colore rosso-bronzo.

Presenta infiorescenze terminali cimose o a pannocchia con fiori dai petali bianco crema, lunghi circa 5 mm, e numerosi stami bianchi, lunghi 8-15 mm, che sono la parte più appariscente del fiore.

I frutti sono bacche carnose globose od ovoidi, di 2-2,5 cm di diametro, di colore magenta, rosso o porpora, raramente bianco, dal sapore leggermente acidulo, contenenti un solo seme, solitamente poliembrionico.

Si riproduce per talea di ramo dell’anno e per seme, che deve essere messo a dimora prima possibile, avendo una bassa durata di germinabilità, in substrato con 50% di sabbia grossolana o agriperlite, mantenuto umido, ad una temperatura di 20-22 °C; la germinazione è solitamente lenta.

Specie coltivabile in pieno sole o parziale ombra nelle zone a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, dove può resistere, indenne, fino a circa -3 °C, e con perdita del fogliame e dei rami giovani fino a -5 °C per brevissimo periodo.

Non è particolarmente esigente in fatto di suolo e può resistere a periodi di secco, anche se preferisce terreni sabbiosi, drenanti, con umidità pressoché costante.

Più che per i suoi frutti, che vengono consumati freschi o utilizzati per confezionare marmellate, è impiegata a scopi ornamentali, come esemplare isolato o in gruppo, per alberature stradali e per barriere e bordure formali e informali, per la bellezza del fogliame e per la sua adattabilità ad essere potata in varie forme, e per questo impiegata anche nell’arte topiaria; esistono inoltre varietà a portamento nano ed a foglie variegate. Spesso è utilizzata in vaso, variamente sagomata, per la decorazione di patii e terrazze.

Sinonimi: Eugenia paniculata (Gaertn.) Britten (1899); Eugenia rheedioides Standl. & Steyerm. (1944).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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