Tabernaemontana divaricata

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’Arunachal Pradesh, Assam, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina (Chongqing, Guizhou, Hubei, Sichuan e Yunnan), Darjiling, Himachal Pradesh, India, Jammu-Kashmir, Laos, Myanmar, Nepal, Sikkim, Thailandia, Uttaranchal e Vietnam dove vive nelle foreste umide fino a circa 1500 m di altitudine.

Il genere è dedicato al medico e botanico tedesco Jakob Theodor Müller von Bergzabern (ca 1520-1590), Tabernaemontanus è il nome latinizzato di Bergzabern; il nome specifico è il participio perfetto del verbo latino “divarico” = divaricare, divergere, con riferimento ai rami.

Nomi comuni: butterfly gardenia, crape gardenia, crape jasmine, crepe jasmine, east Indian rose-bay, paper gardenia, pinwheel flower (inglese); tagar (bengali); gou ya hua (cinese); candni, tagar (hindi); kottubale, nandi battalu (kannada); nantyarvattam (malayalam); ananta (marathi); nandivrksah (sanscrito); rosa de hielo (spagnolo); atukkunatyarvattai (tamil); gandhitagarapu (telugu).

La Tabernaemontana divaricata (L.) R.Br. ex Roem. & Schult. (1819) è un arbusto o piccolo albero sempreverde, alto fino a circa 4 m, con ramificazioni dicotomiche e linfa lattiginosa. Le foglie, su un picciolo lungo 0,4-1 cm, sono opposte, semplici, oblungo-lanceolate con apice lungamente appuntito e margine intero lievemente ondulato, lunghe 7-15 cm e larghe 2-4 cm, di colore verde intenso e lucide superiormente, opache inferiormente e nervature prominenti. Le infiorescenze, all’ascella delle biforcazioni superiori dei rami, sono cime portanti 2-10 fiori di 3-5 cm di diametro che profumano nelle ore notturne. Calice con sepali ovati, corolla ipocrateriforme (con lobi distesi perpendicolari a un tubo lungo e sottile) con tubo verdastro lungo 1,5-2,5 cm, lobi oblungo-ovati, lunghi 1,5-2,5 cm e larghi circa 1 cm, di colore bianco con centro giallo, cerosi. I frutti sono follicoli in coppia oblunghi con un prolungamento appuntito ricurvo, di 4-7 cm di lunghezza e 0,8-1,5 cm di diametro, contenenti numerosi semi ricoperti da un arillo rosso.

Si riproduce per seme, preventivamente immerso in acqua per due giorni, in terriccio organico drenante mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C, con tempi di germinazione di 1-2 mesi; si propaga anche per talea con calore di fondo in primavera.

Per il lussureggiante fogliame e la fioritura pressoché continua dal gradevole profumo nelle ore serali, la Tabernaemontana divaricata è ampiamente coltivata nei giardini delle zone a clima tropicale e subtropicale e marginalmente in quelle temperato-calde, dove può resistere senza danni a temperature intorno a -2 °C per tempi brevissimi, valori di poco inferiori possono distruggere la parte aerea, ma con ricrescita dalla base in primavera. Oltre alla specie sono molto apprezzate le varietà a fiore semidoppio e doppio, tra cui una delle più diffuse è la ‘Flore Pleno’.

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Originaria delle regioni tropicali dell’Asia sud-orientale, la Tabernaemontana divaricata è un sempreverde di circa 4 m, con ramificazioni dicotomiche e linfa lattiginosa. Fiori di 3-5 cm di diametro. Profumano di notte, riuniti in ricche infiorescenze all’ascella delle biforcazioni superiori dei rami. Tutte le parti della pianta sono tossiche. In passato il lattice veniva utilizzato per avvelenare le frecce. Tradizionali virtù medicinali di radici, foglie, fiori e lattice al vaglio della farmacopea ufficiale © Giuseppe Mazza

Richiede una esposizione in pieno sole o leggera ombreggiatura e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, ma preferisce quelli ricchi, drenanti, acidi o neutri, mantenuti pressoché costantemente umidi, anche se ben radicata può resistere a brevi periodi di siccità. Utilizzabile in piena terra come esemplare isolato, allevato a cespuglio o ad albero con opportune potature, o per formare siepi e barriere di confine. Ottimo soggetto da coltivare in vaso per la decorazione di spazi aperti, dove il clima lo consente, o serre ed interni particolarmente luminosi, con temperature minime preferibilmente superiori a 14 °C, utilizzando un terriccio drenante ricco di sostanza organica, con innaffiature regolari, ma senza ristagni, durante il periodo vegetativo, più diradate in inverno, lasciando parzialmente asciugare prima di ridare acqua. Concimazioni mensili, dalla primavera ad inizio autunno, con prodotti bilanciati con microelementi sottoforma di chelati, a metà dose di quella suggerita sulla confezione.

Tutte le parti della pianta sono tossiche per l’abbondante presenza di alcaloidi indolici, in passato il lattice veniva utilizzato per avvelenare le frecce. Radici, foglie, fiori e lattice sono utilizzati da tempi remoti nella medicina tradizionale, in particolare in quella in indiana, per diverse patologie; i numerosi composti bioattivi presenti sono considerati di potenziale interesse per la farmacopea ufficiale e oggetto di studi.

Sinonimi: Nerium divaricatum L. (1753); Jasminum zeylanicum Burm.f. (1768); Nyctanthes acuminata Burm.f. (1768); Nerium coronarium Jacq. (1787); Tabernaemontana discolor Sw. (1788); Vinca alba Noronha (1790); Tabernaemontana coronaria (Jacq.) Willd. (1809); Tabernaemontana citrifolia Lunan (1814); Tabernaemontana recurva Roxb. (1814); Reichardia grandiflora Dennst. (1818); Reichardia jasminoides Dennst. (1818); Tabernaemontana indica Willd. ex Roem. & Schult. (1819); Tabernaemontana gratissima Lindl. (1827); Tabernaemontana recurva Roxb. ex Lindl. (1827); Tabernaemontana coronaria var. plena Roxb. ex Voigt (1845); Tabernaemontana lurida Van Heurck & Müll.Arg. (1871); Taberna discolor (Sw.) Miers (1878); Kopsia cochinchinensis Kuntze (1891); Ervatamia coronaria (Jacq.) Stapf (1902); Ervatamia recurva (Roxb. ex Lindl.) Lace (1913); Ervatamia divaricata (L.) Burkill (1925); Tabernaemontana siamensis Warb. ex Pit. (1933); Testudipes recurva (Roxb. ex Lindl.) Markgr. (1935); Ervatamia siamensis (Warb. ex Pit.) Kerr (1939); Ervatamia flabelliformis Tsiang (1963); Tabernaemontana flabelliformis (Tsiang) P.T.Li (1986); Ervatamia divaricata var. plena (Roxb. ex Voigt) M.R.Almeida (2001).

 

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