Tacca chantrieri

Famiglia : Dioscoreaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’inquietante infiorescenza della Tacca chantrieri con 4 grandi brattee involucrali e numerose filiformi © G. Mazza

La specie è originaria dell’Assam, Bangladesh, Cambogia, Cina (Anhui, Chongqing, Fujian, Guangdong, Guangxi, Guizhou, Hainan, Henan, Hong Kong, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, Kin-Men, Macao, Ma-tsu-Pai-chúan, Shanghai, Sichuan, Zhejiang, Tibet e Yunnan), Laos, Malaysia Peninsulare, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam, dove vive nelle foreste umide lungo i corsi d’acqua, spesso su materiale organico decomposto, fino a circa 1300 m di altitudine.

Il nome del genere deriva da quello indonesiano “taka laoet” della Tacca leontopetaloides; la specie è dedicata ai fratelli Chantrier, orticoltori francesi del XIX secolo.

Nomi comuni: bat flower, bat head lily, bat plant, black bat flower, cat’s whiskers, devil flower, voodoo flower (inglese); jian gen, shu (cinese); plante chauve-souris, fleur du diable (francese); fiore pipistrello (italiano); flor-morcego, flor negra, morcego-negro (portoghese – Brasile); flor del diablo, bigotes de gato, flor murciélago (spagnolo); fledermausblume, fledermauslilie, teufelsblume (tedesco).

La Tacca chantrieri André (1901) è una specie erbacea rizomatosa sempreverde, alta solitamente 60-80 cm, con rizoma pressoché cilindrico, verticale, fino a 10 cm di lunghezza e 2 cm di dimetro, foglie basali semplici, su un picciolo lungo 10-30 cm, oblungo-ellittiche con apice appuntito e margine intero, di 20-50 cm di lunghezza e 7-25 cm di larghezza, corrugate, di colore verde oliva lucido superiormente, leggermente più pallido inferiormente.

Infiorescenza ad ombrella, su uno scapo floreale lungo 20-60 cm, con 5-20 fiori sottesi da 4 brattee involucrali, due esterne ovato-lanceolate, lunghe fino a 9 cm e larghe 4 cm, e due interne ovate con margine ondulato, lunghe fino a 10 cm e larghe 5-9 cm, di colore porpora nerastro, accompagnate da numerose bratteole filiformi, lunghe fino a 20-25 cm. Fiori ermafroditi di circa 3 cm di diametro, su un pedicello di colore porpora nerastro lungo 2-4 cm, con perianzio a 6 lobi ovati o pressoché triangolari con apice appuntito, lunghi fino a circa 1 cm, di colore bruno porpora, e 6 stami. I frutti sono bacche di colore bruno porpora, lunghe 3-4 cm, contenenti numerosi semi reniformi, lunghi circa 0,4 cm, immersi in una polpa appiccicosa.

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Rizomatosa, sempreverde, raggiunge 80 cm d’altezza lungo i corsi d’acqua nelle umide foreste ricche di materiale organico decomposto del Sud-est asiatico. Impieghi nella medicina tradizionale cinese per varie patologie © Mazza

Si riproduce per seme quanto più fresco possibile, preventivamente tenuto in acqua tiepida per due giorni, in terriccio organico aerato e drenante mantenuto umido a una temperatura costante di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili, fino a 9 mesi, e per divisione in primavera.

Specie dalle infiorescenze tra le più insolite e particolari del mondo vegetale, coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido in posizione ombreggiata, intorno al 70%, e al riparo dai venti. Richiede suoli ricchi di sostanza organica leggeri, porosi, ben drenati, leggermente acidi o neutri e mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni, utilizzabile come copri suolo o per bordure.

Altrove va coltivata in vaso per potere essere riparata nei mesi invernali in ambiente anche non particolarmente luminoso, utilizzando un terriccio organico perfettamente drenante che può essere costituito da 40% di frammenti di corteccia di pino (bark) di media pezzatura, 40% di terriccio torboso e 20% di agriperlite o sabbia silicea grossolana, con temperature invernali diurne di 18-22 °C e minime non inferiori a 15 °C, costante leggera ventilazione, ma evitando le correnti d’aria, ed elevata umidità atmosferica, 60-70%, non facile da mantenere in appartamento. Per aumentare l’umidità si può porre il vaso su un vassoio con ciottoli o granuli di argilla espansa mantenuti costantemente bagnati e nebulizzare frequentemente con acqua a temperatura ambiente non calcarea, per evitare antiestetiche macchie sulle foglie. Le innaffiature devono essere regolari ed abbondanti in estate, ma evitando accuratamente i ristagni, causa di facili marciumi, più diradate in inverno, lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, e le concimazioni, in primavera-estate, effettuate con prodotti bilanciati idrosolubili per acidofile con microelementi a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione. I rinvasi vanno effettuati in primavera alla ripresa vegetativa. I rizomi sono utilizzati nella medicina tradizionale cinese per varie patologie.

Sinonimi: Tacca macrantha H.Limpr. (1902); Tacca lancifolia var. breviscapa Ostenf. (1904); Tacca minor Ridl. (1907); Tacca vespertilio Ridl. (1907); Clerodendrum esquirolii H.Lév. (1912); Tacca garrettii Craib (1912); Schizocapsa breviscapa (Ostenf.) H.Limpr. (1928); Tacca paxiana H.Limpr. (1928); Tacca roxburghii H.Limpr. (1928); Tacca wilsonii H.Limpr. (1935); Tacca esquirolii (H.Lév.) Rehder (1936); Schizocapsa itagakii Yamam. (1942).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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