Terathopius ecaudatus

Famiglia : Accipitridae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Aquila atipica, il Terathopius ecaudatus vive in molte regioni africane e nella parte meridionale della penisola arabica © Giuseppe Mazza

Il Falco giocoliere ( Terathopius ecaudatus - Daudin, 1800 ) appartiene al grande ordine degli Accipitriformes ed alla famiglia degli Accipitridae. Insieme alla curiosa Aquila crestata (Lophaetus occipitalis), viene considerata una delle due aquile atipiche dell’Africa.

Osservando il falco giocoliere mentre vola si hanno immediatamente due diverse reazioni, la prima che non sia un uccello a volare ma un aquilone o qualche manufatto od ancora, realizzato che è un volatile, un animale menomato che ha perso accidentalmente la coda o parte del suo apparato aviario. La seconda, che non possa restare in volo per molto e che stia per cadere da un momento all’altro.

Vederlo volare dà realmente l’im- pressione che abbia grosse difficoltà a librarsi ed è questo il motivo presumibile per il quale chi l’ha visto per la prima volta, gli ha appiccicato questo nomignolo.

Giocoliere appunto perché questo uccello muove le ali così strana- mente, battendo solo la punta estrema ed a volte alternandole, che sembra giocare ed al tempo stesso tentare di restare in equilibrio precario su queste ali che risultano sproporzionate nella silhouette, proprio per la mancanza quasi assoluta della coda. Come per noi umani quando si cerca di restare in equilibrio su un filo teso.

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E’ detto falco giocoliere per lo strano modo di volare, quasi fosse in equilibrio precario come un funambolo © Gianfranco Colombo

Dal suo disegno alare questo uccello risulta assolutamente inconfondibile ed indimenticabile al tempo stesso.

Tuttavia questo uccello ha un volo possente ed instancabile tale da permettergli di rimanere in volo per oltre tre quarti del tempo a disposizione. Lo si vede percorrere a forte velocità e con un volo rettilineo a poca distanza dal suolo, il suo vastissimo territorio di caccia alla ricerca di prede, percorrendo nel suo andarivieni anche molte centinaia di chilometri al giorno.

La sua denominazione volgare è stata ripresa dal francese bateleur che appunto significa saltimbanco, artista di strada o giocoliere appunto per le motivazioni sopra addotte.

Altre nazioni hanno copiato pedissequamente questo termine: in inglese - Bateleur, in olandese - Bateleur, in francese - Bateleur de savane, in spagnolo - Aquila volatinera, in portoghese - Aguia bailarina.

Il binomio scientifico ha per il genere Terathopius una derivazione dal greco “teras, teratos” = meraviglia, sorpresa improvvisa, mentre la specie ecaudatus vuole appunto dire in latino senza coda.

Questo rapace è l’unico appartenente al genere Terathopius.

Come è d’abitudine in diverse nazioni africane, che adottano come emblema nazionale animali rappresentativi delle loro regioni, questo uccello è stato scelto dallo Zimbabwe e stilizzato, impresso sulla loro bandiera.

Quello che nell’antico “regno dello Zimbabwe” era stato chiamato “l’Uccello dello Zimbabwe”, di cui alcune rappresentazioni in pietra sono state ritrovate nei siti archeologici locali, venne al tempo di Cecil Rhodes dapprima scelto quale emblema della Rhodesia del Nord e successivamente passato all’odierno Zimbabwe.

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I giovani si riconosco a prima vista per la mancanza della cera rossa e dell’ampia fascia bianca © Gianfranco Colombo

Zoogeografia

Questo rapace è specie prettamente africana anche se alcuni esemplari sono presenti nelle estreme aree meridionali della penisola arabica.

Vive in un vastissimo territorio che va dal Sahel subsahariano fino a lambire il Sud Africa ma manca nella zona equatoriale occidentale del continente, in particolare nel bacino del fiume Congo. Essendo un rapace che rifugge le zone fortemente alberate e con scarsa visibilità, inadatte per uccelli che fanno della ricognizione aerea la loro principale attività, evita appunto le foreste ed ogni area coperta.

E’ considerata specie residente anche se i giovani nei primi anni di vita, effettuano spostamenti anche a largo raggio, presumibilmente alla ricerca di nuovi territori.

Ecologia-Habitat

Il falco giocoliere vive particolarmente in aree pre- desertiche e estese savane anche in prossimità delle coste. Sorvola frequentemente i bordi delle foreste senza mai addentrarsi e può vivere sugli altipiani erbosi fino ai 4000 metri di altitudine anche se la quota ideale è situata al di sotto dei 2000 m.

Pur nutrendosi a volte di animali morti, le sue prede preferite sono uccelli terrestri che sorprende dall’alto durante le sue ricognizioni aeree e sulle quali si avventa in rapide spirali discendenti. Le ganghe, le grandule e le sirratte ( genere Pterocles ) sono tra le sue prede preferite ma si nutre anche di tortore e colombi nonché di rettili e piccoli mammiferi. Casualmente assale anche animali in difficoltà o feriti.

Come tutti i rapaci anche il giocoliere è soggetto a caccia di frodo ed alla cattura per commercio illegale, inoltre è anch’esso colpito dall’uso dei bocconi avvelenati sparsi dagli agricoltori per la lotta ai roditori nocivi.

All’inizio del secolo scorso questo uccello veniva additato erroneamente come il principale colpevole del prelievo di animali ed uccelli dagli allevamenti e pertanto eliminato con assoluta facilità dagli agricoltori locali. E’ un uccello non raro e ben diffuso nel suo areale, ma il continuo decremento che sta colpendo nel complesso tutte le popolazioni di rapaci, ha indotto le autorità ad inserire questa aquila tra le specie sotto attenta osservazione.

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Un adulto col piccolo. Il nido, posto generalmente sulla cima di alberi spinosi e inaccessibili, contiene un solo uovo © Gianfranco Colombo

Morfofisiologia

Il falco giocoliere è un rapace di discrete dimensioni e può raggiungere i 75 cm di lunghezza, un’apertura alare di oltre 170 cm ed un peso oltre i 2 kg.

Ha una livrea alquanto variegata nei colori avendo il corpo quasi totalmente nero, con il dorso color ruggine e con copritrici alari grigio marroni attraver- sate da una ampia fascia bianca che risulta ben evidente quando è in volo.

Ha inoltre una cera rosso brillante ben visibile sia da lontano sia quando vola ed un becco rosso giallastro con punta nera. La coda, cortissima, è anch’essa nera e dispiegata in volo. Ha una lunghezza così ridotta da corrispondere alla larghezza dell’ala. Le zampe sono anch’esse rossastre.

Durante il volo le ali, alquanto ampie in larghezza e fortemente arrotondate nella frangia inferiore, evidenziano penne primarie notevolmente più lunghe del normale ed addirittura nelle prime quattro si rileva una lunghezza doppia delle successive. Una funzionalità aerea necessaria per mantenere un corretto equilibrio nel suo volo. La femmina è pressoché simile al maschio anche se tendenzialmente più grigia nelle parti solitamente nere mentre i giovani sono totalmente marroni con cera facciale verdastra.

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La crescita è lenta e occorrono circa 8 anni per portare con orgoglio la variopinta livrea adulta © Giuseppe Mazza

Biologia riproduttiva

Questi uccelli sono monogami e nidificano su alti alberi generalmente spinosi ed inaccessibili, dove ammassano sterpi e rametti secchi fino a creare una larga piattaforma appiattita.

Sono uccelli alquanto silenziosi ma durante la difesa del territorio e nel periodo nuziale emettono degli strilli e dei suoni gutturali abbastanza acuti.

Sono molto abitudinari e spesso riusano lo stesso nido per diversi anni, ammas- sando in continuazione nuovo materiale.

Nidificano praticamente tutto l’anno in conformità con le condizioni climatiche delle varie aree occupate.

Depongono un solo uovo di colore biancastro con picchiettature color ocra, che viene covato dalla femmina per circa 6 settimane.

Il maschio provvede a rifornire di cibo la femmina durante la cova e unitamente al piccolo nelle prime settimane di vita. Il giovane rimane nel nido per oltre 4 mesi. Come nelle vere aquile, questi uccelli sono alquanto lenti nella crescita e raggiungono la maturità sessuale e la livrea da adulto verso gli 8 anni di età.

Sinonimi

Falco ecaudatus - Daudin, 1800.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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