Testudo hermanni

Famiglia : Testudinidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Ormai rara, la Testudo hermanni è una specie protetta © Giuseppe Mazza

La Tartaruga di terra o Testuggine di Hermann ( Testudo hermanni - Gmelin, 1789 ), una delle più note tartarughe ai profani e agli allevatori di testuggini, è un membro del gruppo degli Anapsidi ( Anapsida , vedi scheda Chelonia per il relativo significato ), afferente alla classe dei Rettili ( Reptilia ), ordine dei Cheloni ( Chelonia ), famiglia delle Testudini ( Testudinidae ), genere Testudo .

La IUCN considera oggi lo status di questa specie di testuggine, come del resto anche una razza o sottospecie, la Testudo hermanni hermanni, come rare.

Per cui la CITES, come la stessa IUCN, hanno dichiarato tale rettile “specie protetta”, per la bassa densità di popolazione che ha raggiunto progressivamente nel tempo, a partire dagli anni ’80. Le catture da parte dei collezionisti, come animale da giardino, le uccisioni per uso alimentare ( comprese le uova ) e l’uso del carapace nell’ambito dell’oggettistica e bigiotteria femminile, hanno infatti portato la Testudo hermanni quasi all’estinzione.

Oggi le minacce più serie, che ancora mettono in pericolo le popolazioni residue, sono rappre- sentate dagli incendi, con la conseguente distruzione dell’habitat, ed il traffico elevato sulle strade.

Zoogeografia

La testuggine di Hermann è presente in tutta l’Europa meridionale, compresa l’Italia, la Francia e la Spagna.

Ecologia-Habitat

Ama frequentare zone tipiche della Macchia Mediterranea, cioè ricche in vegetazione a portamento arbustivo, localizzandosi quindi più nella “Macchia bassa”, di questo biotopo, piuttosto che nella “Macchia alta”.

Frequenta anche aree a dune sabbiose e pascoli.

E’ un animale specificamente ad attività diurna, mentre la notte tende a riposare, se non disturbato.

Si nutre principalmente di vegetali: piante di vario tipo, preferenzialmente a foglia, ma ama anche nutrirsi di succulente e cactacee, da cui ricava l’acqua necessaria; raramente integra la dieta con chiocciole e lombrichi.

Morfofisiologia

La testuggine di Hermann ha un carapace che va dal bruno-giallognolo al marrone scuro, con macchie chiare, che diventano sempre più sovrapposte da pigmenti scuri, man mano che l’animale invecchia; questo sia nel maschio che nella femmina.

Spesso la Testudo hermanni viene confusa con la Testuggine greca ( Testudo graeca ), il cui nome scientifico deriva dal motivo disegnato sugli scudi del carapace, che richiama quello a chiave greca dei mosaici.

Ma la testuggine di Hermann, rispetto quella greca, ha un carapace che è più a forma di cupola; gli stessi scudi del carapace, presentano tale conformazione.

Maschio e femmina della testuggine di Hermann, presentano differenze, non solo nella lunghezza della coda, che è maggiore nel maschio e più larga alla base, rispetto quella della femmina, ma anche per una maggior densità di macchie nere nel piastrone del maschio, rispetto quello della femmina che è inoltre anche più piatto; i maschi poi, sono più piccoli delle femmine.

Entrambe le code, sia della femmina ( più corta ), che del maschio ( più lunga e larga ), terminano con un piccolo sperone, mentre, a livello inguinale, sia maschio che femmina non presentano tale struttura, a sua volta invece presente nella Testudo graeca.

Quest’ultima differenza morfologica, associata sia alla forma del carapace, come detto prima e anche ai caratteristici scudi soprastanti la coda, sia nel sesso femminile, che maschile della Testudo hermanni, sono i caratteri che distinguono le due specie.

Entrambi i sessi, hanno zampe anteriori con unghie lunghe per scavare e zampe posteriori a clava, con unghie corte per camminare.

Le dimensioni, per la testuggine di Hermann, vanno da 15 a 20 cm; generalmente i maschi misurano 15-17 cm, le femmine arrivano a 20 cm.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Verso novembre o dicembre a seconda della latitudine, iniziano ad interrarsi o a ripararsi in luoghi protetti e cadono in “letargo”; questo per entrambi i sessi.

L’ingresso in questo stato fisiologico, che dura mediamente 3 mesi, cesserà verso la primavera, periodo nel quale la temperatura ambientale diviene più conveniente per un animale che essendo un rettile, quindi ectotermo o pecilotermo o euritermo, non sopporta le temperature rigide.

L’ingresso in letargo è preceduto, verso l’autunno inoltrato, da una fase nella quale la testuggine diviene più apatica, smette di nutrirsi, svuotando completamente l’intestino, per poi interrarsi anche fino a 20 cm di profondità.

Il corteggiamento da parte del maschio, con un rituale che prevede inseguimenti, morsi e colpi sul carapace della compagna, avviene dopo il risveglio dal letargo. Il maschio, monterà sul carapace della femmina innescando la copula mediante l’ingresso del pene, nella cloaca femminile.

Le femmine di Testudo hermanni, possono arrivare a conservare lo sperma del maschio, in una struttura chiamata spermateca presente nell’ovidutto, anche per 3-4 anni, se le condizioni ambientali, come la disponibilità di cibo e acqua, non sono favorevoli; la riproduzione, essendo specie gonocoriche, è sempre di tipo anfigonico o anfimittico/amfimittico, cioè come risultato della fecondazione di una ovocellula ad opera di uno spermio.

La specie è ovipara, la femmina deporrà da 2 a 10 uova cleidoiche di colore bianco sporco, anche fino a quattro volte per anno, da maggio a luglio.

Le uova interrate in una buca, scavata dalla madre, hanno un tempo d’incubazione di 2-3 mesi circa, ed il sesso dei nascituri varia in relazione alla temperatura ambientale.

A temperature d’incubazione, inferiori ai 31,5 °C nascono principalmente maschi, a temperature superiori nascono essenzialmente femmine.

La maturità sessuale viene raggiunta intorno al decimo, undicesimo anno di vita, e possono vivere anche più di cento anni!

Sinonimi

Agrionemys hermanni

Eurotestudo hermanni

Protestudo hermanni

Testudo hercegovinensis

 

→ Per nozioni generali sui Chelonia vedere qui

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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