Thalia dealbata

Famiglia : Marantaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria degli U.S.A. centro-orientali (Alabama, Arkansas, Georgia, Illinois, Louisiana, Mississippi, Missouri, Oklahoma, South Carolina e Texas) dove vive in zone paludose e ai margini di stagni e corsi d’acqua.

Il genere è dedicato al medico e naturalista tedesco Johannes Thal (1542-1583), considerato il pioniere della botanica in Germania; il nome della specie è l’aggettivo latino “dealbatus, a, um” = imbiancato, con riferimento alla patina cerosa che ricopre la foglia.

Nomi comuni: powdery thalia, hardy canna, mealy thalia, powdery alligator-flag, water canna (inglese).

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Rizomatosa acquatica o semiacquatica degli U.S.A. centro-orientali, la Thalia dealbata è l’unica marantacea non confinata nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo © Giuseppe Mazza

La Thalia dealbata Fraser (1794) è una specie erbacea perenne rizomatosa, acquatica o semiacquatica, acaule, sempreverde o decidua nei climi più freddi, che forma velocemente densi cespi. Le foglie, su piccioli lunghi 30-90 cm inguainanti alla base a formare un falso fusto, sono alterne, distiche, semplici, da oblungo-ovate a oblungo-lanceolate con apice acuminato e margine intero, lunghe 20-55 cm e larghe 8-20 cm, di colore verde e ricoperte inferiormente da una patina cerosa bianco-bluastra. Infiorescenze terminali, su uno scapo eretto lungo 0,4-2,2 m, ramificate, lunghe 10-40 cm, con ramificazioni da corte ad allungate e arcuate con internodi zigzaganti, distanti tra loro 2-3 mm, provvisti di una coppia di brattee pressoché circolari, concave, di 0,8-1,5 cm di lunghezza, di colore rosso porpora e ricoperte da una patina cerosa biancastra, che sottendono una coppia di fiori. Fiori bisessuali, auto fecondanti, di circa 1,6 cm di lunghezza, di colore porpora scuro, con 3 sepali, lunghi 1-2 mm, 3 petali uniti alla base, lunghi 8-9 mm, 2 staminoidi parzialmente uniti, uno staminoide petaloide più lungo dei petali, uno stame fertile e stilo con stigma bilobato. Il frutto è una capsula da globosa a ovoide, di 1-1,2 cm di lunghezza, contenente un solo seme globoso bruno scuro di circa 0,8 cm di lunghezza.

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È molto apprezzata per la facilità di coltura e l’aspetto esotico dei fiori © Giuseppe Mazza

Si propaga solitamente e facilmente per divisione in primavera, utilizzando porzioni di rizoma lunghi 10-15 cm provvisti di diversi germogli, meno frequentemente per seme, preventivamente sottoposto a stratificazione a freddo per tre mesi, in terriccio organico mantenuto costantemente umido alla temperatura di 24-26 °C.

La specie è l’unica della famiglia delle Marantaceae originaria del Nord America e anche l’unica non confinata nelle regioni tropicali e subtropicali, frequentemente utilizzata per il suo aspetto esotico come ornamento di vasche e giardini in un’ampia varietà di climi, dal tropicale fino al continentale, dove i rizomi possono resistere in inverno se immersi in acqua a una profondità sufficientemente lontana dallo strato di ghiaccio sovrastante, 45-50 cm o più. Di facile coltivazione e rapida crescita, richiede una posizione in pieno sole, o al più leggermente ombreggiata, e riparata dal vento. I rizomi possono essere posti direttamente sul fondo della vasca, se provvisto di un opportuno strato di terra ricca di sostanza organica, preferibilmente da acida a neutra, o in capienti contenitori, con la terra ricoperta da un sottile strato di pietrisco per evitare che venga dilavata, soluzione preferibile in presenza di piccole vasche per poterne limitare e controllare il vigoroso sviluppo, sotto uno spessore d’acqua da qualche centimetro fino a 40-45 cm. Nei climi meno favorevoli la coltivazione in contenitore permette anche il riparo in ambiente protetto nei mesi invernali, consentendo una più sollecita ripresa vegetativa in primavera rispetto alle piante lasciate all’esterno. Oltre che in acqua può essere coltivata in piena terra, in aiuole e bordure, in terreni profondi mantenuti costantemente umidi, ad esclusione delle regioni dove il terreno può gelare fino alla profondità di impianto, a meno di non estrarre i rizomi in autunno e conservarli in sabbia umida fino alla primavera in ambiente fresco.

Sinonimi: Peronia stricta F.Delaroche (1812); Malacarya dealbata (Fraser) Raf. (1819); Maranta dealbata (Fraser) A.Dietr. (1831); Spirostalis biflora Raf. (1838); Spirostylis biflora Raf. (1838); Thalia barbata Small (1903).

 

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