Thelocactus bicolor

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Spine multicolori, appariscente fioritura e coltura facile © G. Mazza

La specie è originaria del Messico centrosettentrionale (stati di Chihuahua, Coahuila, Durango, Nuevo Leon, San Luis Potosi, Tamaulipas e Zacateca) e degli U.S.A. (Texas) dove cresce in aree semiaride (deserto di Chihuahua), in associazione con arbusti spinosi, su suoli calcarei generalmente pietrosi, tra 600 e 2000 m di altitudine.

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine greco “thelé” = capezzolo e Cactus, con riferimento ai tubercoli sulle costolature; il nome specifico è il termine latino “bicolor” = bicolore, con riferimento al colore a bande delle spine.

Nomi comuni: “glory of Texas”, “marathon basin thelocactus”, “Texas pride” (inglese); “biznaga-pezón bicolor”, “gloria de Texas” (spagnolo).

Il Thelocactus bicolor (Galeotti) Britton & Rose (1922), specie molto variabile a crescita piuttosto lenta, presenta un fusto singolo, raramente ramificato alla base, di forma ovoide o ovato cilindrico, di colore da verde a grigio-verde o verde-giallastro, alto 10-15 cm e diametro 5-10 cm, anche se vecchi esemplari in natura possono raggiungere i 26-28 cm di altezza e 16 cm di diametro.

Le costolature, in numero di 8-12, sono larghe e leggermente tubercolate, disposte a spirale specie negli esemplari più vecchi, con areole circolari lanose distanziate tra loro di 0,8-2 cm. Le areole sono dotate di 9-18 spine radiali di colore rosso, in varie gradazioni, e apice giallastro, lunghe fino a circa 3 cm, e 1- 4 spine centrali, dritte, lunghe 3-5 cm, dello stesso colore.

I fiori campanulati nascono all’apice dalle areole più recenti, sono lunghi e larghi 5-6 cm, con ovario e tubo floreale ricoperti di scaglie imbricate, sottili e membranose con margini fimbriati, i tepali esterni sono di colore rosa pallido con banda centrale rosa-verdastro, quelli interni rosa porpora, più intenso alla base a formare una macchia centrale ben distinta.

I frutti sono oblunghi, di 1-1,5 cm di lunghezza e 0,5-1 cm di diametro, di colore dal verde al rosso bruno, e ricoperti di scaglie fimbriate; i semi sono obovoidi, lunghi circa 2 mm, di colore nero. Si riproduce generalmente da seme dato che ramifica raramente.

L’estesa area di origine, la presenza ad altitudini molto diverse e l’intrinseca variabilità, hanno dato luogo a molte forme locali che sono state descritte nel tempo come varietà o sub specie, considerate ora da molti botanici dei sinonimi, ma su cui ancora non c’è pieno accordo.

Specie di facile coltivazione, probabilmente la più coltivata del genere, molto apprezzata per le numerose spine multicolori che quasi ne ricoprono la superficie e l’appariscente fioritura.

Va posizionata in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, su terricci particolarmente porosi e drenanti che possono essere costituiti da comune terra da giardino concimata, sabbia grossolana (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere in ugual misura. Benché sopporti, in terreno asciutto e per breve periodo, temperature di -7 °C, fino a -12 °C per alcune forme locali, è preferibile non esporla a temperature di molto inferiori a 0 °C, specie in presenza di umidità, pertanto, dove il clima non consente la coltivazione all’aperto in giardini “desertici”, va coltivata in vaso, con le stesse modalità prima indicate, per potere essere riparata in inverno.

In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno va tenuta asciutta a temperature preferibilmente tra +5 e +10 °C, questo periodo freddo e secco ne favorisce la fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Echinocactus bicolor Galeotti (1848); Echinocactus rhodophthalmus Hooker (1850); Echinocactus rhodophthalmus var. elliptica Hooker (1852); Echinocactus ellipticus Lemaire (1853); Echinocactus bicolor var. schottii Engelmann (1856); Echinocactus bolaensis Runge (1889); Echinocactus bicolor var. bolansis Schumann (1898); Echinocactus bicolor var. tricolor Schumann (1898); Echinocactus schottii Small (1903); Thelocactus schwarzii Backeb. (1950); Ferocactus bicolor (Galeotti ex Pfeiff.) N.P. Taylor (1979); Ferocactus bicolor var. bolaensis (Runge) N.P. Taylor (1979); Thelocactus bicolor subsp. schwarzii (Backeb.) N.P. Taylor (1998).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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