Thelocactus conothelos

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Fusto alto 30 cm, con 15 cm di diametro. Fiori diurni all’apice. Coltura facile © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Messico nordorientale (stati di Nuevo Leon, San Luis Potosi e Tamaulipas) dove cresce in aree semiaride (deserto di Chihuahua), in associazione con arbusti spinosi, su rocce o suoli pietrosi calcarei tra 600 e 1500 m di altitudine.

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine greco “thelé” = capezzolo e Cactus, con riferimento ai tubercoli sulle costolature; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “konos” = cono e “thelé” = capezzolo, con ovvio riferimento alla forma dei tubercoli.

Nomi comuni: “cactus orgulloso” (spagnolo- Messico).

Il Thelocactus conothelos (Regel & Klein) F.M. Knuth (1935) presenta generalmente un fusto singolo ovoide o corto cilindrico alto fino a 30 cm con un diametro di 15 cm; le costolature, poco evidenti, sono disposte a spirale con tubercoli pressoché conici.

Le areole lanose, in particolare nella fase giovanile, sono dotate di ghiandole nettarifere e di 8-20 spine radiali sottili di colore da grigio a ocra, lunghe 1-2 cm, e 2-4 spine centrali di colore ocra tendente al grigiastro con l’età, dritte o leggermente ricurve, lunghe fino a circa 5 cm e più robuste delle radiali. I fiori, diurni, nascono all’apice dalle areole più recenti, sono imbutiformi, fino a 6 cm di diametro, con ovario e tubo floreale ricoperti di scaglie imbricate, sottili e membranose, di colore porpora bruno con margine biancastro, i tepali sono acuminati di colore variabile dal giallo arancio al magenta con banda centrale più intensa in quelli interni.

I frutti sono globosi, di circa 1,5 cm di diametro, ricoperti di scaglie e col residuo secco del fiore; i semi sono piriformi di colore nero. Si riproduce quasi esclusivamente per seme dato che la pianta raramente produce polloni alla base.

Specie di facile coltivazione va posizionata in pieno sole, o comunque alla massima luminosità possibile, su terricci particolarmente porosi e drenanti che possono essere costituiti da comune terra da giardino concimata, sabbia grossolana (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere in ugual misura.

Benché sopporti, in terreno asciutto e per breve periodo, temperature di -7 °C, fino a -10 °C per alcune forme locali, è preferibile non esporla a temperature di molto inferiori a 0 °C, specie in presenza di umidità, pertanto, dove il clima non consente la coltivazione all’aperto in giardini “desertici”, va coltivata in vaso, con le stesse modalità prima indicate, per potere essere riparata in inverno.

In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno va tenuta asciutta a temperature preferibilmente tra +5 e +10°C, questo periodo freddo e secco ne favorisce la fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Echinocactus conothelos Regel & Klein (1860); Echinocactus saussieri F.A.C. Weber (1896); Torreycactus conothele (Regel & Klein) Doweld (2000).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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