Thunbergia grandiflora

Famiglia : Acanthaceae

Testo © Pietro Puccio

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Vigoroso rampicante. Per la bellezza dei fiori si è naturalizzato in varie regioni dei tropici © G. Mazza

La Thunbergia grandiflora Roxb. (1820) è originaria della Cina, Bhutan, India, Cambogia, Laos, Myanmar, Tailandia e Vietnam.

Il genere è dedicato al botanico svedese Carl Peter Thunberg (1743-1828); il nome specifico è la combinazione dei termini latini “grandis” = grande e “flos, -oris” = fiore, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: “bengal clockvine”, “bengal trumpet”, “blue skyflower”, “blue trumpet vine”, “skyflower vine”, (inglese); “thunbergia à grandes fleurs”, “liane mauve” (francese); “bengalische thunbergie”, “grossblütige himmelsblume”, “großblütige thunbergie” (te- desco); “tumbergia azul”, “enredadera de trompeta azul”, “bignonia azul”, “tunbergia trepadora” (spagnolo); “tumbérgia-azul”, “azulzinha” (portoghese).

Vigoroso rampicante sempreverde con fusti volubili che possono superare 12 m di lunghezza e foglie lobate o ovato-astate lunghe fino a circa 16 cm e larghe 10-12 cm. Le infiorescenze sono pendule, ascellari o terminali, portanti fiori imbutiformi formati da un tubo lungo 3-4 cm di colore bianco esternamente ed una corolla di 6-8 cm di diametro, costituita da cinque petali di colore blu-lavanda, uno dei quali è più largo degli altri, con gola gialla. I frutti sono capsule globose che terminano con una punta conica lunga circa 3 cm, i semi sono piatti e vengono lanciati a molti metri di distanza all’apertura della capsula a maturità. Si riproduce per seme, talea e tramite frammenti delle radici tuberose.

Specie molto ornamentale, per il particolare colore dei fiori ed il fogliame lussureggiante, che si è velocemente diffusa in tutti i tropici e subtropici, naturalizzandosi in molte aree fino a diventare invasiva per la velocità con cui si espande, sia per seme che tramite i polloni radicali che produce anche a distanza dal piede della pianta madre, tanto da esserne sconsigliata, in alcune situazioni, la coltivazione. Può essere coltivata nelle zone a clima temperato-caldo, dove a volte si comporta da semidecidua, tenendo presente che la parte aerea si danneggia a temperature intorno a -3 °C, mentre a livello radicale sopporta fino a -6/-7 °C. Può essere posta sia in pieno sole che in ombra parziale e non è particolarmente esigente riguardo al terreno.

Sinonimi: Pleuremidis grandiflora (Roxburgh) Rafinesque (1838); Thunbergia cordifolia Nees (1847); Flemingia grandiflora Roxb. ex Rottler (1803); Thunbergia grandiflora forma axillaris (C. B. Clarke) Kuntze (1891); Thunbergia grandiflora var. axillaris (Roxburgh) C. B. Clarke (1884); Thunbergia grandiflora var. varia (Roxburgh) Kuntze (1891).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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