Tillandsia ionantha

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria del Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras Messico, Nicaragua e Panama, la Tillandsia ionantha è un’epifita monocarpica, che fruttifica cioè una sola volta. Ma prima di morire, oltre ai semi, genera da gemme ascellari tra le foglie un grande cespo di rosette © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras Messico (Aguascalientes, Campeche, Chiapas, Coahuila, Chihuahua, Colima, Distretto Federale, Durango, Guanajuato, Guerrero, Jalisco, Hidalgo, Michoacán, Morelos, Nayarit, Nuevo León, Oaxaca, Puebla, Querétaro, Quintana Roo, San Luis Potosí, Stato del Messico, Tabasco, Tamaulipas, Tlaxcala, Veracruz, Yucatán e Zacatecas), Nicaragua e Panama, dove cresce epifita sui rami alti degli alberi, per ricevere la massima luminosità possibile, lungo le zone costiere, dal livello del mare fino a circa 1500 m di altitudine.

Il genere è dedicato al medico e botanico svedese Elias Erici Til-Landz (1640-1693); il nome specifico è la combinazione dei termini greci “ἴον” (ion) = viola e “ἄνθος” (anthos) = fiore, con riferimento all’intenso colore violetto dei fiori.

Nomi comuni: blushing bride (inglese); gallito, tenchito (spagnolo).

La Tillandsia ionantha Planch. (1855) è una specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita, con una rosetta di numerose foglie arcuate, allargate alla base e appuntite all’apice, lunghe 5-6 cm e larghe 0,5 cm nella parte mediana, di colore verde e fittamente ricoperte da minuscole scaglie grigie; le foglie centrali al momento della fioritura virano al rosso intenso.

Infiorescenza sessile al centro della rosetta con 2-4 fiori sottesi da brattee lunghe circa 2 cm, sepali lunghi 1,5 cm, lanceolati, corolla tubolare, lunga 4-5 cm, bianca alla base, viola intenso all’apice, con stami prominenti; i fiori sono impollinati dai colibrì.

La rosetta che ha fiorito non muore in breve tempo, come in altre specie, ma continua a vegetare a lungo contribuendo ad alimentare le nuove piante che nascono da gemme ascellari tra le foglie, formando in breve tempo densi cespi. I frutti sono capsule trivalve lunghe 3 cm, contenenti numerosi semi sottili provvisti all’estremità di un ciuffo di peli che ne facilita la dispersione tramite il vento.

Si riproduce per seme, ma solitamente e facilmente per divisione quando le giovani piante hanno raggiunto un’altezza pari a quella della pianta madre.

Una delle specie più popolari per le dimensioni contenute e la facilità di coltivazione, particolarmente adatta a chi intende iniziare la coltivazione di questa particolare tipologia di piante. Coltivabile all’aperto nelle zone tropicali, subtropicali e marginalmente temperato calde, resistendo per breve periodo, asciutte, a temperature intorno a 0 °C, in pieno sole, che ne esalta i colori, o luce solare filtrata, direttamente su alberi o arbusti, come in natura, o fissata su pezzi di corteccia, rami o sughero e appesa a opportuni supporti.

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Come suggerisce il vistoso colore dei fiori, i pronubi sono uccelli e la Tillandsia ionantha è infatti impollinata dai colibrì © Giuseppe Mazza

Può sopportare periodi di siccità, ma cresce al meglio se in estate nelle zone a clima secco viene periodicamente bagnata e nebulizzata al mattino, per permettere alla pianta di asciugarsi, utilizzando acqua non calcarea e priva di cloro a temperatura ambiente. Utili, durante il periodo vegetativo, concimazioni mensili con prodotti bilanciati idrosolubili a metà dose di quella consigliata dal produttore. Nei climi meno favorevoli può essere fatta svernare in appartamento nei mesi più freddi, ancorata a pezzi di ramo, corteccia o sughero, evitando qualsiasi tipo di terriccio che provocherebbe facili marciumi, in ambiente arieggiato alla massima luminosità possibile, come una finestra esposta da sud-est a sud-ovest, e con temperature minime preferibilmente non inferiori a 14 °C.

Se l’aria dell’ambiente in cui è collocata è troppo secca, nelle giornate calde e soleggiate vanno effettuate brevi nebulizzazioni al mattino, con le modalità sopra indicate, in modo da permettere alla pianta di essere perfettamente asciutta per la sera e senza ristagni d’acqua all’ascella delle foglie.

Sinonimi: Tillandsia erubescens H.Wendl. (1854); Pityrophyllum erubescens Beer (1855).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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