Tinca tinca

Famiglia : Cyprinidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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La Tinca ( Tinca tinca ), comune in Europa ed Asia, ha purtroppo una carne dal sapore fangoso © Mazza

La Tinca ( Tinca tinca ) pesce osseo d’acqua dolce (Osteichthyes) afferente alla famiglia dei Ciprinidae e all’ordine dei Cypriniformes, costituito da centinaia di specie di pesci essenzialmente dulciacquicoli, è un animale tipico delle acque continentali Europee, in particolare Italiane, presente, con altri congeneri, anche in Asia occidentale.

Sebbene meno importante dell’allevamento delle carpe, anche l’allevamento delle tinche in piscicoltura è abbastanza diffuso. Viene operato soprattutto nelle risaie, dove questo ciprinide, ed i suoi congeneri, si rivelano molto utili nella lotta biologica, distruggendo grandi quantità di larve di insetti patogeni per il riso.

Purtroppo la carne di Tinca tinca e delle specie affini non è molto appetibile, per il suo forte sentore di fango, dovuto, come vedremo, alla modalità di nutrizione che le caratterizza, ma nell’Asia occidentale, dove gli agricoltori ed i coltivatori di riso non hanno gran che da mangiare, finisce regolarmente nei loro piatti.

Zoogeografia

La Tinca ( Tinca tinca ) è diffusa nei fiumi e negli stagni di gran parte dell’Europa e dell’Asia occidentale. In Italia, la si trova abbondantemente in tutta la Penisola, Sicilia inclusa, notoriamente povera di Ciprinidi ( Ciprinidae ). Sembra che sia invece assente in Sardegna.

Habitat-Ecologia

Vive nelle acque calme e stagnanti o a corrente debolissima, dei fiumi, dei laghi e degli stagni. Si rinvengono soprattutto nei fondali melmosi e ricchi di vegetazione, dove l’acqua rimane piuttosto calda e povera d’ossigeno.

La loro ecologia alimentare si basa principalmente su piccoli animaletti acquatici ( molluschi, crostacei, piccoli pesci, insetti acquatici e larve di insetti ) che vivono sprofondati nel fondo melmoso e fangoso. Questi pesci vi immergono il loro muso, smuovendolo per ricavarne l’alimentazione necessaria, e al tempo stesso ne introducono notevoli quantità, donde il loro poco gradevole sapore delle carni.

Morfofisiologia

Le dimensioni della tinca, che, come accennato, è uno dei ciprinidi più comuni nelle acque dolci Europee ed Asiatiche, sono relativamente grandi. La lunghezza totale può superare il mezzo metro, con esemplari di 70 cm.

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Una giovane tinca. Da adulta può raggiungere i 70 cm ed i 5-6 kg © Giuseppe Mazza

Il peso, oscilla tra i 5-6 kg. Il corpo è alquanto massiccio, ma non particolarmente alto. Il muso è breve e smussato, ed il peduncolo caudale largo. Sul mento si possono osservare due grossi e tozzi barbigli.

Il corpo, è ricoperto da squame molto fini, costantemente protette da un’abbondante secrezione mucosa prodotta da numerose ghiandole sottocutanee. I denti “faringei”, sono clavati e disposti in serie. La pinna dorsale, di forma approssimativamente triangolare e con apice arrotondato, è posta leggermente dietro la prima metà del corpo, verso la coda.

La colorazione della livrea nella Tinca tinca è olivastra, scura sul dorso, più chiara sui fianchi e giallognola sul ventre, come per gli altri congeneri, è priva di riflessi metallici. Le pinne sono olivastro scuro.

Esistono però numerose varietà cromatiche di Tinca tinca. Una, non presente nelle acque dolci Italiane, è rosso dorata, più o meno macchiata di nero, tipica delle acque dolci dell’Asia occidentale.

In Europa e in Italia, oltre gli esemplari dotati delle colorazione prima descritta, s’incontrano anche individui più chiari, di una livrea interamente giallastra, con pinne largamente tinte di rossastro alla base.

Il dimorfismo sessuale permanente è abbastanza spiccato: i maschi, sono di regola più chiari delle femmine e posseggono pinne pari più ampie. Presentano inoltre un’ossatura più massiccia e il secondo raggio delle pinne ventrali irrobustito è “spiniforme”.

Etologia-Biologia Riproduttiva

La Tinca ( Tinca tinca ), come i suoi congeneri, è un pesce molto prolifico. Le femmine depongono infatti numerosissime uova, fino a trecentomila all’anno, che rimangono fissate, alla vegetazione del fondo, per essere fecondate dagli spermi di uno o più maschi.

L’indice di vulnerabilità della specie segna attualmente 65 su una scala di 100.

Sinonimi

Cyprinus tinca - Linnaeus, 1758; Cyprinus tinca auratus - Bloch, 1782; Cyprinus tincaurea - Shaw, 1804; Cyprinus zeelt - Lacepède, 1803; Tinca chrysitis - Fitzinger, 1832; Tinca communis - Swainson, 1839; Tinca italica - Bonaparte, 1836; Tinca limosa - Koch, 1840; Tinca linnei - Malm, 1877; Tinca vulgaris - Fleming, 1828

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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