Tinospora crispa

Famiglia : Menispermaceae

Testo © Pietro Puccio

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Tinospora crispa è un rampicante dioico deciduo dell’Asia sud orientale, con fusti fino a 15 m e 1 cm di diametro. Vari impieghi nella medicina tradizionale. Potenziale interesse in farmacologia © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Yunnan), Cambogia, Filippine, India, Indonesia, Laos, Malaysia Peninsulare, Myanmar, Singapore, Sri Lanka, Thailandia e Vietnam dove vive nelle foreste aperte e nelle boscaglie, fino a circa 1000 m di altitudine.

L’etimologia del nome generico non è stata specificata dall’autore, si suppone derivi dalla combinazione di tinus (Viburnum tinus L.) e del sostantivo greco “σπορά” (sporà) = seme, con riferimento all’endocarpo; il nome specifico è l’aggettivo latino “crispus, a, um” = increspato, rugoso, con riferimento ai fusti verrucosi.

Nomi comuni: bitter grape, heartleaf moonseed, heavenly elixir (inglese); hoguni-lot (assamese); gulancha, padmaguruz (bengalese); bo ye qing niu dan, da ye ruan jin teng (cinese); meliburigan, paliaban (filippino); liane-quinine (francese); brotowali (giavanese); dier, faridbuti (hindi); vasanvel (kannada); kheua khao hor (laotiano); akar putarwali, akar seruntum, patawali (malay); dagadi (malayalam); amrita, guduchi, (sanscrito); kattukkodi (tamil); dooara tiga (telugu); boraphet, chung ching (thailandese); day coc (vietnamita).

La Tinospora crispa (L.) Hook. f. & Thomson (1855) è un rampicante dioico deciduo con fusti, lunghi 3-15 m, che col tempo ingrossano, fino a 1 cm di diametro, con corteccia di colore bruno verdastro ricoperta da tubercoli e da cui si sviluppano lunghe e sottili radici aeree che radicano raggiunto il suolo. Le foglie, su un picciolo lungo 6-18 cm, sono semplici, alterne, oblungo-ovate con apice lungamente appuntito, base cordata e margini interi, glabre, lunghe 7-15 cm e larghe 5-12 cm, di colore verde intenso superiormente, più chiaro inferiormente. Infiorescenze racemose ascellari che appaiono prima delle foglie, quelle maschili, lunghe 5-20 cm, hanno fiori con calice composto da 6 sepali disposti in due verticilli, gli esterni ovati e lunghi 1 mm, gli interni obovati, lunghi circa 3 mm, di colore giallo verdastro, 6 petali obovati, lunghi 1,5-2,5 mm, e 6 stami. Infiorescenze femminili, lunghe 2-6 cm, con fiori dal calice e corolla simili a quelli maschili, 6 staminoidi e ovario composto da 3 carpelli. I frutti sono drupe oblunghe di 1-2 cm di lunghezza di colore arancio o rosso.

Si riproduce per seme, ma solitamente e facilmente per porzioni di fusto che radicano facilmente.

Rampicante vigoroso coltivato nei giardini familiari quasi esclusivamente come pianta medicinale, richiede un clima tropicale o subtropicale ed una esposizione in pieno sole o parziale ombra, si adatta a diversi tipi di suolo, da acidi ad alcalini, drenanti, mantenuti pressoché costantemente umidi.

I fusti, in primo luogo, e le foglie sono ampiamente utilizzati nella medicina tradizionale per numerose patologie, in particolare come antipiretici, antimalarici, diuretici, vermifughi, nel diabete mellito, nelle malattie della pelle e come tonico. Studi su animali da laboratorio hanno evidenziato negli estratti del fusto proprietà antiossidanti, ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti di potenziale interesse in farmacologia.

Sinonimi: Menispermum crispum L. (1763); Tinospora thorelii Gagnep. (1908); Tinospora mastersii Diels (1910); Tinospora gibbericaulis Hand.-Mazz. (1923).

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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