Tomistoma schlegelii

Famiglia : Crocodylidae alt. Gavialidae

Sottofamiglia : Gavialinae alt. Tomistominae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Il Tomistoma schlegelii conta solo 2500 esemplari e ricorda, per vari aspetti, il gaviale © Giuseppe Mazza

Il Falso gaviale o Falso gharial o Tomistoma ( Tomistoma schlegelii - Muller, 1838 ), è un coccodrillo afferente all’ordine dei Coccodrilli ( Crocodylia ), alla famiglia dei Coccodrillidi (Crocodylidae) ... alcuni biologi parlano della famiglia dei Gavialidi (Gavialidae), ma questa suddivisione non è ancora accettata da tutti ... sottofamiglia ... anche qui il dibattito è aperto, alcuni biologi lo inseriscono in quella dei Gavialini (Gavialinae), altri invece in quella dei Tomistomini (Tomistominae) ... genere Tomistoma ( Tomistoma ).

Il lemma “tomistoma” significa “bocca acuta”, questa parola deriva dalla fusione dei termini in greco antico “tomos” che significa “tagliato, acuto” e “stoma” per “bocca”.

Il termine “schlegelii” sta per “di Schlegel” dal cognome del biologo zoologo tedesco H. Schlegel (1804-1884), che sembrerebbe esserne lo scopritore.

I nomi comuni in inglese sono False gharial, Tomistoma, False gavial, Malayan fish crocodile, in spagnolo Falso gavial malayo, in francese Faux gavial malais, nei vari dialetti malesiani Bediai sampit, Kanulong, Baja, Buaja, Boeaja, Buaya, Buaya Sa(m)pit, Buaya Jolong-Jolong, Buaya Sepit, Buaya Senjulong, Malay gharial, Malay gavial, Senjulong.

Anche se la forma del muso può trarre facilmente in inganno, i biologi, come accennato, manifestano dubbi sul fatto che questo loricato abbia una relazione col Gaviale del Gange ( Gavialis gangeticus ). In base a fossili recenti, cui si sommano varie evidenze morfologiche, potrebbe infatti benissimo derivare da specie afferenti alla famiglia dei Coccodrillidi ( Crocodylidae ).

Ma recentemente, dati ematoimmunologici e biochimici sembrerebbero discordare con quest’ultima ipotesi, e quindi il dubbio resta.

La CITES inserisce questa specie nell’Appendice I, la IUCN ne dichiara uno status di “minacciato”, ovvero EN C1 ( Endangered ).

Si stima una popolazione di soli 2.500 esemplari.

In sostanza, i dati sulla loro biologia di popolazione sono ancora piuttosto scarsi, hanno una distribuzione geografica piuttosto ampia, ma i nuclei sono molto depletati e severamente minacciati.

Zoogeografia

E’ presente in Indonesia o meglio in quel complicato e intricato sistema di isole formanti l’arcipelago Malese detto Insulindia; più precisamente si trova sull’isola di Giava, sull’isola di Sumatra ( che è la sesta isola per dimensioni del pianeta ), a Kalimantan che per i geografi oggi è la parte indonesiana dell’isola del Borneo ( cioè i ¾ dell’isola, mentre la porzione non indonesiana è costituita dal Brunei e dalla Malesia orientale, mentre per le popolazioni locali si riferisce a tutto il Borneo ), l’isola di Sulawesi, che all’epoca dei colonizzatori inglesi veniva chiamata isola di Celebes e che è situata tra l’isola del Borneo e le isole Molucche, in Malesia sia nella penisola Malese, che nel Borneo, forse in Vietnam e fino il 1970 in Thailandia, dove sembrerebbe ormai essersi estinto.

Ecologia-Habitat

Frequenta laghi ad acqua dolce, paludi e fiumi. Scava anche lui dei cunicoli, dove si rinchiude con un po’ d’acqua. Sembra preferire aree con un’estesa copertura vegetale o i corsi d’acqua lenti. In realtà si conosce poco della sua ecologia.

Come appena detto, il Tomistoma schlegelii è una specie ancora poco nota, anche perché poco studiata.

I biologi hanno dati alquanto scarsi sulla biologia di popolazione, anche per la distribuzione molto frammentata che caratterizza questa specie.

Le minacce principali che affliggono questo loricato non sono del tutto conosciute. La pesca da parte delle popolazioni indigene, mediante reti, crea due problemi fondamentali: da un lato possono rimanervi intrappolati e dall’altro che vengono ridotte le loro risorse ittiche.

La riproduzione in cattività è praticata da appositi centri zoologici in Europa ed USA, mentre manca in loco, dove vengono del tutto ignorati i più elementari suggerimenti per migliorare quella naturale. La costruzione di dighe distrugge inoltre i biotopi in cui vivono, con conseguenze gravi per la loro sopravvivenza.

Attualmente sono in corso studi per verificarne la distribuzione in Malesia ed Indonesia.

La forma longirostre del muso, suggerisce, come è nella realtà, una nutrizione ittiovora, ma a onor del vero il Tomistoma schlegelii presenta una nutrizione più generalista rispetto al Gaviale del Gange ( Gavialis gangeticus ). Dall’analisi del contenuto gastrico si è visto infatti che si nutre anche d’insetti, crostacei e micromammiferi, sebbene i biologi abbiano osservato che gli individui più grandi possono anche attaccare e nutrirsi di macachi.

Morfofisiologia

Muso molto stretto e lungo, praticamente quasi identico a quello del gaviale del Gange.

La colorazione è marrone scuro/cioccolato, simile a quello dei subadulti, con un bandeggio nero sia sulla coda che sul corpo.

Sono presenti delle macchie scure sulle mascelle.

Ha dimensioni piuttosto notevoli. Raggiunge i 5 m di lunghezza e, potenzialmente, può essere anche più grande.

Presenta 76-84 denti, di cui 4-6 premascellari; 15-16 mascellari e 19-20 mandibolari.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Le femmine raggiungono la maturità sessuale a 2,5-3 m di taglia. I nidi sono buche profonde 60 cm, scavate nella sabbia e riempite con foglie asciutte e torba. Vengono deposte 20-60 uova a strati. Lunghe circa 10 cm, sono bianco sporco ed il periodo d’incubazione è di circa 90 giorni.

Alla schiusa, i piccoli non ricevono nessuna forma di cura parentale e la loro mortalità è altissima a causa dei maiali selvatici e rettili di vario tipo.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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