Tradescantia fluminensis

Famiglia : Commelinaceae

Testo © Pietro Puccio

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Ottima pianta d’appartamento, vigorosa e facile da coltivare © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Argentina, Brasile e Uruguay dove cresce nelle foreste pluviali spesso sulle rive dei fiumi.

Il genere è dedicato al botanico e coltivatore inglese John Tradescant (c. 1570-1638); il nome specifico deriva dal latino “flumen” = fiume, quindi ‘del fiume’ con riferimento alla zona di Rio de Janeiro (in latino “flumen Januarii” = fiume di gennaio”) località dove fu rinvenuta e descritta la prima volta.

Nomi comuni: “inch plant”, “Rio inch plant”, “small leaf spiderwort”, “spiderwort”, “speedy Jenny”, “trad”, “travelling sailor”, “wandering plant”, “wandering willie” (inglese); “erba miseria”, “miseria” (ita- liano); “misère”, “éphémère” (francese); “amor do homem”, “erva-da-fortuna”, “erva-de-santa-luzia”, “marianinha”, “olho-de-santa-luzia”, “trapoeraba”, “tradescância”, “trapoeraba-rósea” (porto- ghese); “amor de hombre”, “flor de Santa Lucía”, “oreja de gato” (spagnolo); “dreimasterblume”, “tradeskantie” (tedesco).

La Tradescantia fluminensis Vell. (1825) è una specie erbacea perenne con fusti succulenti striscianti e radicanti ai nodi, distanti tra loro 25-35 mm, con apici eretti. Presenta foglie semplici alterne di colore verde lucido superiormente, spesso di colore porpora inferiormente se in piena luce, di forma da lanceolata a ovata con apice appuntito e margini ciliati, lunghe 3-6 cm e larghe 2,5 cm. Esistono alcune forme variegate, tra cui una delle più diffuse in coltivazione è la ‘Variegata’ (foto) con foglie verdi striate irregolarmente di bianco.

I fiori sono riuniti in infiorescenze (cime) generalmente terminali, in qualche caso ascellari; i singoli fiori, su un peduncolo di 10-15 mm di lunghezza, hanno tre sepali lunghi 5-7 mm con peli ghiandolari (cioè dotati all’apice di una ghiandola che secerne una sostanza spesso vischiosa) sulla nervatura centrale, tre petali bianchi lunghi circa 9 mm e sei filamenti bianchi fittamente circondati da peli bianchi. I frutti sono capsule tripartite contenenti semi neri.

Si riproduce per seme, ma solitamente, e molto facilmente, per divisione e per talea, utilizzando porzioni di fusto o segmenti terminali lunghi 8-10 cm, anche se spesso basta una piccola porzione di fusto con un solo nodo, da far radicare in un substrato sabbioso o anche in acqua, dove la pianta può vivere a lungo.

Specie particolarmente vigorosa, di crescita veloce e facilità di coltivazione, non è esigente in fatto di suolo e può crescere indifferentemente all’ombra o in pieno sole, anche se per le forme variegate è preferibile una elevata luminosità per esaltarne i colori. Non è particolarmente resistente alle basse temperature, già intorno a 10, 12°C arresta la vegetazione, si rovina appena sotto 0°C e muore intorno a -4°C. Può essere impiegata come copri suolo all’aperto, dove il clima lo consente, o in serre, ma il suo utilizzo più diffuso, in particolare nelle forme variegate, è in vasi sospesi per la decorazione di interni, patii, balconi ecc. Per una crescita vigorosa si può utilizzare un substrato costituito da terra da giardino, terriccio di foglie, o torba, e sabbia in parti uguali; in estate, durante il periodo vegetativo, va innaffiata regolarmente, anche se può sopportare periodi di secco, nel qual caso arresta la vegetazione, mentre in inverno va mantenuta appena umida a temperature superiori a +12°C.

Come precedentemente detto, può essere coltivata anche in acqua. Periodicamente vanno effettuate potature, sia di rinnovamento che rinfoltimento, tagliando gli steli a livello del bordo del vaso, o per eliminare parti con foglie verdi nelle forme variegate. I fusti recisi hanno anche un moderato utilizzo nelle decorazioni floreali.

Il contatto con varie parti della pianta può provocare reazioni allergiche in individui particolarmente sensibili, sono segnalati anche casi nei cani dove la pianta è utilizzata come copri suolo.

Le favorevoli caratteristiche di questa specie hanno però un risvolto negativo, mentre nei luoghi di origine si limita a formare macchie limitate, altrove, sfuggendo alla coltivazione, si comporta da altamente infestante formando col tempo folti strati, spessi anche ben oltre il metro, che soffocano la vegetazione erbacea preesistente e impediscono il rinnovo delle specie arboree. Si espande rapidamente in ambienti luminosi, fino al pieno sole, meno in quelli ombrosi, e la sua dispersione avviene anche tramite frammenti di fusto trasportati dal vento o da animali, grazie alla facilità di radicazione in qualsiasi suolo, purché umido.

Introdotta a scopo ornamentale, si è naturalizzata, creando gravi problemi, in molte aree a clima tropicale, subtropicale e temperato, in particolare dell’America settentrionale, Australia sudorientale, Giappone, Italia, Nuova Zelanda, Portogallo e Russia.

Sinonimi: Tradescantia albiflora Kunth (1843); Tradescantia mundula Kunth (1843); Tradescantia tenella Kunth (1843; Tradescantia fluminensis var. pubescens C.B. Clarke (1881).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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