Trametes gibbosa

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Testo © Massimiliano Berretta

 

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La Trametes gibbosa è spesso ricoperta d’alghe che le danno una colorazione verdastra © Giuseppe Mazza

Famiglia: Polyporaceae Corda, 1839

Genere: Trametes Fries, 1835

Trametes gibbosa (Persoon) Fries, 1838

Il nome deriva dal latino “gibba” che significa “gobba”, per l’aspetto del cappello.

In Italia e in Spagna non si usano nomi “comuni” per questa specie; in Francia, invece, è conosciuto come “Tramète bossue”; in Germania “Buckel-Tramete”; nel Regno Unito “Lumpy Bracket”.

Descrizione del genere

A questo genere appartengono basidiomi spesso annuali, mensolati, singoli, imbricati o riuniti a rosetta, la superficie pileica è spesso zonata e tomentosa, la superficie poroide è biancastra o grigia, contesto bianco, tubuli alle volte grigiastri; sistema ifale trimitico con ife generatrici fibulate e ialine; basidiospore ialine, cilindrico-ellissoidali, non amiloidi; raramente crescono su conifere e sono agenti di carie bianca. La specie typus è Trametes suaveolens (Linnaeus) Fries 1838.

Descrizione della specie

Cappello: basidiomi annuali, mensolati, semicircolari, imbricati, misurano dai 5 ai 20 cm di lunghezza, per 1-4 cm di spessore; superficie pileica solcata, zonata, villosa, tubercolata, in seguito diviene glabra; di colore crema-ocraceo, verde per la presenza di alghe; margine ottuso e arrotondato.

Imenio: pori bianco-crema, con pori allungati, spesso sinuosi, lunghi da 1 a 5 mm e larghi fino ad 1 mm; i tubuli sono biancastri, mono o pluristratificati.

Gambo: assente.

Carne: il contesto è più ispessito vicino al substrato, fino a 3 cm, coriaceo e fibroso, azonato, di colore bianco-crema.

Habitat: specie annuale; cresce tutto l’anno su tronchi e ceppaie morte di latifoglie, soprattutto faggio.

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Ife generatrici, scheletriche e connettive, basidio con basidioli e spore © Massimiliano Berretta

Commestibilità: senza alcun valore.

Microscopia: struttura ifale trimitica con ife generatrici ialine, fibulate e ramificate, le ife connettive hanno molte ramificazioni, molto numerose anche le ife scheletriche, prive di setti; cistidi e cistidioli assenti; basidi tetrasporici cilindroidi o cilindrico-clavati, ialini, con giunti a fibbia basale, 15-20 × 4-6 µm; sterigmi slanciati; le basidiospore sono ialine, lisce, cilindroidi od oblunghe e ripiegate, non amiloidi, 4-5 × 1,8-2,3 µm.

Osservazioni: Specie annuale, comune e diffusa in Europa, ampiamente distribuita in Italia. Si sviluppa dall’ autunno alla primavera, normalmente è distrutta dagli insetti e parassiti ai quali questa specie piace molto, per questo motivo è difficile conservarne l’essiccata. Molto spesso è ricoperta da abbondanti alghe che le danno una colorazione verdastra. Tra le curiosità: sono stati fatti dei ritrovamenti di basidiomi enormi, anche attorno al metro di larghezza.

Specie simili sono: Trametes hirsuta (Wulfen) Lloyd 1924, che però ha pori rotondeggianti e più piccoli, contesto sottile, superficie pileica molto vellutata al tatto e spore più allungate; Trametes suaveolens (Linnaeus) Fries 1838, può essere simile per colorazione però ha pori grandi e arrotondati, e la carne emana un buon odore di anice, le spore nettamente più grandi; Lenzites betulina (Linnaeus) Fries 1838 e Lenzites warnieri Durieu & Montagne 1860, simili per l’aspetto pileico ma con colori più grigi o bruno-ocracei, inoltre hanno l’imenio lamellato.

Sinonimi:

Merulius gibbosus Persoon, 1795 (basionimo); Daedalea gibbosa (Persoon) Persoon, 1801; Lenzites gibbosa (Persoon) Hemmi, 1939; Polyporus gibbosus (Persoon) P. Kummer, 1871; Pseudotrametes gibbosa (Persoon) Bondartsev & Singer, 1944.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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