Trevesia palmata

Famiglia : Araliaceae

Testo © Pietro Puccio

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La foglia, molto decorativa, sembra un cristallo di neve © Giuseppe Mazza

La Trevesia palmata (Roxb. ex Lindl.) Vis. (1842) è originaria delle foreste dell’Assam, Bangladesh, Cambogia, Cina meridionale, Himalaya orientale, Isole Andamane, Laos, Myanmar, Nepal, Thailandia e Vietnam.

Il genere fu dedicato dall’autore, Roberto de Visiani (1800-1878), alla famiglia Treves dei Bonfili di Padova, mecenati della botanica del 19° secolo; il nome specifico deriva dal latino “palmatus” = palmato, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: “snowflake aralia”, “snowflake plant” (inglese); “trevesia palmé”, “flocon de neige” (francese); “pata-de-ganso”, “pé-de-pato”, “arália-pata-de-ganso”, “arália-pé-de-pato” (portoghese); “copo de nieve” (spagnolo); “schneeflockenbaum” (tedesco).

Arbusto o piccolo albero sempreverde dalla chioma globosa, alto 5-8 m con fusto e rami tomentosi e spinosi, presenta su un lungo picciolo, spesso spinoso, foglie palmate, coriacee, di colore verde scuro lucido di 30-60 cm ed oltre di diametro con nervature in rilievo, la parte centrale della lamina è intera e da essa si dipartono da 5 a 11 lobi ovato-oblunghi dall’apice appuntito e dai margini seghettati, o irregolarmente e variamente pennati; la forma della foglia varia notevolmente tra gli individui oltre che nella stessa pianta.

Le infiorescenze sono terminali a pannocchia con ramificazioni portanti una ombrella terminale e due pressoché opposte nella zona mediana, di 5-10 cm di diametro, con alcune decine di fiori ermafroditi profumati di colore bianco giallastro di circa 12-18 mm di diametro.

Frutti ovoidi di circa 2 cm di diametro contenenti 7-12 semi. Si riproduce per seme, talea e margotta.

Specie molto ornamentale per la forma inusuale delle foglie, che ricorda i cristalli di neve, da cui alcuni nomi comuni, è coltivabile all’aperto nelle zone tropicali, subtropicali e temperato calde, dove può sopportare per breve periodo temperature fino a circa -4°C, anche con perdita della parte aerea, ma rivegetando dalla base; predilige una posizione leggermente ombreggiata, anche se si adatta sia al pieno sole che alla mezz’ombra, e riparata dal vento.

In vaso è altamente decorativa, da utilizzare in ambienti spaziosi, e va coltivata in substrati porosi, drenanti, leggermente acidi, mantenuti umidi durante il periodo vegetativo, lasciando asciugare parzialmente tra le innaffiature in inverno.

Le giovani foglie e le infiorescenze immature vengono consumate bollite da alcune popolazioni locali.

Sinonimi: Gastonia palmata Roxb. ex Lindl. (1825); Aralia dubia Spreng. (1827); Gilibertia palmata (Roxb. ex Lindl.) DC. (1830); Hedera ferruginea Wall. (1831); Hedera palmata Wall. ex C.B.Clarke (1831); Brassaiopsis confluens Seem. (1864); Plerandra jatrophifolia Hance (1881); Trevesia palmata var. incisa Boerl. (1887); Plerandropsis bonii R.Vig. (1906); Trevesia sanderi Danhart (1913); Fatsia cavaleriei H.Lév. (1914); Brassaiopsis papayoides Hand.-Mazz. (1924); Trevesia palmata var. costata H.L.Li (1942); Trevesia cavaleriei (H.Lév.) Grushv. & Skvortsova (1984).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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