Trichoglottis pusilla

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Orchidea miniatura, tra le più apprezzate e coltivate del genere per le ridotte dimensioni ed i fiori attraenti e profumati, la Trichoglottis pusilla è originaria delle umide foreste Giava e Sumatra. Cresce epifita tra 700 e 2200 m di altitudine con fusti di 8-15 cm e fiori di 1,5-2,5 cm di diametro © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Giava e Sumatra dove cresce sui rami più alti degli alberi delle foreste umide, tra 700 e 2200 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “θρίξ” (thrix) = pelo e “γλῶττα” (glotta) = lingua, con riferimento alla peluria presente sul labello; il nome specifico è l’aggettivo latino “pusillus, a, um” = piccolino, con riferimento alle piccole dimensioni della pianta.

Nomi comuni: tiny trichoglottis (inglese).

La Trichoglottis pusilla (Teijsm. & Binn.) Rchb.f. (1856) è una specie con fusti eretti cilindrici ricoperti dalle basi fogliari imbricate, di 8-15 cm di lunghezza, provvisti di foglie alterne, distiche, nastriformi con apice irregolarmente bilobato, di 3,5-12 cm di lunghezza e 1 cm di larghezza, coriacee, di colore verde intenso. Infiorescenze ascellari, su un peduncolo lungo circa 2 cm, portanti 1-3 fiori, di 1,5-2,5 cm di diametro, gradevolmente profumati, con sepali ovati di colore bianco con striature trasversali porpora, petali oblungo-lanceolati, dello stesso colore dei sepali, e labello obovato con apice emarginato, spesso, carnoso, di colore bianco verdastro macchiato di porpora.

Si riproduce per seme, in vitro, e tramite le giovani piante che eventualmente produce alla base.

Orchidea miniatura, tra le più apprezzate e coltivate del genere per le ridotte dimensioni e i fiori attraenti e profumati, di facile coltivazione, richiede una posizione leggermente ombreggiata, temperature medio-alte, 22-30 °C in estate, ma con una buona escursione termica giornaliera per stimolare la fioritura, leggermente più fresche in inverno, con valori minimi notturni non inferiori a 15 °C, elevata umidità, 70-85%, e ventilazione costante. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, ma facendo leggermente asciugare il substrato prima di ridare acqua, più distanziate in inverno, con temperature mediamente più basse, ma mantenendo sempre un minimo di umidità, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Può essere montata su tronchi, corteccia, zattere di sughero o di felci arborescenti con dello sfagno alla base, o coltivata in vaso con composto che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura e sfagno. I rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa quando il substrato presenta segni di deterioramento.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Vanda pusilla Teijsm. & Binn (1853); Trichoglottis cochlearis Rchb.f. (1883); Trichoglottis pusilla f. fatoviciana Choltco (2008).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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