Tringa glareola

Famiglia : Scolopacidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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La Tringa glareola è un piccolo limicolo e un grande migratore © Gianfranco Colombo

Il Piro piro boschereccio ( Tringa glareola – Linnaeus, 1758) è un piccolo limicolo che appartiene all’ordine dei Charadriiformes ed alla famiglia degli Scolopacidae.

Tassonomicamente è collocato nel genere Tringa, un raggruppamento che include attualmente 13 specie ma che potrebbe nel prossimo futuro veder incrementare il suo numero visto che le nuove tecnologie attraverso lo studio del DNA, stanno modificando rapidamente la classificazione di molte categorie con continui sconvolgimenti.

Il piro piro boschereccio è uno delle tre specie più piccole del genere ed insieme al Piro piro solitario ( Tringa solitaria ) ed al Piro piro culbianco ( Tringa ochropus ) condividono anche molte caratteristiche morfologiche, in quanto molto somiglianti fra loro, oltre che buona parte del territorio.

Il nome italiano piro piro è onomatopeico e riflette grossomodo il grido che emettono quando si involano allarmati mentre boschereccio indica solamente il luogo dove nidifica perché questi volatili frequentano solitamente aree aperte e lanche paludose.

Il termine scientifico Tringa ha una etimologia antica risalente ad Aristotele che aveva menzionato un uccello con il groppone bianco dalle misure di un tordo, appunto dal greco “trungas” che poi venne identificato da successivi naturalisti e con una certa probabilità, in questo piro piro.

Il nome della specie glareola viene dal latino “glarea” = ghiaia, sabbia, per indicare gli ambienti in cui vive.

Una particolarità colpisce queste tringhe e molti altri limicoli che hanno areali di nidificazione posizionati nell’estremo nord dei continenti e sono poi soggetti a migrazioni a lungo raggio.

Il modus vivendi di questi uccelli è condizionato da un solo fattore: la fretta. Sarà per il particolare clima che incontrano lassù nella brevissima estate artica, sarà per il lunghissimo viaggio che devono sostenere per raggiungere i luoghi di nidificazione fatto sta che sono sempre in movimento e riescono a dedicare ben poco al periodo più delicato della loro vita, la nidificazione.

Infatti il piro piro boschereccio è di una rapidità notevole in questo frangente. Arriva nei luoghi di nidificazione in maggio e se ne torna dopo poche settimane come fosse una breve vacanza per cambiare aria e, come vedremo più avanti, abbandona praticamente i piccoli che dovranno cavarsela da soli. Duro impatto con la vita per questi giovani che vedranno una mortalità nel primo anno di oltre il 80%.

Alcuni nomi comuni dati in Europa sono: in inglese Wood Sandpiper, in tedesco Bruchwasserläufer, in spagnolo Andarríos Bastardo, in francese Chevalier sylvain ed in portoghese Maçarico-bastardo.

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Il Piro piro boschereccio abita la tundra europea e la Siberia fino alle coste del Pacifico, a nord del 50° parallelo, migrando nei quartieri tropicali africani ed indiani, fino a lambire l’Australia © G. Colombo

Zoogeografia

Il piro piro boschereccio è di certo il più abbondante rappresentante del genere Tringa oltre che uno tra i più forti migratori.

Abita tutta la tundra europea e la Siberia fino alle coste del Pacifico a nord del 50° parallelo e migra nei quartieri tropicali africani ed indiani, arrivando a lambire anche l’Australia.

Non è raro osservare popolazioni dell’estremo nordest asiatico migrare addirittura in Alaska per raggiungere poi anche il golfo del Messico, così pure popolazioni centroasiatiche raggiungere eccezionalmente le isole del Pacifico.

E’ un forte migratore ma alcuni elementi non disdegnano di trascorrere eccezionalmente parte della cattiva stagione nell’area sud mediterranea continuando successivamente il viaggio quando necessario.

In Africa, nella fascia subsahariana tropicale, risulta essere uno dei limicoli più comuni durante l’inverno boreale.

La migrazione verso i quartieri estivi è piuttosto lenta e vede questo piro piro fermarsi spesso lungo il tragitto in zone acquitrinose intrattenendosi per molto tempo, fino ad aprile inoltrato per raggiunger poi i siti di nidificazione con un ultimo e rapido balzo.

Molto più rapido nella migrazione estivo/autunnale che li vede già in transito alla fine di giugno, tanto da porre dei dubbi se si tratti di uccelli ritardatari che stanno migrando verso nord oppure degli anticipi di quelli che stanno tornando a sud. Non ha mai nidificato in Italia ma è comunissimo durante i mesi della migrazione.

Ecologia Habitat

Come tutti i piro piro, il boschereccio frequenta luoghi paludosi, campi allagati, laghetti con sponde fangose, tundre allagate con salici nani o bassissimi arbusti a volte anche in spazi aperti in mezzo a boschetti della taiga. Frequenta raramente le coste marine. Durante la migrazione lo si può trovare anche lungo fossetti con poca acqua e non di rado anche attorno ad ampie pozzanghere su stradine di campagna. Non accetta superfici con profondità superiore alle sue zampe anche se nuota facilmente senza problemi, per cui non sarà mai presente in specchi d’acqua profonda o con sponde inaccessibili.

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Le dita non sono palmate ma è legato all’acqua. Frequenta paludi, campi allagati e sponde fangose con un’alimentazione molto varia secondo le stagioni © G. Colombo

Le sue dita, alquanto lunghe e snelle, sono completamente libere e non hanno la benché minima palmatura. E’ un uccello molto sociale durante le migrazioni e si possono incontrare stormi anche di centinaia di individui intenti a procacciarsi il cibo nell’acqua bassa di qualche palude.

Morfofisiologia

I piri piri sono uccelli molto eleganti, slanciati, con un corpo ben dimensionato, agili e vivaci ed estremamente rapidi nel volo. E’ un uccello realmente velocissimo, tanto quanto i beccaccini (Gallinago gallinago) con i quali spartiscono i medesimi ambienti e spesso si accompagnano. Tra le tringhe è forse il più piccolo misurando solo 22 cm, con un peso di circa 130 g ed un’apertura alare di oltre 40 cm. Ha lunghe gambe di colore giallastro ma a volte verdi che fuoriescono dalla coda di pochi centimetri quando in volo ed un becco affusolato e diritto lungo circa 3 cm, anch’esso giallastro con la parte finale scura.

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Si nutre per lo più d’insetti e delle loro larve, aracnidi, lombrichi, girini, pescetti e bruchi, ma talora anche vegetali © Gianfranco Colombo

L’occhio allenato riesce facilmente a distinguerlo dai due più prossimi congeneri ma è pur sempre non facile farlo da una certa distanza. Il groppone risulta fortemente macchiato di bianco su un piumaggio compatto di colore marrone rendendolo distinguibile dal piro piro culbianco che l’ha invece di colore nero/olivastro più compatto con punteggiatura meno visibile.

La testa è grigia ed è segnata da un sopracciglio biancastro ben evidente che parte dalla base del becco fin quasi a raggiungere la nuca. Sotto questa linea corre una seconda fascia nerastra più o meno accentuata che evidenzia ancor più il bianco del sopracciglio.

Questi particolari lo rendono distinguibile da tutti gli altri suoi simili.

Il corpo è bianco è segnato da una leggera fascia pettorale, a mo’ di ampio collare, di colore grigio marrone che sfuma lentamente verso il ventre, proseguendo un po’ più in profondità sui fianchi. Il sottala è bianco con remiganti nerastre al contrario del culbianco che lo ha invece quasi totalmente scuro. Non vi è dimorfismo fra i sessi. La livrea dei giovani e quella degli adulti non nidificanti è meno macchiettata sul dorso e meno screziata sul petto. Il groppone del piropiro boschereccio è leggermente più striato di nero del culbianco ma non sempre si riesce a distinguerlo all’involo vista la rapidità aviatoria di questi uccelli.

Ha un movimento frenetico in particolare quando alla ricerca del cibo, muovendosi senza sosta e velocemente, guazzando nell’acqua bassa e acchiappando spesso al volo le zanzare che volano in superficie. E’ un ottimo camminatore e percorre durante questa attività centinaia di metri in poco tempo, andandosene avanti indietro setacciando con precisione ogni angolo dell’acquitrino. All’involo, che è repentino ma poco rumoroso, mostra il tipico groppone bianco accompagnato da una serie incessante di titiulì titiuliì di allarme che proseguono anche quando ben lontano. La traiettoria del frullo è più lineare e meno verticale di quella del piro piro culbianco che abitualmente si impenna maggiormente.

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Un raro esemplare leucista con piume bianche. La Tringa glareola è un ottimo volatore, ma sa anche correre al suolo o fare acrobazie sul pelo d’acqua per acchiappare una zanzara © Gianfranco Colombo.

Etologia-Biologia riproduttiva

Arrivati sui luoghi di nidificazione il piro piro boschereccio trova in brevissimo tempo la femmina con cui si accoppierà e che subito dopo inizierà a deporre le uova. Una questione di pochi giorni e la famiglia è fatta! La coppia è monogama e dura per una sola stagione riproduttiva.

Non tutti però nidificheranno ma gli scapoli rimarranno sui luoghi di nidificazione fin quando le coppie che hanno riprodotto lasceranno i quartieri estivi. Anche il nido non ha nulla di architettonico e non richiede che pochissimo tempo per prepararlo.

Di solito è un lieve affossamento scavato a terra, a ridosso di un piccolo arbusto sotto il quale rimane protetto e nascosto oppure a volte usurpa vecchi nidi di turdidi su cespugli od alberi che sistema portando qualche erbetta secca e fogliame leggero. Da qui il nome di piro piro boschereccio.

Vengono deposte 4 uova di color crema fortemente macchiettate di nero/verdastro e con forma molto piriforme. Entrambi i genitori saranno impegnati nella cova anche se la maggior parte dei 21 giorni necessari, sarà impiegato dalla femmina.

I piccoli, nidifughi, nascono con una leggera e vaporosa peluria e possono già alimentarsi dopo poche ore dalla schiusa ma non saranno accuditi dalla femmina. Infatti a questo punto la madre abbandona i piccoli ed anche il partner per dedicarsi ad un rapido ingrasso recuperando il peso perso durante la cova. Passa infatti tutto il tempo a cercar cibo fin quando, sentendosi pronta, riparte per i quartieri invernali. Il maschio al contrario rimarrà ancora alcune settimane in loco a curare la prole, fintanto che i piccoli non saranno in grado di volare. La crescita è rapida dovuta anche al fatto che la durata del giorno a quelle latitudini e spesso prossima alle 24 ore, per cui dispongono di tempi molto più ampi per alimentarsi accorciando di conseguenza i tempi di accrescimento. La maturità è raggiunta al primo anno di età con una prospettiva di vita che può arrivare al decennio. Il piro piro boschereccio ha un’alimentazione che varia durante le diverse stagioni ma abitualmente si nutre di insetti e di loro larve, di aracnidi, di lombrichi, di girini e piccoli pescetti, di bruchi ma anche di vegetali e semi in fermentazione.

Come tutti gli uccelli nidificanti al suolo ed in aree aperte, anche il piro piro ha tra i suoi nemici la volpe ed altri mustelidi e dall’alto gabbiani, skua e falchi. Non è soggetto a particolare tutela vista la grande consistenza delle sue popolazioni ed il vastissimo areale coperto. Si stima che la popolazione complessiva di questo uccello sia di alcuni milioni di esemplari.

Sinonimi

Rhyacophilus glareola – Linnaeus, 1758.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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