Triplaris cumingiana

Famiglia : Polygonaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Triplaris cumingiana è un albero dioico che può raggiungere i 20 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela, dove cresce nelle foreste umide a basse e medie altitudini.

Il nome del genere deriva dal latino “triplex” = tre volte, con riferimento alle parti del fiore; la specie è dedicata al naturalista e raccoglitore inglese Hugh Cuming (1791-1865).

Nomi comuni: ant tree, long John tree (inglese); pau-formiga (portoghese – Brasile) dilla, Fernán Sánchez, guayabo hormiguero, muchín, muchina, palo mulato, palo santo, roblón, San Fernando, tangarana, vara santa (spagnolo).

La Triplaris cumingiana Fisch. & C.A.Mey (1845) è un albero dioico (ogni individuo porta o solo fiori maschili o solo fiori femminili) sempreverde o semideciduo, alto fino a circa 20 m, con tronco eretto, fino a 45 cm di diametro, dalla corteccia liscia, grigia esternamente, bruno chiara internamente, che si sfalda a chiazze in strisce sottili, e chioma pressoché colonnare; i rami sono cavi e nei luoghi di origine ospitano formiche particolarmente aggressive ( Pseudomyrmex triplaridis Forel).

Le foglie, su un picciolo lungo 0,6-2 cm, sono alterne, semplici, oblunghe, con venature prominenti, margine intero e apice appuntito, di 22-35 cm di lunghezza e 7-12 cm di larghezza, di colore verde intenso lucido superiormente, più pallido inferiormente, e peluria castana lungo la nervatura centrale.

Le infiorescenze nascono alle ascelle terminali, quelle maschili sono spighe lunghe fino ad oltre 30 cm ricoperte da una peluria di colore castano chiaro, con fiori bianco-verdastri di circa 0,5 cm di lunghezza e diametro, subsessili (pressoché privi di peduncolo), costituiti da un calice imbutiforme pubescente a 6 lobi e 9 stami.

Le infiorescenze femminili sono lunghe fino a circa 20 cm con fiori, su un peduncolo lungo 0,2-0,8 cm, costituiti da un calice tubolare globoso, lungo circa 1 cm, con tre lobi, inizialmente di colore biancastro, e tre petali; i lobi dopo l’apertura del fiore si allungano formando tre ali oblunghe fino a circa 4,5 cm di lunghezza e 0,6 cm di larghezza, di colore rosa rossastro.

I frutti sono acheni ellissoidi, pubescenti, di circa 1,2 cm di lunghezza, di colore bruno chiaro a completa maturazione, con le tre ali persistenti che derivano dai lobi del calice, contenenti un seme appuntito, a sezione triangolare, lungo circa 1 cm, di colore castano lucido; i frutti vengono dispersi dal vento, anche a grande distanza, ruotando intorno all’asse verticale.

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Le infiorescenze femminili, lunghe anche 20 cm, hanno calici tubolari con 3 lobi rosati di 4,5 cm © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, con tempi di germinazione di 2-6 settimane, e per talea. Specie di notevole valore ornamentale, sia per il fogliame che per la spettacolare fioritura, coltivabile in pieno sole, o leggera ombreggiatura, nelle zone a clima tropicale e subtropicale, può resistere per brevissimo periodo a temperature fino a -2 °C, ma con danneggiamento del fogliame.

Richiede un terreno ricco di sostanza organica, acido o neutro, mantenuto umido, anche se esemplari ben radicati possono sopportare brevi periodi di secco.

Oltre che come esemplare isolato in parchi e giardini, viene a volte utilizzato come albero da ombra e per produrre, con le foglie cadute, biomassa utile a mantenere l’umidità del suolo nelle piantagioni di caffè.

Il legno, di facile lavorazione, è utilizzato per mobili, costruzioni in genere e rive- stimenti per interni, opportunamente protetto, poiché marcisce facilmente con l’umidità ed è attaccato dagli insetti xilofagi.

Sinonimi: Triplaris guayaquilensis Wedd. (1849); Triplaris lindeniana Wedd. (1849); Triplaris arnottiana Meisn. (1856); Triplaris auriculata Meisn. (1856).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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